Una “sei giorni” senza segreti

Guspini. Intervista a don Claudio Marras, parroco di San Giovanni Bosco

Sarà la parrocchia più giovane ad accogliere il vescovo nella sua visita pastorale all’unità pastorale di Guspini. Per sei giorni don Claudio Marras accompagnerà padre Roberto Carboni a scoprire ansie, gioie, preoccupazioni, valori, spiritualità, dinamiche della parrocchia di san Giovanni Bosco. Forse in nessun’altra situazione parroco e vescovo sono così a lungo vicini – sei giorni fianco a fianco – nel condividere l’identico impegno nella “cura animarum”, la cura delle anime, con tutto quello che questo comporta: predicare la parola di Dio, trasmettere ai fedeli lo spirito missionario, formare alla testimonianza di carità, favorire la partecipazione attiva e consapevole alla liturgia.

In questa visita mi aspetto – dice don Claudio Marras – che il vescovo si immerga completamente nella realtà della nostra comunità, nella sua quotidianità. Senza nascondere nulla. A padre Carboni che viene facendosi illuminare e accompagnare dall’immagine del Buon Pastore, da quella dei discepoli di Emmaus e dalla figura di Zaccheo, vogliamo mostrare il vero volto della comunità. Non voglio che la chiesa si riempia soltanto perché c’è il vescovo: non sarebbe utile a lui che si ferma per una settimana, non servirebbe a noi che restiamo”.

Don Claudio ha, dunque, messo a punto, insieme con i gruppi parrocchiali, una “sei giorni” senza segreti. “Solo così, infatti, padre Carboni potrà aiutarci, incoraggiare, consigliare nelle difficoltà, che nella vita di una comunità non mancano. Ne sperimentiamo qualcuna nella catechesi, soprattutto nel dialogo e nella collaborazione con le famiglie, molte delle quali non capiscono che la Messa è premessa e corollario del catechismo, non un optional formativo cristiano. Non è improbabile che di queste difficoltà si parli nell’assemblea di domenica prossima”.

La Visita pastorale ha creato un clima d’attesa. Segnali in tal senso arrivano al parroco da discorsi colti al volo nel quartiere, anche tra non addetti ai lavori. “C’è attenzione, in qualcuno anche curiosità, verso questo importante appuntamento ecclesiale, nel quale ho voluto coinvolgere – aggiunge don Marras – anche fedeli che senza particolari incarichi parrocchiali seguono le nostre attività. Le più solenni liturgie eucaristiche vedranno l’offertorio di coppia, cioè marito e moglie insieme presenteranno al vescovo i «frutti della terra e del lavoro»”.

Il parroco confessa un peccato di “incredulità”: “Devo riconoscere d’aver dubitato molto sulla possibilità che la visita del vescovo interessasse molti fedeli. Sono rimasto piacevolmente sorpreso:in giro non ho visto e percepito indifferenza”. Don Marras e i suoi più diretti collaboratori hanno voluto dare priorità ad alcuni appuntamenti. “L’assemblea di domenica pomeriggio – aggiunge il parroco – è l’occasione per offrire al vescovo un’immagine reale della situazione e ai fedeli, tutti senza esclusione, l’opportunità di presentare a padre Carboni problemi, aspettative, proposte, nella più grande libertà”.

Altri appuntamenti rilevanti la celebrazione interparrocchiale di martedì 20 novembre, la “Festa dell’amicizia e della solidarietà a malati e anziani”, e l’incontro con catechisti e famiglie dei bambini del catechismo. “Ritengo importante favorire il dialogo tra il pastore della diocesi e ciascun componente della comunità. La visita del vescovo agli ammalati – dice il parroco – è di alta valenza pastorale, un gesto evangelico che interesserà 14 persone in questo momento impossibilitate a frequentare la chiesa e coinvolge anche le loro famiglie”.

Non ci saranno incontri a sorpresa e fuori programma. “Guspini – conclude don Marras – è un centro abitato dove è possibile costruire buoni rapporti con tutti. Se sei in sintonia con la gente, questa cittadina ti restituisce emozioni insuperabili. Una sintonia che la parrocchia cerca di stabilire con tutti, con i fedelissimi e con le persone cosiddette lontane”.

Sa perda de is Boinargius, speciale terra di missione

Se dovessi scegliere dove fare il parroco, non avrei dubbi: tornerei ancora una volta nel quartiere sa perda de is Boinargius”. A otto anni dal suo arrivo nella parrocchia di San Giovanni Bosco, dichiarazione d’amore pastorale più forte don Claudio Marras (54 anni) non poteva fare. Dall’11 settembre del 2010 si è inserito nel cammino che questa comunità cristiana compie da 46 anni. Il 25 marzo 1974 mons. Antonio Tedde, con un decreto poi “dimenticato” per nove anni nei cassetti della Curia, mette nero su bianco la sua volontà di vescovo di erigere la terza parrocchia di Guspini nella zona di più recente e tumultuosa espansione urbanistica.

Un documento “ripescato” da mons. Abramo Atzori, vicario capitolare – in pratica il “supplente” diocesano in attesa che la Santa Sede nomini il nuovo vescovo in sostituzione di mons. Antonio Tedde morto il 6 agosto 1982 – e consegnato idealmente a don Petronio Floris, parroco in pectore della “S. Giovanni Bosco”, in occasione della festa del santo dei giovani del 1983, organizzata dall’ex-cappellano di Montevecchio, trasferito dal 15 ottobre 1981 nella parrocchia guspinese di San Nicolò vescovo con un duplice incarico: collaborare col parroco don Michele Pinna e gettare le basi della terza parrocchia di Guspini individuata nel quartiere di “Boinargius”.

Dalla fine degli anni ‘50 del secolo scorso l’area compresa tra il vecchio mattatoio e la zona sportiva di “Su Legau” lungo la strada statale per San Gavino è interessata da un’intensa attività di urbanizzazione, che mette insieme abitazioni private (136 i primi lotti assegnati), realizzate in economia col ricorso anche a S’aggiudu torrau”, cooperative edili e insediamenti INAcasa dal profilo classico in mattoni rossi faccia vista. In pochi anni “sa perda de is boinargius”, fino ad allora pubblico patrimonio dove contadini e allevatori lasciavano al pascolo e al riposo i buoi “domiti”, già adatti al lavoro, diventa un cantiere a cielo aperto.

La crescita degli abitanti negli alloggi privati e dei grandi palazzi IACP si intreccia, dai primi anni ‘80, con un’altra realizzazione unificante, la nuova comunità parrocchiale di san Giovanni Bosco, costituita gradualmente.
– Autunno 1981: inizia nelle scuole elementari del quartiere il catechismo
– 30 gennaio 1982 festa di San Giovanni Bosco celebrata nel salone della scuola di via Togliatti da mons. Tedde.
– 25 dicembre 1982 Natale nella cappellina di via Emilio Lussu, un locale prestato dalla famiglia Montisci-Carvone.
– 29 gennaio 1983 il vicario capitolare mons. Abramo Atzori incoraggia don Petronio Floris a proseguire l’attività pastorale a “Is Boinargius”.
– Nella casa del commerciante Emilio Macrì nasce l’oratorio San Giovanni Bosco.
– 1983/84 costituzione del primo gruppo, i catechisti.
– 15 agosto 1983 eretta canonicamente la parrocchia e nominato il primo parroco don Petronio Floris.
– 31 gennaio 1984 il nuovo vescovo Paolo Gibertini visita la parrocchia.
– 30 maggio 1984 prime “Prima Comunione “. La ricevono 23 bambini, 13 femmine e 10 maschi.
– Estate 1986: inizio lavori costruzione dell’Oratorio parrocchiale.
– Capodanno 1987: prime messe nel salone- parrocchiale.
– 2 settembre 1989 mons. Gibertini posa della prima pietra della nuova chiesa.
– 31 gennaio 1999 mons. Antonino Orrù consacra l’altare della nuova chiesa.
– 11 settembre 2010 ingresso del nuovo parroco, don Claudio Marras.

A questo indirizzo le prime foto e il programma della Visita Pastorale nella parrocchia di San Giovanni Bosco.