La diocesi ai piedi della Vergine delle acque riprende il cammino di rinnovamento

Santa Mariaquas. Tra tradizione e fede Sardara si prepara a sciogliere l’antico voto

Come da tradizione plurisecolare anche quest’anno il penultimo lunedì di settembre si terranno i festeggiamenti in onore di Santa Mariaquas.
Diverse le novità introdotte a partire dagli organizzatori della festa. Il Comitato permanente che da tempo si occupava di coordinare i festeggiamenti lascia il posto a 18 “coraggiosi” della classe 1967. Il parroco don Stefano Mallocci, visto l’assottigliarsi delle fila del Comitato, i cui membri erano in carica da oltre dieci anni, ha invitato i cinquantenni sardaresi a farsi carico di questa responsabilità.
Ho ritenuto opportuno proporre quest’usanza, perché ogni anno una fetta della popolazione potesse sentirsi compartecipe dell’organizzazione diretta di questo importante momento comunitario. Ho incoraggiato chi ha aderito alla proposta e non sarò mai abbastanza grato, e insieme a me tutti i sardaresi, ai componenti del Comitato storico che per tanto tempo e in modo mirabile hanno portato avanti quest’incarico faticoso e pieno di responsabilità”. Così il parroco, don Stefano.
I festeggiamenti religiosi si apriranno con il tradizionale pellegrinaggio che vede la traslazione del simulacro dalla parrocchiale dell’Assunta al piccolo Santuario diocesano delle Terme. La processione, prevista per le ore 18 di sabato 16 settembre, sarà preceduta dalla Messa solenne de “sa cabada” celebrata dal parroco e animata dal coro parrocchiale. Nella processione che si snoderà in un primo momento lungo il percorso cittadino, il simulacro deposto nell’antico cocchio del XIX secolo e trainato dal giogo di buoi di Mogoro, verrà accompagnato dai gruppi partecipanti alla XII rassegna dei gruppi folk del Medio Campidano, dalla banda musicale SMS, dai cavalieri e dai fratelli dell’Unitalsi.
Domenica 17 sarà giornata di funzioni religiose al Santuario; diversi sacerdoti di tutta la diocesi, e non solo, si metteranno a disposizione per le confessioni.
Lunedì 18 l’anfiteatro ai piedi del Monreale comincerà a riempirsi dalle prime ore del pomeriggio di migliaia di fedeli provenienti da Sardara e dalle parrocchie della diocesi: la festa da locale diventerà grande evento di fede e di devozione alla Patrona della diocesi, Santa Mariaquas. La Liturgia solenne prevista per le 18.30, sarà presieduta dal vescovo mons. Roberto Carboni, concelebranti il Vicario generale, il Rettore del Santuario e i presbiteri del clero diocesano. In prima fila dinanzi all’altare le autorità e i malati accompagnati dai volontari dell’Oftal e Unitalsi. Il Vescovo affiderà, come di consuetudine, il nuovo anno pastorale della comunità diocesana all’intercessione della Madonna delle Acque. La diocesi, col Vescovo, i sacerdoti, i religiosi e i laici, potrà riprendere l’impegno comunitario di rinnovamento e di carità.
Nutrito anche il programma dei festeggiamenti civili che prevedono alcune novità nella locations. Gli spettacoli musicali di sabato sera con i Tamurita e domenica con i Janas si terranno presso l’anfiteatro delle terme. Mentre lunedì 18 sarà la Romagna ad allietare i convenuti presso la piazza Libertà a Sardara. Al termine del concerto si terranno le estrazioni dei biglietti vincenti della sottoscrizione a premi indetta dal comitato per la raccolta fondi per i festeggiamenti. Altra novità di quest’anno è il concorso “Is cuncordias po Santa Mariaquas” che invita i bixinaus ad addobbare le vie cittadine per la festa.
Il martedì pomeriggio, il boschetto di eucaliptus che porterà le cicatrici dei due giorni di festa dovute alla grande varietà di stand espositivi, bancarelle e le tradizionali “Paràdas” tornerà a godersi la tranquillità silenziosa della pace ritrovata. Dopo la Messa delle ore 18, con lo sparo della prima granata inizierà il “rientro a casa” della Santa Vergine. Intorno alle ore 20, orario previsto per l’ingresso a Sardara, in prossimità con l’incrocio per la ex 131 “sa torrada de sa Santa” verrà salutata dallo spettacolo pirotecnico.
La processione si concluderà nella piazza della chiesa parrocchiale della B. V. Assunta con la benedizione eucaristica e il saluto del Vescovo. I commenti di chi bisbiglierà che si poteva fare meglio o di chi troverà conforto nel vedere la piazza gremita ammutoliranno. Come in un antico copione inciso nel cuore di ciascuno, Sardara silente guarderà la propria Madre Celeste, affidandole le proprie trepidazioni e al suono festoso delle campane saluterà con un lungo applauso l’ingresso del simulacro in chiesa, augurandosi con sincerità “atrus annus”!

Luisa Cuccu