Don Egidio, un prete generoso

Terralba. Le esequie di un semplice, piccolo-grande parroco che ha abbracciato Papa Francesco

Non è semplice trovare le giuste parole per ricordare il nostro caro don Egidio Vacca, che lo scorso 21 agosto ci ha lasciato. La comunità parrocchiale di San Ciriaco, tutta la cittadina e non solo, si è raccolta, dispiaciuta e commossa, con raccoglimento nella sua chiesetta per darle l’estremo saluto ed esprimere un vivo sentimento di riconoscenza per l’intensa attività pastorale svolta con pazienza, “tenacia”, e fiducia nel Signore Gesù. Le esequie sono state presiedute da mons. Roberto Carboni e concelebrate dai vescovi Dettori, Zedda, Morfino, Melis e da numerosi sacerdoti diocesani, alla presenza di autorità civili e militari, in una chiesa stracolma di fedeli.

In tutti noi è ancora vivo il ricordo del piccolo, grande parroco proveniente da Masullas, che affidandosi al martire Ciriaco ha svolto, con costanza, la sua missione pastorale. La generosità e la passione hanno guidato la sua azione ed il suo modo di essere prete. Coltivava sempre e costantemente nel rapporto con la comunità il principio dell’accoglienza, della solidarietà e della fraternità.

Senza tanti clamori, in modo umile e semplice, ha portato avanti per 44 anni il suo ministero di Parroco con un rapporto leale e amichevole, realizzando con notevole impegno importanti opere di restauro e di abbellimento della Chiesa e trasformandola in un complesso sempre più funzionale alle necessità di una comunità in crescita e sempre più esigente. La nostra amata parrocchia di San Ciriaco, la nostra Terralba è cresciuta ed è cresciuto il nostro giovane ed “inesperto” sacerdote. Considerato l’incarico prestigioso ma irto di difficoltà, di parroco di una comunità appena nata (era l’anno 1969) ma radicata nello spirito delle tradizioni cristiane, non si è mai adagiato ma si è sempre prodigato per il bene comune senza mai perdersi d’animo affidandosi alla Beata Vergine Maria di cui era devotissimo.

Il sacerdote Egidio è stato sempre un innamorato di San Ciriaco, l’ha sempre considerata come la sua vera famiglia. Notevoli le sue capacità relazionali facendosi sempre amare da tutti, non mancava ogni primo venerdì del mese di portare una parola di conforto agli ammalati, agli anziani e a chi purtroppo viveva gravi situazioni di disagio familiare. Ha infuso sempre fiducia coinvolgendo i laici a collaborare nei servizi della parrocchia e offrendo la sua disponibilità nell’aiutare tutti con parole ricche di speranza e di incoraggiamento unendo la giusta riservatezza nell’umiltà del servizio. Chi ha avuto modo di conoscerlo da vicino sa che aveva un’incondizionata fiducia nella Divina Provvidenza.

Don Egidio ha cercato di costruire una comunità trasmettendo il messaggio del Vangelo e annunciando la parola di Dio nel modo più umano possibile. L’orientamento era vivere Cristo affidandoci a Lui per essere pietre vive della Comunità, con comportamenti semplici, leali, trasparenti e in linea con le parole di Vita di Gesù. È stata una bella impresa, non è stata cosa facile né semplice, ma con fermezza ha sempre tenuto fede ai suoi principi. Don Egidio si è sempre sforzato di creare un clima di comunione per far coesistere i vari gruppi e trasmettere all’interno della collettività quello spirito di dedizione per gli altri, soprattutto i più deboli. Elementi tutti che rappresentano ancora oggi le condizioni essenziali di crescita per permettere ai “germogli” di realizzare i presupposti della vita pratica quotidiana che Gesù ha insegnato nelle pagine del Vangelo.

Come non ricordare l’episodio che il 22 settembre del 2013: la visita del Papa a Bonaria. Episodio che l’aveva visto “protagonista” nel tendere la mano, con gesto affettuoso, a Papa Francesco che a sua volta premuroso, amorevole e con attenzione gli era venuto incontro e aveva unito le sue mani con le sue. Pensando a quel tenero abbraccio è come se Papa Francesco avesse abbracciato tutta la sua amata comunità terralbese (questo è quello che mi aveva confidato). Gli anni sono passati inesorabili, fermarli e catturarli non rientra nelle nostre umane possibilità.

Oggi don Egidio non è più tra noi, da un po’ di tempo aveva smesso di girare con la sua famosa bicicletta, le gambe erano diventate più rigide, più pesanti. Lo si vedeva sempre di meno, ma sempre presente, senza attimi di tregua, alle celebrazioni liturgiche più importanti della comunità. Ringraziamo Dio per averci dato un piccolo, grande sacerdote. Nel prossimo numero di Nuovo Cammino pubblicheremo l’affettuoso saluto a don Egidio dell’attuale parroco della nostra parrocchia don Massimiliano Giorri, pronunciato alla messa di esequie.

Giampaolo Atzori