Uomini e donne eucaristici

Ales. Concelebrazione per il conferimento e rinnovo del “mandato” ai Ministri straordinari della Comunione

In diocesi sono in svolgimento corsi di formazione al Centro Pastorale di San Gavino, ex-Istituto di Scienze Religiose, aperti a catechisti e giovani

Domenica 13 gennaio nella solenne Concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Padre Roberto nella Cattedrale di Ales è stato conferito il mandato di Ministro straordinario della Comunione per la prima volta ad alcune religiose e ad alcuni fedeli, e il rinnovo del ministero per altri. Il significato e la spiritualità di questo ufficio consiste proprio nella straordinarietà, perché viene effettuato per mandato della Chiesa, soprattutto in assenza o per impedimento del sacerdote e là dove ci sia la necessità. Uomini e donne che svolgono questo delicato compito, come ha ricordato Padre Roberto, lo fanno per spirito di servizio e non per vanagloria o per meriti acquisiti.

Tanti nelle parrocchie potrebbero essere ministri straordinari, perché uomini e donne di preghiera, di carità, di comunione e frequenza ai sacramenti, di testimonianza cristiana nel quotidiano. Soprattutto alle persone anziane che non possono spostarsi e ai malati impediti deve essere consentito di ricevere l’Eucaristia che verrà preceduta da un momento di preghiera e di riflessione, animata dal ministro che esprime la vicinanza e la sollecitudine della Chiesa con la Parola, con il sorriso e la gioia del cuore. È in tal modo che Cristo si fa presenza.

Le persone sofferenti, sono ancora le parole del Vescovo, danno infatti “la testimonianza della sofferenza offerta” preziosa agli occhi di Dio per la comunità e per la Chiesa intera. Il Ministro straordinario della Comunione è al servizio della Chiesa, svolgendo un compito delicato e vivendo in piena comunione con essa. La Chiesa in tal modo si fa presenza viva, dove c’è bisogno, nelle situazioni di difficoltà, dove non può garantire la sua presenza il presbitero. Il ministro straordinario nella comunità di appartenenza ed in tutti i luoghi del vivere, deve essere un esempio di comunione e di spiritualità con una formazione specifica.

In diocesi sono in essere i corsi di formazione al Centro Pastorale di San Gavino ex- Istituto di Scienze Religiose. Sono aperti a catechisti, ministri straordinari, operatori pastorali, lettori, componenti di associazioni, giovani etc. La formazione rappresenta una grande opportunità per tutti, una risorsa preziosa che la diocesi, insieme ad altre iniziative ha messo in atto proprio per approfondire tematiche non solo di natura culturale ma soprattutto conoscenze ed approfondimenti biblico-teologici. Ci sono sempre meno vocazioni al sacerdozio, meno preti e molti di questi principalmente giovani hanno il carico pastorale di più parrocchie.

Vocazioni sacerdotali che purtroppo diminuiscono, presbiteri che avanzano in età anche nella nostra diocesi non potranno garantire una presenza costante in tutte le parrocchie. Si porrà il problema ai laici. Ai laici responsabili o ad alcuni di essi potrà essere conferito in futuro l’incarico di portare la Parola del Vangelo, di animare i momenti di preghiera, di distribuire la Comunione ed altri compiti da svolgere nelle parrocchie. Non si può cedere quindi all’improvvisazione ma necessita di preparazione, studio, e soprattutto testimonianza di vita.

L’Istruzione Immensae Caritatis del 1973 afferma infatti che “il ministro straordinario della Comunione è un fedele laico preparato, che si deve distinguere per la vita cristiana, la fede, la condotta e la pietà. La distribuzione della Comunione non è un semplice gesto liturgico ma il contributo all’edificazione della Chiesa con tutti i fedeli soprattutto anziani o ammalati primi destinatari della grazia di questa istituzione”.

Il ministero legato alla distribuzione della Comunione non è una recente istituzione. Nella Storia della Chiesa, determinati fedeli laici avevano fin dal II secolo d.C. il compito di conservare presso di sé o di distribuire la Santa Comunione come viatico per i fratelli in punto di morte. Oggi questo ministero è stato rivalutato e nell’accezione post-conciliare di ministerialità, il ministro non è colui che sta al di sopra degli altri ma colui che si mette al servizio degli altri. Il ministero straordinario della Comunione è un ministero di fatto, conferito “una tantum” per concrete esigenze delle Chiese locali, e quindi chi ha oggi l’incarico deve essere pronto, come ha ricordato don Elvio Tuveri, direttore dell’Ufficio Liturgico diocesano, anche a fare un passo indietro a favore di altri fedeli della stessa parrocchia.

Antonio Corona

L’Omelia di p. Roberto in Cattedrale

“Con Gesù portare gratuità e conforto”

Ministro della Comunione vive una vicinanza privilegiata con la sofferenza dei fratelli anziani e malati, con la manifestazione anche a nome della comunità

Oggi la Liturgia del Battesimo del Signore è anche l’occasione per rinnovare il mandato ai Ministri della Comunione che nelle parrocchie della Diocesi aiutano il parroco nella distribuzione della Eucaristia specialmente alle persone malate e che non possono recarsi in chiesa. Come ogni ministero nella Chiesa anche quello di ministro della Comunione è prima di tutto un SERVIZIO alla comunità, ai cristiani concreti che compongono la comunità. Pertanto, non si tratta di un potere, di un diritto, di un premio. Invito quindi ciascuno di noi a purificare sempre più questi atteggiamenti. Il fatto di essere chiamato a questo servizio mi chiama solo a una maggiore responsabilità nel dare testimonianza.

I parroci che individuano le persone per questo servizio devono ricordarsi che si tratta di scegliere cristiani e cristiane che vivono la loro vita cristiana con fedeltà e perseveranza e trovano in questo esercizio della carità un modo di manifestare il loro impegno e la loro fede. Inoltre, abbiamo tutti bisogno di continua formazione per nutrire la nostra fede, perciò invito sempre i parroci e i responsabili ad offrire ai Ministri della Comunione momenti formativi adeguati.

Di che cosa sono segni i Ministri della Comunione. Prima di tutto essi, come tutti noi, ricevono un DONO: il dono che Gesù fa di sé stesso nella Eucaristia. Un dono gratuito, che non possiamo pretendere. Gesù che si dona a noi al tempo stesso ci spinge (Questa è la nostra risposta) poi per donarci a nostra volta: attraverso la carità, l’amore verso gli altri, l’accoglienza. Pertanto, tutti noi che riceviamo il Corpo del Signore siamo chiamati poi ad essere uomini e donne “Eucaristici”, cioè gratuiti, messaggeri dell’amore di Dio verso i suoi figli.

In secondo luogo, il Ministro della Comunione, portando il Signore Eucaristico, si trasforma nel buon samaritano che spende del suo tempo per ascoltare la sofferenza di un fratello, si ferma con lui, ne lenisce le piaghe attraverso l’amicizia, una parola buona, un tempo speso gratuitamente nell’ascolto. C’è nel Ministro della Comunione una vicinanza privilegiata con la sofferenza dei fratelli (anziani, malati). Attraverso questo servizio si vuole manifestare a loro la vicinanza di tutta la comunità e al tempo stesso aiutarli, animarli ad offrire le loro sofferenza come un modo speciale di partecipare alla costruzione della Comunità cristiana.

Sappiamo che la Comunità si costruire con la partecipazione, l’impegno, il dono del proprio tempo, la preghiera, l’attività, ma anche con l’offerta di sé quanto non si può fare nessuna di queste cose. Partecipare alla Sofferenza di Cristo attraverso la propria sofferenza. Ecco allora che se è vero che il Ministro della Comunione manifesta la vicinanza della Comunità e la sollecitudine di Cristo buon samaritano al tempo stesso esso riceve da questi fratelli e sorelle malati la grazia della preghiera e della sofferenza offerta per amore.

+ Roberto, vescovo