“Torniamo a educarci con coraggio”

Il saluto del vescovo di Ozieri mons. Corrado Melis ai partecipanti alla Marcia della Pace

Questo di stasera è un momento importante per tutta la Sardegna, variamente rappresentata con le organizzazioni del volontariato, autorità religiose, politiche, militari, sindaci, educatori, insegnanti e tante donne e uomini della pace. Questa Chiesa di Ozieri insieme alle Chiese sorelle della Sardegna saluta e abbraccia in caloroso affetto il popolo della Pace.
Beati i costruttori di pace ha detto Gesù, parole che tracciano il profilo della persona che possiamo definire beata, buona e autentica. Un invito quello di Gesù che ci appartiene. Beati noi se portiamo la pace come nostro DNA, beati se la nonviolenza è l’aria che vogliamo respirare. Beati se applichiamo le Beatitudini nel modo in cui esercitiamo le nostre responsabilità.
Ozieri che vi accoglie è una città ricca di storia, di tradizioni, di poeti. Ozieri è una citta accogliente e di fraterna socializzazione. Ozieri è felice di accogliere la 31a Marcia della Pace della Sardegna.
Ma il messaggio più bello è quello che viene da voi che siete presenti: è un messaggio straordinario! Vuol dire che in ogni angolo della nostra Regione c’è qualcuno che non si è ancora rassegnato alla violenza e all’individualismo. Vale a dire fermare le guerre, sradicare la miseria, gestire il fenomeno delle migrazioni in maniera intelligente, in maniera umanamente sostenibile; alleviare le sofferenze di tutti quelli che non ce la fanno, ricostruire una comunità in cui ci si prenda cura gli uni degli altri e dell’ambiente che ci circonda.

La marcia della Pace è un modo per riflettere sui grandi temi del nostro tempo; sulle responsabilità che ha ciascuno di noi e tutti coloro che in qualche modo hanno la possibilità di migliorare questo mondo. A tutti chiediamo maggiore impegno.
Per affrontare tale impegno abbiamo bisogno di passare dall’io al noi. Abbiamo bisogno di non cedere all’indifferenza e alla rassegnazione. Ma torniamo a educarci ed a educare alla pace.
Da questa città deve partire un concetto fondamentale, il rifiuto della paura: suggeriamoci a vicenda che crediamo fortemente in questo. Diciamo che è bello l’aiuto reciproco tra i popoli, è bella l’alleanza di tutti gli uomini e donne che vogliono la pace.
Questo è un momento storico importante di scelta, scegliere da quale parte stare.
Papa Francesco che già all’inizio dell’anno, nel messaggio di pace del 1° gennaio, aveva proposto questo slogan – “Vinci l’indifferenza”: noi questa sera ne facciamo la nostra preghiera e la nostra marcia.
Ribadisco, dobbiamo fare i conti con le nostre responsabilità: non possiamo continuare a chiudere gli occhi di fronte alle tragedie che stanno accadendo vicino e lontano da noi. Abbiamo bisogno di capire che ciascuno di noi ha la possibilità e quindi anche la responsabilità di fare pace: di fare pace tutti i giorni in tutti i campi.
Questa Marcia è necessaria ed altre marcie saranno necessarie perché vogliamo che il mondo viva, vogliamo che da un continente all’altro le mani si stringano. Noi continueremo ad impegnarci con tenacia e con determinazione.
Benvenuti ad Ozieri.

+ Corrado Melis