Due giorni con suor Bertelli

Veglie missionarie a Collinas e Terralba: 27a Giornata diocesana dei Martiri missionari

Un’esperienza di fede e amore che non ha mai perso neanche nei mesi di dura prigionia in Sierra Leone, affidandosi totalmente alle mani di Dio

Il 24 marzo verrà celebrata la 27a Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei Missionari martiri, a 38 anni dall’assassinio di mons. Oscar Romero, proclamato Santo nell’ottobre dello scorso anno. La Giornata è nata nel 1993 per iniziativa dell’allora Movimento Giovanile Missionario, diventato oggi Missio Giovani: un evento di preghiera per ricordare tutti i testimoni del Vangelo uccisi nelle varie parti del mondo.

Nel 2018 c’è stato purtroppo un aumento di persone uccise in odium fidei: sono quaranta (circa il doppio rispetto al 2017) gli operatori pastorali che hanno perso la vita per amore di Dio. L’Ufficio missionario della nostra diocesi in occasione dell’appuntamento organizzerà due Veglie missionarie, sì da permettere ai fedeli di tutta la diocesi di partecipare ad una o entrambe: mercoledì 20 marzo saremo a Collinas, nella parrocchia S. M. Arcangelo e il giorno 21 saremo a Terralba, entrambe le Veglie saranno presiedute dal nostro vescovo Padre Roberto Carboni.

La toccante testimonianza dalle terre di missione sarà quest’anno affidata a Suor Maria Angela Bertelli, una consacrata della congregazione delle Saveriane, classe 1959. Proveniente da Carpi di Modena (Emilia Romagna) dopo il diploma in ragioneria e in pianoforte al conservatorio passa le selezioni per la scuola di infermiera professionale, conclude il corso triennale e lavora per un anno come infermiera in una casa di riposo per anziani prima di entrare nella congregazione delle Saveriane. Prima di allora era già stata impegnata nella propria parrocchia: l’ACR, animatrice per disabili, ministro straordinario dell’Eucaristia e membro dell’equipe del centro missionario diocesano di Carpi.

Nel 1982 si lascia trasportare dalla vocazione e risponde alla chiamata, licenziandosi ed entrando appunto nelle Saveriane. I primi anni di formazione e i primi voti avvengono nella casa di Parma, dove lavora come cuoca e infermiera; nel 1989 viene inviata a perfezionare la lingua inglese ad Harlem, USA, NYC, in una delle comunità saveriane, in vista della destinazione missionaria in Sierra Leone. Suor Maria Angela sa già qual è la sua Missione: la Fede la guida e per due anni studia con impegno come aiuto-fisioterapista per lavorare in un centro per bambini disabili in Africa, dove l’attendono le consorelle che già da anni vi operano per alleviare le sofferenze dei bambini disabili precedentemente relegati ai margini della società, quando non venivano soppressi dalle stesse famiglie che reputavano la disabilità un’ulteriore “disgrazia” aggiunta alla già precaria situazione di povertà e disagio.

Presi definitivamente i voti, dal 1993 al 1995 parte per la Sierra Leone, dove si applica nello studio della lingua locale e contemporaneamente lavora nel centro disabili di Kambia (nella Sierra Leone del nord). Dal 25 gennaio al 21 marzo 1995 cade prigioniera insieme ad altre sue sei consorelle saveriane dei ribelli del RUF (revolutionary united front): l’esercito ribelle che per undici anni ha combattuto in Sierra Leone, fino al 2002. La Missione viene chiusa a causa della guerra e dopo la laurea americana in fisioterapia, Suor Maria Angela viene inviata in Thailandia dove inizia lo studio del Thai, la lingua locale che le permetterà di proseguire il suo lavoro missionario e sanitario coi disabili nella provincia di Lampang.

Dal 2004 al 2016 inizia la missione a Bangkok in una baraccopoli dove le missionarie convivono con la gente, dando vita al progetto “Casa degli Angeli” finanziato dalla Diocesi di Venezia: un punto d’accoglienza per bambini disabili e le loro mamme abbandonate dai mariti e per i bambini disabili abbandonati da entrambi i genitori. Questo progetto di evangelizzazione e carità verso chi è considerato ultimo tra gli ultimi prende piede in un contesto buddhista e diventa sede di volontariato internazionale e non: le mamme si avvicinano totalmente alle missionarie e richiedono il battesimo insieme ai propri bimbi.

Alcune famiglie rafforzate dalla Fede si riconciliano, la missione cresce e la Casa continua il suo servizio con l’arrivo di altre consorelle. Rientrata nel 2016 in Italia, oggi prosegue la sua Missione con l’assistenza alle consorelle anziane e ammalate; una vita piena dedicata realmente agli ultimi: un’esperienza di fede e amore che non ha mai perso neanche nei mesi di dura prigionia, affidandosi totalmente alle mani di Dio. Una testimonianza toccante ed emozionante quella che suor Maria Angela condividerà con noi in entrambe le Veglie.