Un cuore più grande per gli operatori carcerari

Is Arenas. Festa di san Basilide, patrono della Polizia Penitenziaria

In occasione della memoria liturgica del santo martire Basilide, il 30 giugno gli agenti di polizia penitenziaria, operanti nella Colonia Penale di Is Arenas, hanno partecipato alla S. Messa presieduta dal vescovo mons. Carboni e concelebrata dal cappellano don Luca Carrogu. Oltre agli agenti hanno partecipato anche il vice sindaco di Arbus, Michele Schirru, le educatrici del carcere, alcune volontarie e parrocchiane arburesi che hanno animato la liturgia con il canto. Eusebio di Cesarea nella sua Storia Ecclesiastica riporta la vicenda che ha portato alla canonizzazione di Basilide, soldato romano, istruito alla vita cristiana da Origene ma non ancora deciso a farsi battezzare.

Nell’esercizio del suo lavoro, mentre scortava una condannata alla morte, la difese dalle ingiurie e insulti del popolo, mostrandole simpatia e compassione. Queste attenzioni commossero la giovane Potamiena, condannata perché cristiana, che promise a Basilide di intercedere per lui una volta giunta al cospetto di Dio. Pochi giorni dopo Basilide fu chiamato a giurare di fronte agli idoli civili, ma egli inaspettatamente rifiutò, dichiarandosi improvvisamente cristiano, e fu così condotto davanti a un giudice per confermare la propria fede cristiana. In conseguenza di ciò fu gettato in prigione e condannato a morte, e a chi gli faceva visita in carcere raccontava che la vergine e martire Potamiena gli era apparsa in sogno tre giorni dopo il suo martirio, ponendogli una corona sulla testa e dicendogli che aveva pregato per lui e aveva ottenuto da Dio la grazia della conversione, per cui dopo poco sarebbe tornata a prenderlo nel suo ulteriore martirio. Basilide fu battezzato in prigione e il giorno successivo fu decapitato, all’incirca nell’anno 202 d.C. Partendo dall’esempio di premura e custodia che il santo martire dimostrò nei confronti della giovane Potamiena il Vescovo, nell’omelia, ha evidenziato come nel loro lavoro gli agenti di polizia penitenziaria svolgono un importante, quanto delicato, servizio. “Mentre custodiscono la sicurezza sociale hanno il compito anche di custodire anche chi l’ha infranta e proporre ad essi una appropriazione della propria vita più dignitosa”, e gli ha incoraggiati a proseguire il loro lavoro, talvolta faticoso “nell’aiutare chi ha sbagliato per debolezza a ritrovare sé stesso e il senso morale della vita”, ricordando che “Chi opera nel carcere sa a di dover avere un cuore più grande, più attento, più compartecipe”.
Al termine della Concelebrazione, il Vescovo, guidato dal vice-comandante, l’ispettore capo Giorgio Serri e dal comandante del reparto a cavallo, l’ispettore capo Alberto Atzeni, ha visitato alcuni ambienti della Colonia Penale dove i detenuti lavorano. La giornata si è conclusa con un pranzo fraterno per tutti gli agenti e operatori, al quale ha preso parte anche il comandante delle Colonia, il vice-commissario Carmelo D’Angelo.

Mattia Porcu