Santa Mariaquas tra fede e tradizione

Alla solenne Concelebrazione con numerosi sacerdoti e migliaia di fedeli anche i vescovi aleresi Giovanni Paolo Zedda (Iglesias), Corrado Melis (Ozieri) e Giovanni Dettori (emerito Ales)

Anche quest’anno i festeggiamenti in onore di Santa Mariaquas hanno preso il via con uno dei momenti più suggestivi: la consuetudine di trasferire il simulacro processionale della Vergine dalla chiesa dell’Assunta al Santuario delle Terme. La messa della partenza è stata allietata dalla bellissima presenza dei fratelli dell’Unitalsi, accompagnati dai volontari. Il giogo di buoi proveniente da Villamar ha atteso con mansueta dignità di essere aggiogato a “su cocciu” per accompagnare la celeste pellegrina. Hanno aperto il corteo i cavalieri, seguiti dai gruppi folk che sono intervenuti numerosi. Il comitato, classe 1968, con la collaborazione della Pro Loco, è riuscito a coinvolgerne oltre una dozzina di gruppi, provenienti da diverse zone dell’isola.

La domenica e il lunedì, nel Santuario è stato un susseguirsi di messe celebrate e di confessioni nella chiesetta stipata di pellegrini. Ma è alla sera che l’espressione di fede si è fatta corale: tutta la Diocesi si è stretta attorno alla sua Patrona.

L’anfiteatro, ai piedi del castello di Monreale, è rimasto in attesa che la processione delle confraternite, che recavano la Vergine, emergesse dal viale che lambisce “su lavatoriu”. I malati, assistiti dai volontari dell’OFTAL, gremivano le prime file e hanno partecipano con l’entusiasmo dei protagonisti alla santa Messa. Quest’anno la solenne celebrazione oltre ad essere un’occasione privilegiata di lode a Dio per la nostra madre celeste ha avviato la prima visita pastorale del nostro Vescovo, mons. Roberto Carboni.

A testimoniare l’unione fraterna e la collaborazione della Chiesa Sarda hanno concelebrato, oltre a buona parte del clero diocesano, i vescovi di Iglesias, mons. Giampaolo Zedda, di Ozieri mons. Corrado Melis e il vescovo emerito mons. Giovanni Dettori. Ha affermato che la visita pastorale è prima di tutto l’espressione dell’amore e della sollecitudine di Dio verso ogni uomo. (testo a fianco a pagina 2). Il Coro Polifonico Diocesano, diretto dal diacono Luigi Cau, ha accompagnato la Liturgia solenne. All’organo Andrea Sarigu di Cagliari. In prima fila rappresentanti delle forze dell’ordine e i sindaci di Sardara, Ales, San Gavino e Villacidro.

Martedì 18, dopo la messa vespertina, al momento dello sparo della prima granata, la Vergine ha cominciato il viaggio di rientro “a casa” dove, in prossimità con l’incrocio per la ex-131, “sa torrada de sa Santa” è stata salutata dallo spettacolo pirotecnico. La processione si è conclusa nella piazza della chiesa parrocchiale della B. V. Assunta con la benedizione eucaristica, il saluto del Vescovo e il lungo applauso che da sempre accompagna il tradizionale “atrus annus”!

Riportiamo cliccando sul seguente indirizzo l’omelia del vescovo, mons. Roberto Carboni.

Le foto della Celebrazione al seguente indirizzo.