Il giubileo sacerdotale di don Fanari

Prima linea pastorale nelle parrocchie di Sardara, Gonnoscodina, Guspini San Pio X e San Nicolò d’Arcidano

Domenica 8 settembre 2019, nell’attuale sede di servizio, San Nicolò d’Arcidano, con una solenne Celebrazione eucaristica, come celebrazione giubilare, don Gian Pietro Fanari ricorda l’ordinazione sacerdotale, avvenuta 50 anni prima, nel pomeriggio del 6 settembre 1969, nella chiesa – madre di San Pietro a Terralba, suo paese natale. Gli sarà al fianco nella Concelebrazione il confratello, anche lui in festa per i 50 anni di vita sacerdotale, don Francesco Tuveri, parroco di Gonnostramatza, direttore del Museo-Archivio diocesano di Ales, canonico onorario della Cattedrale. Il racconto del suo percorso sacerdotale, dall’ ordinazione presbiterale nel lontano 6 settembre 1969 a Terralba con don Fanari e don Giovannino Pinna, troverà spazio nel prossimo numero di Nuovo Cammino.

Don Fanari a Sardara, per 17 anni. È stata la prima esperienza pastorale e anche la più lunga, svolgendo il servizio di vice-parroco, in collaborazione con il parroco don Dario Sanna. Sempre disponibile per tutte le iniziative ecclesiali, in particolare si dedica con entusiasmo, attenzione e generosità all’educazione della gioventù nell’Oratorio san Tarcisio. In contemporanea per circa 8 anni ha svolto egregiamente anche il servizio pastorale nel Santuario di Santa Mariaquas.

A Gonnoscodina, per circa 9 anni. Don Fanari è stato molto apprezzato anche come parroco di Gonnoscodina. Mons. Antonino Orrù, in una nota pubblicata sul giornalino “Tic-Tac” del 4.02.1996, scrisse testualmente: “Nel disporre il trasferimento di un sacerdote da una sede ad un’altra parrocchia, il vescovo prova varie sensazioni, ma la più emozionante è la commozione, perché tocca con mano che il suo sacerdote è riuscito a penetrare nel cuore dei fedeli e che i fedeli sono ricchi di una grande fede e sensibilità. È il caso di don Fanari, parroco di Gonnoscodina dal 1986 al 1996. Giusto il tempo previsto per la permanenza di un parroco in una parrocchia e giusto il tempo per aver dimostrato di essere stato sempre al servizio dei suoi fedeli, piccoli e grandi, evangelizzando e santificando…”

A San Pio X a Guspini, per circa 14 anni. Durante il suo ministero – sostiene Bruno Olla, in un articolo comparso su Nuovo Cammino del 18.04.2010 – ha svolto un lavoro pastorale operoso, intenso, affrontando tante difficoltà, di natura ambientale- parrocchiale dei tempi che mutano, dei fedeli che non sempre sono stati attivi e propositivi come il parroco si augurava. Gli ultimi sette anni, poi, le difficoltà si sono moltiplicate, con la chiusura della chiesa per problemi strutturali dell’edificio di culto. Al momento della sua partenza per altra sede, la comunità di San Pio X ha ringraziato don Fanari, per come ha operato, per l’amore, la passione, la dedizione e i tanti sacrifici fatti, per arrivare all’inaugurazione della chiesa ristrutturata.

Gloria e cruccio di don Fanari fu l’importante ristrutturazione della chiesa parrocchiale, su progetto dell’architetto Luigi Leoni e l’ispirazione del famoso “frate sole”, il francescano Costantino Ruggeri, che ha arricchito con le vetrate artistiche anche la chiesa di San Giovanni Bosco di Guspini e B.V. Maria Regina di Arbus. Il notevole costo della ristrutturazione è ricaduto sulle spalle del parroco e della comunità: il contributo sostanzioso della diocesi ha permesso la solenne riapertura dell’edificio da parte del vescovo mons. Giovanni Dettori.

Non c’è rosa senza spine, secondo il proverbio anche per il sacerdote terralbese. La sua opera fu rivolta anche a rendere funzionali i locali dell’Oratorio e dei campi da gioco. Oltre le realizzazioni “materiali”, le iniziative pastorali furono tante ed improntate a favorire una vita ecclesiale condivisa e partecipata per tutte le fasce di età, dai bambini ai giovani e agli adulti, con attenzione verso i malati e gli svantaggiati.

A San Nicolò d’Arcidano, dal 2010. La celebrazione del 50° di sacerdozio avviene nella parrocchia di San Nicolò d’Arcidano, dove con entusiasmo e dedizione ha coinvolto i fedeli nelle iniziative della parrocchia. I problemi legati ai problemi di stabilità della chiesa parrocchiale, nonostante l’egregia collaborazione dell’amministrazione comunale, non lo hanno fermato, sviluppando l’idea della costruzione di una nuova chiesa, dedicata a Maria Regina della Pace, cui don Fanari è particolarmente devoto.

Nel prossimo numero di Nuovo Cammino daremo conto dell’evento sul nostro quindicinale, dopo lo svolgimento della celebrazione giubilare.