Una scuola per formare i giovani alla “buona politica”

A conclusione della 32° Marcia della Pace saluto e ringrazio tutti per la vostra presenza che ha riacceso la speranza in tutti noi, speranza in un mondo di pace dove giustizia e pace si baceranno. Ricordo ancora l’emozione che mi pervase ascoltando Papa Giovanni XXIII, il papa della “Pacem in terris”. Ero seminarista a Cuglieri; allora nella Chiesa universale c’erano profondi turbamenti, non si voleva accettare il cambiamento del Concilio Vaticano II e nel mondo c’era il clima della guerra fredda, c’era paura e odio. E il papa buono disse parlando alla Chiesa Universale: “Gaudet ecclesia suave pace”. Citava gli atti degli apostoli al capitolo 9.

Anche allora nella Chiesa c’era paura, la paura di Paolo e la paura della persecuzione romana e giudaica. Eppure la Chiesa era in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria. La Chiesa cresceva e camminava nel timore del Signore colma del conforto dello Spirito Santo. Penso all’oggi, a tutti i problemi che affliggono la Chiesa, le masse dei poveri, degli innocenti, dei bambini che muoiono di fame, che sono bombardati dalle nostre bombe, penso agli immigrati imprigionato e seviziati in Libia dopo un errare per i difficili sentieri del deserto, che muoiono nel nostro mare mediterraneo, che tentiamo di ributtare a mare…

Ecco noi celebriamo questa XXXII Marcia della Pace: anche per noi il conforto dello Spirito Santo. Il primo conforto oggi ce lo ha dato Papa Francesco con il tema della Giornata Mondiale per la Pace del primo gennaio: “La buona politica è al servizio della Pace”. I Vescovi italiani stanno esortando i cattolici ad assumere di nuovo un ruolo nella politica, un impegno per il bene comune, per la promozione dell’uomo. È vero siamo impauriti, scettici, spenti negli ideali, chiusi in impegni che non costituiscono una società giusta. Papa, Vescovi esortano a una buona politica, a mettersi a servizio e costruire la città della pace. Sapendo bene del rischio che correvamo abbiamo voluto dare anche un tema preciso per noi Sardi: “La buona politica per la Sardegna: solidarietà, lavoro, bene comune”.

Anche nelle prossime elezioni deve prevalere la buona politica fatta di solidarietà, che dà armonia di rapporti e giustizia, fatta di lavoro che promuove la dignità dell’uomo, fatta di bene comune che è sforzo di onestà, di disinteresse, di altruismo. È per questo che diciamo grazie ai Vescovi sardi che nel documento oggi donatoci ricordano il lavoro libero, creativo, solidale e partecipativo e allo stesso tempo condannano il lavoro che produce morte, il lavoro delle fabbriche di armi in Sardegna e in Italia auspicando la riconversione della fabbrica di Domusnovas in una visone biblica.

Frutto di questa marcia è la determinazione di realizzare al più presto una scuola per i giovani che li formi alla buona politica, li formi a spendersi per il bene comune, per la Pace. La scuola sorgerà a Villacidro nel palazzo vescovile, sede del Centro Culturale di Alta Formazione, centro che avrà la responsabilità della scuola stessa.

Don Angelo Pittau,
Presidente comitato promotore