Una famiglia in cammino

Per i 150 anni dell’Associazione gli auguri di Papa Francesco: “Siate buoni fotografi della vita”

Tutto quanto aveva per vivere

È l’icona biblica che accompagna tutto il cammino di quest’anno: la vedova offre tutto quanto aveva per vivere diventando anche lei discepola. La sua è un’esperienza parallela a quella di Gesù perché anche se non lo conosce dà la sua vita come Gesù. Dà la sua vita per il tempio. Ma non alla maniera del vecchio tempio, ma del nuovo tempio che è Gesù. Qui la donna realizza il detto di Marco 8,34-35: “Se qualcuno vuole venire dietro a me rinneghi sè stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo la salverà”. Ecco, questa frase è il sigillo che illumina nel modo giusto il gesto della povera vedova. L’invito che ci viene fatto è dunque quello di essere discepoli – missionari disposti a dare tutto di noi stessi testimoniando la gioia che il Signore ci ama di un amore infinito.

Adulti- Attraverso

È il percorso formativo per gli adulti che l’Azione Cattolica quest’anno propone, ci invita a metterci alla sequela di Gesù che, come noi, attraversa luoghi, incontra persone e da queste si “lascia attraversare”. Si lascia provocare, si lascia toccare, si lascia cambiare. La proposta formativa rivolta ai gruppi di adulti di Azione Cattolica, è un percorso dentro i luoghi della nostra vita che parlano di Vangelo: la strada, la città, il tempio. Dentro questi luoghi si vuole imparare a “gettare tutto quello che abbiamo per vivere”, a vivere con lo stile della totalità e del dono. In tutti questi anni l’AC ha proposto agli adulti delle esperienze formative per aiutarli a vivere la circolarità tra vita-Parola- vita. È la vita ordinaria e quotidiana il luogo della presenza e dell’incontro con il Signore! Una presenza riconoscibile alla luce della parola di Dio e che ci fa “fedeli” alla vita anche quando si presenta nella sua paradossalità. È una proposta formativa che fa riscoprire la vocazione laicale. Vocazione a una santità vissuta nel quotidiano, un “fare nuove tutte le cose”, vivendo con coraggio la propria fede, nell’accoglienza e nel dialogo con tutti, anche con chi non crede.

Ragazzi – Pronti a scattare

Èlo slogan dell’Iniziativa annuale che quest’anno, attraverso l’ambientazione della FOTOGRAFIA, accompagna il cammino di fede dei bambini e dei ragazzi dell’Acr. La fotografia è un’opportunità per raccontarsi, per fissare e custodire la memoria di un evento bello e significativo, per rappresentare, attraverso lo sguardo di chi scatta, ciò che la realtà non può comunicare da sola. Nell’anno della sequela i bambini e i ragazzi impareranno ad osservare gli “scatti fotografici” che il Vangelo fornisce circa i gesti e le azioni che Gesù ha compiuto nei luoghi in cui ha camminato, parlato e agito, per poter scegliere, così, se desiderano somigliare a Lui, diventare suoi discepoli e apostoli della gioia. Gesù invita i bambini e i ragazzi a fare zoomsulla propria vita, ad andare in profondità nelle situazioni e ad allargare il proprio sguardo sul mondo per imparare a sviluppare nuove capacità di donarsi. Il cammino di fede che l’Acr compie in quest’anno diventa allora un’occasione per farsi dono e condividere moltiplicando il proprio “tutto” per farlo diventare “il tutto di tutti”. In questo anno straordinario in cui si festeggiano i 150 anni dalla nascita dell’Azione Cattolica, viene rinnovata la chiamata a fare memoria delle tante belle storie che ci hanno accompagnato questi anni e a guardare al futuro con rinnovato slancio missionario rendendo il nostro aderire ancor più significativo. È bello pensare alla comunione straordinaria che abbiamo vissuto l’8 dicembre nelle nostre comunità parrocchiali e diocesane unendo l’Azione Cattolica dell’intero Paese. Ci aiutano queste poche parole di Papa Francesco a comprendere fino in fondo il clima di festa: “la comunità evangelizzatrice gioiosa sa sempre “festeggiare”. Celebra e festeggia ogni piccola vittoria, ogni passo avanti nell’evangelizzazione. L’evangelizzazione gioiosa si fa bellezza nella Liturgia in mezzo all’esigenza quotidiana di far progredire il bene. La Chiesa evangelizza e si evangelizza con la bellezza della Liturgia, la quale è anche celebrazione dell’attività evangelizzatrice e fonte di un rinnovato impulso a donarsi” (EG. 24).

Andrea Usai