Coltiva il dono della Parola di Dio

San Gavino Monreale. Prosegue il cammino di formazione: Mario Meloni viene istituito Lettore

Dopo l’ammissione agli ordini il successivo passo è il lettorato: chi riceve questo ministero ha il compito di conoscere e annunciare la Parola di Dio. Ma per farlo deve prima averla fatta propria, conosciuta e meditata. Non si tratta solo di essere solo un lettore del brano che la liturgia propone nella celebrazione eucaristica ma una persona che studia e approfondisce il senso della scrittura, senza necessariamente trasformarsi in esegeta.

Nell’omelia, che monsignor Roberto Carboni ha pronunciato nel corso della messa vespertina, celebrata nella IV domenica di Pasqua, detta del Buon Pastore, di fronte ad una navata con moltissimi fedeli e tanti giovani che hanno animato la liturgia, è stato messo in evidenza il ruolo specifico del Lettore. «Dieci anni fa – ha esordito padre Roberto – Benedetto XVI, in uno degli interventi durante il Sinodo dei vescovi, ci aveva consegnato questo pensiero: “Le parole umane hanno forza e creano storia». Basti pensare a quanto si dicono gli sposi nel giorno delle nozze, al “Sì” che pronunciano, come quelle dette da chi decide di consacrarsi al Signore. Parole che durano, che fanno la storia delle persone. Il Papa però ci ha ricordato che solo la Parola di Dio rimane: dobbiamo rivedere il concetto di realismo perché ciò che resta è solo la Parola del Signore».

Da qui l’invito al neo Lettore. «Caro Mario – ha ripreso monsignor Carboni – vogliamo affidarti una Parola che sia stabile, che crea, che libera, che salva. Ti verrà affidata una Bibbia, prima di tutto perché tu possa essere un ascoltatore, uno che presta obbedienza alla Parola, e poi anche un annunciatore. I compiti li conosci: annunciare le scritture, educare il popolo di Dio all’ascolto ma anche essere missionario della Parola a coloro che non la conoscono. Per fare questo non è necessario essere esegeti ma accanto alla conoscenza occorre tu abbia l’amore alla Parola». Il libro delle Scritture, affidato dalle mani del Vescovo a Mario Meloni, non è un oggetto da venerare, come accade in altre confessioni, ma bisogna conoscerlo e amarlo, perché racconta Cristo e la sua vita. «Attraverso la Bibbia – ha detto ancora padre Roberto – ci viene consegnata la voce di Gesù che ci parla».

Al termine dell’omelia il rito del conferimento, con il passaggio del Libro Sacro dalle mani del Vescovo a quelle del Lettore: uno scambio di sorrisi certifica l’avvenuta consegna, con la consapevolezza di aver vissuto un momento importante nel cammino verso il presbiterato di Mario.

Prima della benedizione finale il parroco, don Pierangelo Zedda ha voluto ringraziare il Vescovo per la sua presenza e per le parole avute verso la comunità. «Lei – ha detto il parroco – nella sua Lettera Pastorale ci ha invitato a fare discernimento anche vocazionale. Vogliamo in questa IV Domenica di Pasqua pregare per Mario, perché il cammino verso il diaconato e il presbiterato sia sempre illuminato dalla Parola e per la nostra comunità, perché sia capace di far fiorire ulteriori vocazioni. È importante che altre famiglie si aprano alla chiamata di una vocazione attraverso l’ascolto della Parola».

A conclusione della serata un momento conviviale in oratorio, per far crescere i rapporti tra i fedeli di una comunità che ha dato l’ultimo suo figlio alla vita presbiterale 27 anni fa, don Marco Piano.

Roberto Comparetti