Parrocchia missionaria ideale da realizzare

Primo bilancio della Visita Pastorale

Il Vescovo Roberto riflette invitando a guardare avanti con fiducia, ma anche a interrogarsi sui nuovi percorsi da intraprendere

Otto mesi fa avviavo la Visita Pastorale alla Diocesi, incontrando la comunità cristiana di Arbus. Riprenderò in autunno la visita alle comunità che ancora l’attendono. Sino ad oggi ho potuto visitare venti comunità parrocchiali, offrendo a ciascuna comunità una settimana intensa in cui elementi comuni sono stati: le celebrazioni Eucaristiche con la comunità l’incontro i Consigli Pastorali e Consigli per gli Affari Economici; l’incontro con i bambini, ragazzi e giovani sia a scuola sia negli incontri preparati ad hoc in parrocchia e legati alla catechesi.

Il dialogo e confronto con le catechiste e i genitori dei ragazzi che frequentano la catechesi e l’oratorio; l’incontro con le giovani coppie e i fidanzati (pochi…). L’importante incontro con un numero significativo di malati della comunità. A Is Arenas ho avuto ancora una volta la possibilità di visitare la Casa di Reclusione. È stato anche importante l’incontro con due gruppi di migranti (Villacidro e Villanovaforru).

Voglio esprimere sincera gratitudine ai presbiteri parroci e presbiteri collaboratori, e i diaconi permanenti per il loro ministero pastorale. La comunità cristiana riconosce il loro impegno, la fatica per le molteplici attività e li vuole bene. Sono grato anche ai tanti laici, uomini e donne e alle Religiose che con vera dedizione, impegno, anche creatività aiutano il parroco e sostengono le tante iniziative pastorali e si sforzano di aiutare la comunità cristiana a crescere.

Sono molti i “ministeri” di cui sono ricche le nostre parrocchie. La domanda è se di fronte a tanto dispendio di energie e creatività vi sia una corrispondente e adeguata risposta. Purtroppo la risposta spesso tende ad essere negativa. La vita della comunità parrocchiale è vissuta spesso più come un luogo di “distribuzione di servizi” piuttosto che un luogo fisico e spirituale di incontro con Dio con gli altri.

Uno dei limiti emersi durante la Visita è l’assenza o quasi dei giovani (post cresima, ventenni etc.) alla vita della comunità. Essa si nota dal punto di vista sacramentale (partecipazione all’Eucaristia) ma anche in altri momenti di formazione e condivisione offerti dalla parrocchia. Vi sono stati durante la Visita incontri con i giovani, dialogo, tentativo di ascoltare la loro realtà e capire il loro punto di vista e i problemi che vivono. Dobbiamo suscitare questi momenti e trasformarli in vero ascolto.

I cristiani chiedono ai presbiteri di essere aiutati a pregare e stabilire una relazione autentica con il Signore ma anche cercano itinerario per tradurre in azione quando contemplano. Conoscendo i limiti delle nostre comunità parrocchiali la prospettiva di una “parrocchia missionaria” ci sembra piuttosto un ideale che una realtà realizzabile. Anche noi desideriamo che la parrocchia non sia più un “centro di servizi”, ma luogo in cui si offre una autentica vita cristiana, per questo è importante rimettere al centro l’Eucaristia domenicale. Vi sono altre realtà positive che non ho messo in evidenza e anche altri limiti e punti deboli che non sono stati toccati.

Lo scopo, è di offrire una riflessione che attinge dalla realtà, cerca di individuare le urgenze dell’attività pastorale e suscitare domande da condividere, in vista della ricerca di nuove risposte che aiutino tutti noi a una maggiore fedeltà al mandato del Signore.

+ Roberto Carboni
Amministratore Apostolico di Ales- Terralba