Il coraggio di non illudere la gente

Villacidro. Intervista al sindaco Marta Cabriolu:
“Ritengo che molto si sia già fatto e moltissimo ci sia
ancora da fare sul fronte lavoro, agricoltura, viabilità, trasparenza, recupero del patrimonio comunale”

Perché un giorno di tre anni fa ha deciso di buttarsi in un mondo non facile come quello politico?
Avevo 15 anni la prima volta che ho pensato a quanto amassi il mio paese. Mi trovavo al Carmine, in uno dei luoghi più suggestivi di Villacidro, quando pensai che, un giorno, mi avrebbe fatto piacere potermi mettere in gioco come amministratore. Tre anni fa ho iniziato un percorso politico all’interno di un gruppo civico. Da quella esperienza è nata una proposta di candidatura a sindaco che ho accettato, non senza preoccupazioni, convinta di poter migliorare il mio paese, mettendo la mia passione e la mia professionalità al servizio dei cittadini.

Paolo VI diceva che la politica è la più alta forma di carità. Questa affermazione quali impegni e obblighi comporta per un sindaco?
Credo che, al giorno d’oggi, la carica di sindaco sia una fra le più complesse. Il sindaco è la persona su cui ricadono, volenti o nolenti, tutte le responsabilità di un’amministrazione: è chiamato al dialogo, al confronto, alla necessità di dare risposte ai bisogni dei cittadini. È colui che è chiamato a prendere delle decisioni, spesso impopolari, che accontentano taluni ma disattendono le aspettative di altri. Credo che il maggiore impegno di un sindaco oggi sia quello di riuscire a parlare con la gente, di trovare il tempo per ascoltare, di condividere e rispettare il proprio programma elettorale. Ma, soprattutto, avere il coraggio di dire la verità, senza dare false aspettative ai cittadini solo per qualche consenso in più. Alla lunga, le persone sanno riconoscere la coerenza e l’onestà.

Governare significa decidere: Quali le sue decisioni più sofferte in questi tre anni a Villacidro?
Guardando indietro questi trenta mesi di mandato, posso dire che non ci sono state decisioni più sofferte di altre. Fortunatamente, sono circondata da validissimi compagni di viaggio, la mia Giunta e la mia maggioranza, con cui abbiamo cercato di operare nella massima condivisione degli obiettivi da raggiungere. Le scelte sono sempre state in linea con il contenuto del nostro programma elettorale, quello per cui siamo stati eletti.

Quali le priorità che si è posta tre anni fa: sono state rispettate con fatti concreti?
Oggi, dopo aver toccato con mano cosa sia una macchina amministrativa, posso affermare di aver ereditato un paese con grandi problemi. Le priorità che si erano individuate inizialmente si sono scontrate con la dura realtà: fra la volontà di risolvere un problema e la sua effettiva risoluzione esiste una grandissima differenza. Il problema è spiegare questo ai cittadini. Tutti viviamo la quotidianità, abituati all’immediatezza del nostro agire, ma, in un’amministrazione pubblica, invece, ogni cosa passa nelle mani dei funzionari, deputati a tradurre in atti concreti la volontà politica. Questo significa burocrazia e lungaggini, spesso inaccettabili. Nonostante ciò, essendo appena a metà mandato, ritengo che molto si sia già fatto e moltissimo ci sia ancora da fare sul fronte lavoro, agricoltura, viabilità urbana ed extraurbana, trasparenza, recupero del patrimonio comunale, ecc.

Quale è l’emergenza principale per Villacidro?
La risposta sembra scontata, ma è il lavoro. Villacidro, al pari di tantissimi altri comuni sardi, vive l’emergenza della disoccupazione, soprattutto quella giovanile e over 50. Oltre questo, paghiamo il prezzo pesantissimo della chiusura di tante realtà imprenditoriali che popolavano la zona industriale. Un sindaco non ha materialmente gli strumenti per risolvere questo macro-problema, ma deve lavorare per creare opportunità di crescita e sviluppo per il proprio territorio.

Che cosa chiede e che cosa si attende dalla prossima Giunta regionale?
Si assiste da anni ad una politica lontana dalla gente. Chi amministra sembra vivere in un mondo diverso da quello reale, da quello dei bisogni delle famiglie e delle imprese. Da sindaco, oggi, posso comprendere quanto sia complicato mettere in campo politiche di crescita, soprattutto in un periodo storico come questo, in cui vige la regola del “tutto e subito”, dove i social sono spesso determinanti nelle valutazioni delle scelte di chi amministra, dove gli effetti di una politica si vedono dopo molto tempo. La prossima Giunta regionale dovrà essere più presente nei territori e dovrà impegnarsi per creare un clima di dialogo quanto più possibile costruttivo, cioè permettendo di trovare soluzioni ai gravi problemi della nostra terra in modo più rapido ed efficace.

L’intervista completa su Nuovo Cammino n. 4.