Dedicazione della chiesa e dell’altare di Santa Chiara

Sini. Domenica 4 marzo, dopo 66 anni di attesa

La domenica 4 di marzo, alle 10.30 sarà consacrata solennemente dal Vescovo Mons. Roberto Carboni la nuova chiesa parrocchiale di Santa Chiara in Sini.
La dedicazione della chiesa e dell’altare “In quanto costruzione visibile, la chiesa-edificio è segno della Chiesa pellegrina sulla terra e immagine della Chiesa già beata nel cielo. È giusto, quindi, che questo edificio, destinato in modo esclusivo e permanente a riunire i fedeli e alla celebrazione dei santi misteri, venga dedicato a Dio con rito solenne secondo l’antichissima consuetudine della Chiesa. (…)
La liturgia rinnovata sottolinea in modo più chiaro il significato della chiesa-edificio, come segno visibile dell’unico vero tempio che è il corpo personale di Cristo e il suo corpo mistico, cioè la Chiesa sposa e madre, la quale celebra in un determinato luogo il culto in spirito e verità. (…)
Emerge nel nuovo Rito la centralità dell’altare, figura di Cristo, ara-sacerdote- vittima del proprio sacrificio. Ad esso anche al di fuori della celebrazione liturgica, va la riverenza e la devota attenzione del popolo cristiano. Nella tipologia dell’altare è significata insieme all’ara sacrificale la mensa del banchetto a cui si nutre il popolo di Dio.
La primaria funzione del tempio, come segno visibile del popolo di Dio radunato per celebrare l’Eucaristia e i Sacramenti, si dilata nell’altra funzione complementare e integrante di luogo dove risuonano i ritmi delle ore e delle stagioni, la lode e la parola di Dio.
Intorno all’altare, polo dello spazio sacro, si dispongono tutti gli elementi necessari per una celebrazione articolata e gerarchica del rito: la sede per la presidenza, l’ambone per la proclamazione della Parola, il luogo per i ministri e per la Schola, lo spazio per il rito nuziale e altre celebrazioni, l’aula per l’assemblea. Verso lo stesso altare, come a centro ideale, convergono il fonte battesimale, matrice e grembo della Chiesa, la sede propria per la riconciliazione e la cappella della custodia eucaristica. Così il tempio accoglie la molteplice presenza del Signore: nella Chiesa radunata in suo nome, nella sua Parola, nella preghiera di lode, nel sacerdozio ministeriale, nei Sacramenti, nel Sacrificio, che si prolunga nella presenza reale per il conforto degli infermi e per l’incontro adorante, comunitario e personale con il Signore.
La dedicazione della chiesa e dell’altare è un momento forte per il cammino della comunità cristiana in quanto esprime nel segno del tempio la nuova “plantatio Ecclesiae. (Dalle “premesse” del Pontificale Romano)

Il Vicario Generale

Mons. Pier Angelo Zedda