Cura del malato e dell’anziano, prioritaria per la comunità

XXVI Giornata Mondiale l’11 febbraio nella chiesa di S. Pio X a Guspini

L’ annuale ricorrenza della Giornata mondiale del Malato vuole puntare al vertice del dramma cristiano. La scena della crocifissione di Gesù evidenzia lo strazio fisico, l’umiliazione morale e spirituale del suppliziato. La scena si svolge fra il dolore di pochi, l’aberrazione di chi cerca, attraverso la sorte, di spartirsi i panni del Signore e i “distinguo” di chi vorrebbe cambiare il titolo della condanna. Questa scena così triste non deve apparire sbiadita dal tempo, perché anche oggi sono tanti i “calvari” anonimi a cui ci stanno abituando questi tempi di violenza.
Questo scenario così buio ha bisogno di essere illuminato e riumanizzato, e per farlo non dobbiamo allinearci con il dramma ma farci coinvolgere dalla forza dell’amore senza limiti. Il corpo di Gesù straziato non può compiere alcun gesto ma l’amore può esprimersi nello sguardo e nelle parole. Gesù vede la madre Maria e accanto a lei il discepolo Giovanni: questo suo guardare lo porta a parlare alla madre, ciò che riscalda il cuore del Salvatore è la visione della madre.
Il contenuto di queste parole porta al centro della Giornata mondiale del malato e ci lascia ammutoliti. Gesù non chiede pietà, conforto, sollievo, ma va incontro alla realtà concreta della persona amata, la “madre”. Gesù chiede a Maria di riconoscere il discepolo amato e al discepolo consegna Maria come madre. Gesù guarda la madre e guarda il discepolo e attraverso questo sguardo si apre una nuova dimensione della comunione e dell’amore che conduce alla realtà ecclesiale. Il racconto che Giovanni ci consegna sottolinea non un fatto privato, ma è la Chiesa nascente, che diventa capace di guardare, parlare e accogliere.
Per comprendere in chiave ecclesiale il tema della XXVI Giornata mondiale del malato occorre riprendere le parole di Papa Francesco che affida alla nostra riflessione il reciproco dono della madre al discepolo: “ecco tuo figlio … ecco tua madre”. La comunione fra Dio e gli uomini e di questi fra loro è espressa nella Chiesa che diventa sacramento di comunione. Il Papa poi afferma che l’apporto della Chiesa nel mondo è enorme. Certo essa è segnata anche da tanti peccati ma ciò non può farci dimenticare quanti cristiani danno la vita per amore, aiutano la gente a curarsi o a morire in pace in precari ospedali, accompagnano le persone rese schiave da diverse dipendenze, educano bambini e giovani e si prendono cura di anziani abbandonati. Come affermava Benedetto XVI all’inizio del suo pontificato, in questa giornata lasciamoci rinnovare dalla santa inquietudine di Cristo.
La nostra Diocesi celebrerà la giornata dell’11 febbraio presso la chiesa parrocchiale di San Pio X a Guspini: la Santa Messa alle ore 16 sarà concelebrata e presieduta dal vescovo mons. Roberto Carboni. Al termine i volontari della Pastorale della salute consegneranno un ricordo della giornata, infine vivremo un piccolo momento di fraternità.
Per prepararci al meglio a questo evento, il giorno 10 febbraio sempre a Guspini presso la Cripta della parrocchia San Pio X, alle ore 16, l’Ufficio diocesano di pastorale della salute propone un tavolo di confronto che ha come tema “La cura del malato – anziani… persona sola, – una priorità per la comunità cristiana”. Oltre al direttore diocesano sarà presente dott. Gualtiero Atzei presidente dell’associazione Gigi Ghirotti. Tutta la diocesi è invitata a partecipare alla due giorni.

Don Giorgio Lisci