La buona politica per la Sardegna

Villacidro. Il 28 dicembre la XXXII Marcia della Pace promossa dalla Diocesi di Ales- Terralba e dalla Caritas per realizzare nella realtà sarda il messaggio di Papa Francesco

Venerdì 28 dicembre si terrà la 32° Marcia della Pace promossa dalla Diocesi di Ales Terralba. Anche quest’anno la nostra Marcia fa proprio il titolo della 52° Giornata mondiale della Pace del primo gennaio. Quest’anno Papa Francesco ha dato come tema “La buona politica è al servizio della Pace”. L’otto dicembre verrà pubblicato il messaggio del Papa. Il tema può sorprendere alcuni. Sembrerebbe che il Papa e con il Papa i vescovi del mondo, quindi anche i Vescovi d’Italia entrino nel campo politico, campo da cui si vorrebbe escludere la Chiesa. Ci portiamo dietro i pregiudizi che hanno percorso la vita della storia dell’Italia (e non solo dell’Italia) nelle relazioni fra Stato e Chiesa, con equivoci da una parte e dall’altra. Il dialogo non è stato facile nel passato e non è facile oggi. Condizionamenti culturali, pregiudizi, diffidenze non hanno mai permesso un dialogo che onestamente permettesse un confronto corretto di libertà, di rispetto delle opinioni, di impegno comune per una politica veramente al servizio del bene comune, a servizio della pace sociale e di una pace internazionale.

La Marcia della Pace della diocesi di Ales Terralba nacque da un desiderio di dialogo tra Chiesa e Partito Comunista, un dialogo per la pace, per il bene comune. Era il 1987. A lungo si era parlato di compromesso storico, di incontro delle forze cattoliche e le forze della sinistra. L’esperienza amara delle Brigate Rosse lasciò ferite da una parte all’altra. Non si poteva non dialogare. Paolo VI con lucidità disse che “la politica è la più alta forma di carità”. Una formula ripresa dagli altri Pontefici. Su questa linea si mette anche Papa Francesco. La radice dell’impegno comune e quindi della Pace richiede il salvaguardare il diritto: serve il dialogare tra gli attori della società, tra le generazioni e le culture. Per questo la responsabilità politica appartiene a chi ha ricevuto il mandato di amministrare e governare. A loro spetta di farsi carico di impegni, di azioni, misure in grado di costruire la comunità, rafforzarla con il dialogo che coinvolga anche i distanti, di lavorare perché si comprendano fra loro, superando pregiudizi nella fraternità. Papa Francesco più volte è ritornato su questi temi. Aspettiamo il documento, sicuri che la parola del Papa ci illuminerà, ci traccerà la strada per costruire la Pace, per operare per la Pace.

Come diocesi e come Caritas diocesani, in questi 32 anni abbiamo aggiunto sempre la nostra riflessione, la nostra presa di coscienza, il nostro coinvolgimento per i problemi della nostra Regione, la Sardegna. Anche quest’anno sarà così: non può fermare la nostra riflessione, il nostro coinvolgimento, le nostre scelte e la nostra operatività il fatto che si voti fra pochi mesi. Per questo abbiamo dato come sottotitolo alla nostra 32° Marcia della Pace: “La buona politica per la Sardegna: Solidarietà, Lavoro, Bene Comune”. La Sardegna sta scivolando dalla povertà nella miseria. Anche per la Sardegna possiamo dire che i ricchi sono sempre di meno e sempre più ricchi, invece i poveri sono sempre di più e sono sempre più poveri. Alcune zone della Sardegna sono zone al margine, zone dello scarto. Si esce da questa situazione solo con la solidarietà, una solidarietà alla base della vita civile tra le diverse comunità e territori, solidarietà nelle diverse risorse.

Per uscire dalla povertà non si può non mettere al primo posto il lavoro: non bisogna più perdere un posto di lavoro, bisogna creare opportunità di lavoro nei diversi territori della Sardegna sapendo sfruttare le reali risorse delle nostre comunità paesane: la cultura, l’ambiente, l’agricoltura, l’artigianato, il turismo. Gli investimenti che sono venuti da fuori hanno creato finora cattedrali nel deserto, inquinamento, gente frustrata. Sappiamo bene che senza industria non c’è sviluppo. Ma all’industria bisogna arrivare preparando il territorio: cultura del lavoro, infrastrutture, personale adeguatamente preparato e onestamente motivato. Una buona politica in Sardegna deve essere al servizio del bene comune. Bene comune che si costruisce nella solidarietà, nel lavoro, nella coscienza di essere a servizio di una comunità fraterna animata dalla giustizia e dalla pace.

Per questo facciamo appello perché alla Marcia del 28 dicembre a Villacidro (ore 15) ci sia una partecipazione massiccia. Non escludiamo nessuno, vogliamo includere tutti: ragazzi, giovani, donne e uomini; uomini della politica, delle istituzioni, della scuola e della cultura, del lavoro e dei sindacati, del mondo imprenditoriale, gli amministratori delle diverse forze politiche, credenti e non credenti, nel superamento di fedi e ideologie. Vorremmo che la Chiesa fosse presente: vescovi e sacerdoti, laici impegnati nelle varie associazioni, movimenti, gruppi. Questa Marcia della Pace da anni vede la partecipazione del “Centro Servizi per il Volontariato Sardegna Solidale”. Invitandola quest’anno noi vorremmo celebrare con amicizia e solidarietà il 20° anniversario della sua fondazione. La partecipazione di Sardegna Solidale ci darà motivo di ringraziare il Volontariato Sardo per il servizio che fa nella solidarietà e nella gratuità.