Nuova Pentecoste per essere testimoni credibili e coraggiosi

Lunamatrona. Intervista al parroco don Francesco Murgia: “Attendiamo il Padre e Pastore per dare il Crisma a tutta la comunità”

Visita pastorale come una “nuova Pentecoste”: è questo il desiderio e l’augurio di don Francesco Murgia per la sua parrocchia e per tutta la comunità di Lunamatrona alla vigila dell’arrivo, il prossimo 17 novembre, dell’arcivescovo padre Roberto Carboni”. Abbiamo bisogno di rivivere davvero – dice il parroco di San Giovanni Battista – una nuova Pentecoste che rinnovi vigore, coraggio ed entusiasmo per sconfiggere la paura, il rispetto umano e la vergogna, per essere testimoni gioiosi, coerenti e credibili in tutti gli ambienti in cui viviamo”.

Don Francesco, anche se lei ha visto e vissuto altre visite pastorali, ogni volta si è davanti a una nuova esperienza.
Ogni Visita Pastorale è sempre una esperienza nuova, lo è anche per il Vescovo. Le poche volte che abbiamo avuto la gioia di averlo tra noi ha amministrato le Cresime e in qualche altra circostanza è rimasto poco e non ha avuto l’occasione di conoscere meglio la nostra comunità. Nella Visita Pastorale lo vedo come un padre che va a visitare il figlio che si è formato una sua famiglia (il sacerdote e la comunità) e rendersi conto della situazione: ascoltare, correggere, consigliare e incoraggiare. Sappiamo che tutti i figli sono uguali per il padre, ma sappiamo anche che ogni figlio ha sensibilità, doni ed esigenze diverse.

Quali risultati si aspetta il parroco dalla Visita Pastorale?
Personalmente mi aspetto un incoraggiamento, suggerimenti e consigli per operare meglio. Spero che sia, per la nostra comunità, una provvidenziale opportunità di riflessione, crescita e rinnovato impegno nella fede. Spero altresì che la visita dia alla comunità le giuste direttive per una Chiesa più coraggiosa e più consapevole delle sue responsabilità, soprattutto nell’educazione cristiana delle nuove generazioni.

Come la parrocchia si prepara all’incontro col Vescovo?
La parrocchia si prepara attraverso la preghiera e la riflessione sulla situazione attuale della comunità con i suoi problemi e difficoltà. Siamo consapevoli che stiamo attraversando un periodo difficile e aspettiamo con ansia, e fondata speranza questa Visita Pastorale nella speranza che non sia solo l’occasione per dare l’unzione degli infermi, ma per dare il crisma, non soltanto ai ragazzi che il giorno riceveranno la Cresima, ma a tutta la Comunità Parrocchiale.

Che cosa prevede il programma della Visita, tutto concentrato in due giorni?
Il 1° giorno, domenica 17 novembre: l’accoglienza del Vescovo con il saluto del parroco, del sindaco e di un rappresentante del Consiglio Pastorale. Seguirà la Messa con le Cresime. Alla sera ci sarà l’Assemblea Parrocchiale con i gruppi e le associazioni, i comitati delle feste e le altre realtà della parrocchia. Il programma del secondo giorno, martedì 19, prevede al mattino l’incontro con i malati nell’Istituto Cottolengo e alla sera la Messa in Parrocchia e l’incontro con i bambini e ragazzi del catechismo e dell’Oratorio, con i catechisti e le famiglie. La Visita si concluderà con un rinfresco organizzato dal Consiglio Pastorale e la collaborazione di tutta la Comunità.

Che cosa fanno parrocchia e Comune per collaborare?
Entrambi lavorano per il bene comune. C’ è un rapporto di sincera collaborazione e rispetto reciproco sia con il sindaco e l’amministrazione attuale, sia con il sindaco e l’amministrazione precedente. Siamo consapevoli entrambi delle numerose difficoltà e problemi del momento presente, soprattutto per il presente e il futuro dei nostri giovani.

Il Parroco

Nato a Baressa il 4 ottobre 1945, mons. Francesco Murgia è stato ordinato a Roma il 17 maggio del 1970 da Paolo VI. “Papa Montini quell’anno aveva compiuto 50 anni di Sacerdozio e aveva espresso il desiderio ai Vescovi di tutto il mondo di mandare a Roma un diacono per essere ordinato sacerdote e io fui il fortunato. Fui ordinato quindi, in piazza San Pietro, dal Papa”. Primo incarico Vicerettore del Seminario di Villacidro dal 1970 al 1973. Nel 1973 viceparroco della Cattedrale di Ales e Parroco di Zeppara e Vice Cancelliere vescovile. Nel 1984 Parroco di San Pio X in Guspini, nel 1996 ritorno ad Ales come Parroco della Cattedrale e Cancelliere della Curia. Nel 2010 Parroco di Lunamatrona e confermato Cancelliere Vescovile.

Il prete calciatore

Sport e pastorale Don Francesco, come molti sacerdoti della sua generazione, crede in questo binomio: non è miracoloso, ma con molti giovani funziona. “Lo sport (calcio e tennis in modo particolare) è stata una mia passione fin dai primi anni di seminario a Villacidro, sia nel Seminario di Cuglieri e poi da sacerdote. Grazie alla Provvidenza – dice don Murgia – ho realizzato campi e campetti dovunque sono stato. È stato uno strumento di apostolato, mi ha permesso infatti di stare in mezzo ai ragazzi e ai giovani sia come calciatore, sia come educatore”. Il parroco di Lunamatrona, col silenzio- assenso del vescovo mons. Antonio Tedde e padre Paolo Gibertini, fino a quasi 40 anni ha giocato, con buona tecnica, nei campionati federali. Unico difetto, che per i giovani preti sui colleghi era un vero e proprio peccato, tifare per la Fiorentina negli anni in cui il Cagliari volava verso lo scudetto. “Ma, pur tifando per la squadra viola – dice don Francesco – ho ammirato tanto Gigi Riva sia come calciatore sia come persona, soprattutto quando, con coraggio e fermezza, ha scelto di rimanere al Cagliari, rinunciando a tanti soldi offerti per andare in squadre più ricche e famose. È stato una vera bandiera e nel settore dello sport un bell’esempio per tutti”.