Viaggio alla scoperta di sè

San Gavino M.le. Meeting diocesano dei ragazzi e ragazze del post Cresima

Domenica 25 febbraio si è vissuto a San Gavino Monreale, nella parrocchia di S. Lucia, il Meeting Diocesano dei ragazzi, il secondo dei tre previsti per quest’anno pastorale 2017/18.
La proposta del Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile e Vocazionale nonostante sia ormai giunta alla sua settima edizione continua a mantenersi fresca e attuale e si rivela ancora capace di coinvolgere ed entusiasmare i partecipanti.
Sono i ragazzi del post cresima, tra i 13 e i 16 anni, i destinatari di questo appuntamento bimestrale che offre l’opportunità non solo di trovarsi insieme in modo gioioso e leggero ma anche di guardarsi dentro e scoprire qualcosa in più di sé stessi, il tutto alla luce della Parola che in diversi modi si rende struttura portante dell’esperienza.

In quest’anno caratterizzato dal Sinodo dei vescovi sui giovani ci siamo ispirati proprio all’etimologia dell’originaria parola greca composta dai termini SYN (insieme) e ODOS (cammino). Camminare insieme dice lo stile del discepolo che si mette sulle orme del Maestro, mai in solitaria ma sempre con altri chiamati… proprio come gli apostoli che hanno dato il via ad un peregrinare che continua ancora oggi dopo più di 2000 anni di annuncio! Inserendoci in questo peregrinare abbiamo quindi cominciato con i ragazzi un viaggio ideale che attraverso diversi mezzi di trasporto mette tutti in movimento sulle strade della vita: se la volta scorsa è stato il “treno” a far riflettere su come si crei comunità conoscendo i propri compagni di viaggio questa volta è stata la “nave” a permettere di dare un nome e a comprendere le paure più profonde, quelle che spesso bloccano e impediscono di attraversare il mare della vita.
Usando la scala Douglas che classifica le condizioni del mare (da calmo a tempesta) ciascun partecipante ha attribuito ad ogni paura individuata la forza con la quale condiziona il proprio vivere, condividendo poi in gruppo quanto intravvisto. In una seconda fase dell’attività, attraverso la metafora del piano di emergenza affisso in tutte le navi, ogni ragazzo è stato invitato ad elaborare il proprio personale “piano di emergenza” e a scoprire che come su una nave ciascuno di noi si trova con tante persone pronte a prestare aiuto quando il “mare” si fa grosso, persone nelle quali si manifesta forte la presenza di quel Gesù che, anche se talvolta sembrerebbe dormire come nell’evangelico racconto della tempesta sedata, in realtà è con noi sulla barca e non ci lascia soli in balìa delle onde.

Don Massimo Cabua