“L’amore dà sempre vita” dal concepimento alla morte

Lunamatrona. La diocesi ha celebrato la 40a Giornata Nazionale della Vita

Sabato 13 gennaio, la Diocesi si è ritrovata presso la parrocchia di San Giovanni Battista in Lunamatrona, per celebrare la Giornata diocesana della vita. Questo evento è stato un momento importante perché ha chiamato la Chiesa e ogni singolo credente ad interrogarsi sul grande dono della vita. Oggi più che mai questo argomento è di forte attualità, vista anche l’approvazione da parte del Governo della normativa sui D.A.T o fine vita.
Da più parti si è sempre sentito che l’esistenza umana deve essere dignitosa e anche l’evento morte chiede di essere tale. Ciò che non si capisce, o per lo meno lascia sorpresi, è il modo in cui si interpreta il termine “dignità”.
Il significato dovrebbe indicare qualcosa di positivo, che dona e non che toglie. Se questo è vero, perché inserire nel protocollo l’alimentazione e l’idratazione, diritti inalienabili, come misure di accanimento? La vita va difesa dal suo concepimento fino alla morte, in questo lasso di tempo ci sono da mettere in atto altre cose che danno dignità, come il diritto alla famiglia, al lavoro, alla libertà, alla cura, etc. Personalmente penso che legiferare una sorta di diritto al suicidio sia semplicemente barbarico: dov’è l’atto di coraggio? Chi può stabilire il valore di una vita? Il benessere economico o la perfezione fisica? Come dice Papa Francesco, se la nostra è una società che fa la “politica dello scarto”, siamo semplicemente incivili.
Ci sono valori e ricchezze che vanno oltre la così detta normalità: i valori spirituali non coltivati e non alimentati, fanno della creatura umana una semplice merce e quindi ciò che non produce e ciò che non lascia gli animi tranquilli, va eliminato o nascosto. Questi temi così importanti, il fulcro di questa Giornata, sono stati affrontati con don Fidele Kotho Mbuku, docente di bioetica e parroco di Gonnosnò e Figu, il quale durante il suo intervento ha sottolineato che il tema dato alla giornata risulta essere la sintesi dell’esortazione di Papa Francesco “Amoris Laetitia”. Ha posto l’accento sul concetto di famiglia come vocazione e dono reciproco fra le persone che la compongono. Altresì ha affermato che non ogni amore produce vita, in quanto l’amore ogni tanto si maschera di egoismo e ciò avviene quando nel rapporto tra un uomo ed una donna il gesto d’amore si trasforma in atto edonistico e di conseguenza non permette alla vita di nascere o una volta nata la si sopprime con l’aborto diretto.
Alcuni interventi fatti dalle persone presenti al dibattito hanno consentito di specificare ed approfondire i temi proposti. Al termine dell’incontro, il vicario foraneo don Francesco Murgia nel ringraziare per la serata si è augurato che questi appuntamenti non siano casi isolati ma l’inizio di un lungo percorso. Al termine si è vissuta, insieme ai presenti al convegno e alla comunità parrocchiale, la Santa Messa concelebrata e presieduta dal nostro vescovo Padre Roberto Carboni.

Don Giorgio Lisci