Conoscere le comunità nel vissuto quotidiano

San Gavino. Consiglio Pastorale Diocesano

Lunedì 4 giugno, presso il Centro Pastorale di San Gavino, si è riunito il Consiglio pastorale Diocesano. Al centro dell’incontro, la Visita Pastorale del vescovo, che vedrà l’apertura ufficiale il 17 settembre 2018, nella solenne celebrazione Eucaristica a Sardara. Padre Roberto ha introdotto l’incontro ricordandoci come nel precedente anno, ci aveva invitato a riflettere e a “condividere lo sguardo sulla nostra chiesa diocesana, evidenziando luci e ombre”. Molti elementi, raccolti in questa occasione, sono poi confluiti nella Lettera Pastorale. Il Vescovo ci ha detto di come, dalla riflessione e dall’approfondimento di questi temi, nella stesura della Lettera Pastorale, sia nata in lui l’esigenza di conoscere meglio tutte le comunità locali.

I membri del CPD sono chiamati a farsi portavoce dei diversi aspetti e delle realtà delle parrocchie, presentandoli come elementi da studiare, capire e approfondire. L’incontro ha avuto due momenti importanti, uno di formazione, il secondo di riflessione e di condivisione. Don Marco Statzu ci ha parlato delle tre immagini bibliche scelte dal Vescovo per presentare la Visita Pastorale. Tre icone, il Buon Pastore, l’incontro di Zaccheo con Gesù e l’incontro con i discepoli sulla strada di Emmaus, che indicano l’atteggiamento che siamo chiamati ad assumere come comunità cristiana diocesana, presentandoci per quello che siamo, per lasciarci poi trasformare dall’incontro con Gesù Risorto.

Prendendo spunto dalle parole di don Marco Statzu, padre Roberto ci ha invitato a riflettere su quali sono gli aspetti più rilevanti che devono essere tenuti presenti nella Visita Pastorale del Vescovo e perché. Gli interventi sono stati molteplici e hanno messo in evidenza le diverse realtà e particolarità della nostra diocesi, dove è presente un alto tasso di disoccupazione, una popolazione costituita in grande percentuale da anziani, molti dei quali non autosufficienti, ma anche da una realtà agropastorale in crescita e da un mondo dell’associazionismo molto attivo.

È stato chiesto quindi al Vescovo che, durante la sua visita nelle singole comunità, riservi un’attenzione particolare agli anziani e ai malati. Che si ricerchi il dialogo con le tante persone che sono lontane, non per mancanza di fede, ma perché non si sentono più parte della parrocchia. Un tema molto sentito è quello della famiglia. Nelle nostre comunità sono presenti diverse tipologie di famiglie: oltre alle famiglie convenzionali, sono sempre più numerose le famiglie monogenitore o le famiglie allargate. Spesso questi genitori sono disorientanti, non si sentono accolti, non sanno quale può essere il loro ruolo all’interno della propria comunità. Per questo motivo sono stati chiesti a padre Roberto momenti di incontro, di confronto, di dialogo con tutte le famiglie.

Questi e tanti altri temi sono stati presentati al Vescovo: dalla necessità di incontrare il mondo della scuola, dei centri di accoglienza per extracomunitari, alle problematiche relative ai comitati che organizzano le feste patronali, al funzionamento dei diversi organi parrocchiali, interparrocchiali e diocesani, ed altro ancora. L’incontro si è concluso con l’intervento di don Antonio Massa, che ha sottolineato l’attenzione che i parroci devono avere nel presentare al vescovo la parrocchia così com’è, ma anche tutte le realtà presenti nella comunità: le attività produttive, le associazioni, il mondo della scuola, ecc. La Visita Pastorale dev’essere l’occasione per conoscere meglio la realtà diocesana per poi progettare il futuro.

Rita Minnei