San Gavino Monreale. Con la partecipazione di 25 sacerdoti e oltre 120 laici delle parrocchie

Giovedì 13 e venerdì 14 settembre presso il Centro Pastorale a San Gavino l’Ufficio Catechistico della Diocesi ha proposto il Convegno: “La Catechesi nella Diocesi di Ales – Terralba: problemi e prospettive – Primi passi verso un Progetto catechistico diocesano”.

Il direttore dell’Ufficio, don Nicola Demelas, nel saluto iniziale ha sottolineato che quest’anno il Convegno prevede un momento di ascolto in plenaria e poi la condivisione di gruppi di lavoro e quindi di laboratori e che il tutto è stato orientato per la promulgazione di un Progetto Catechistico Diocesano. E ha continuato affermando che tale progetto può nascere solo a partire da quello svolto questi anni: dall’esperienza pastorale vissuta nella catechesi per l’iniziazione cristiana, dal convegno diocesano dello scorso anno e poi dal Corso base proposto dal mese di novembre presso il Centro Pastorale e infine dall’incontro di formazione proposto a fine novembre.

Nella premessa ha affermato che le attività di catechesi in Diocesi sono indirizzate prevalentemente a bambini dai 7 ai 14 anni che si preparano a ricevere i sacramenti di Prima Confessione, Prima Comunione e Confermazione. La Prima Comunione si celebra in quarta elementare, la Prima Confessione in 3^ o 4^ elementare e la Cresima in 3^ o 2^ media. In alcune parrocchie della nostra Diocesi è presente anche la Catechesi degli adulti, dei giovani, dei genitori che chiedono il Battesimo dei loro figli, dei genitori di bambini e ragazzi del catechismo e delle coppie che vogliono unirsi in matrimonio ha presentato “luci” e “ombre” emerse nella Catechesi della nostra Diocesi.

Poi tra le luci:
– La necessità di testimoniare la fede da parte dei catechisti (è necessario essere catechisti, più che fare i catechisti). – Disponibilità, passione e pazienza (non è facile vivere questa esperienza educativa);
– Numerosa e piacevole partecipazione agli incontri di formazione, 120 presenti al corso di base, momenti di formazione in parrocchia, inter parrocchiale e diocesana;
– Nuove proposte e iniziative per il superamento della catechesi fatta in modo scolastico;
– Catechesi famigliare a quattro tempi; – Proposta innovativa di alcune parrocchie per il coinvolgimento dei genitori nella vita di iniziazione cristiana dei figli;

Ottima interazione tra Catechesi con la Pastorale giovanile, l’Oratorio, l’Associazionismo, la Pastorale famigliare, la Testimonianza della carità, il Centro Missionario e la Liturgia. Tra le ombre:
– Molte Parrocchie hanno smarrito la vera dimensione comunitaria;
– La difficoltà di accompagnare e custodire la fede delle nuove generazioni;
– Comunità parrocchiali solo di nome, lontane dalla vita e dalla fraternità cristiana;
– Mancanza di una pastorale integrata, ovvero poca collaborazione tra le diverse pastorali;
– Utilizzo minimo in certe parrocchie di strumenti o luoghi che possono avvicinare (attività ricreative e oratori);
– Catechisti o catechesi lontani dalla realtà troppo scolarizzata;
– Poca disponibilità da parte di alcuni catechisti a fare formazione diocesana;
– Difficoltà di integrare proposte di catechesi nella propria Unità Pastorale;
– Disinteresse da parte dei ragazzi, soprattutto da 11 a 13 anni;
– Genitori lontani dalla fede e dalla parrocchia stessa;
– Difficoltà di interagire con i genitori indifferenti o troppo assenti, da creare momenti di convivialità e incontri;
– Incapacità a trasmettere la fede cristiana da parte di alcuni genitori; – Il ricevere i Sacramenti solo per tradizione, cultura, il regalo;
– Difficoltà a comunicare con bambini e ragazzi negli incontri di catechesi;
– Bambini poco interessati, chiassosi e distratti dalle attività sportive;
– Mancanza di testimonianza cristiana.

La parola è stata data al relatore don Jourdan Pinheiro, Responsabile del Settore per il Catecumenato dell’Ufficio Catechistico Diocesano. Attraverso la presentazione di diverse slide ha sottolineato che il nostro camminare è sostenuto dallo Spirito, che ci dice di andare avanti, mostrandoci dove e come dobbiamo andare, e che ci indica, sotto la guida del Vescovo, come muovere i primi passi per la realizzazione del nuovo Progetto Catechistico Diocesano. Tale progetto non deve spaventare, né essere giudicato non valido rispetto a ciò che già si fa, ma deve essere accettato, sostenuto e portato avanti da tutti insieme con entusiasmo, impegno e con la speranza che ogni cristiano deve sentire per vivere con concretezza.

Inoltre per un’aperta e integrata Iniziazione Cristiana, che non deve essere separata, ma globale ci deve essere la Parola, la preghiera, e la vita di servizio e non solo la “dottrina”. Non si può poi separare i tre sacramenti che sono connessi perché siamo stati battezzati per essere confermati e ricevere l’Eucarestia. Questo nuovo Progetto Catechistico deve coinvolgere non solo i bambini e ragazzi, ma anche le famiglie, vicine e lontane dalla vita cristiana, senza pregiudizi e attraverso l’ascolto e il dialogo. Ci deve essere inoltre collaborazione e unione tra tutte le realtà parrocchiali e diocesane, perché la Catechesi non deve essere solamente qualcosa che si limiti agli incontri di Catechismo. I Catechisti inoltre non devono fare i catechisti, ma essere catechisti, attraverso la testimonianza di vita.

Dopo l’intervento del relatore sono seguiti i Laboratori in ambedue le giornate in cui sono stati proposti diversi argomenti e discussioni. Presente anche il Vescovo, mons. Roberto Carboni, che ha affermato che la presenza e gli interventi di don Jourdan sono stati molti graditi e anche molto utili, perché hanno dato numerosi spunti per la realizzazione del nuovo Progetto Catechistico Diocesano, che è molto importante anche in vista della Visita Pastorale Diocesana che inizierà a novembre. Tantissimi i partecipanti, circa 25 sacerdoti e oltre 120 laici che hanno gremito la sala del Centro Pastorale di San Gavino che hanno dimostrato tanto interesse ed entusiasmo per questo nuovo progetto che porterà in Diocesi importanti cambiamenti.