L’Unità Pastorale è a un passo

Arbus. Inizia nelle parrocchie di B.V. Maria Regina e di San Sebastiano Martire il pellegrinaggio del Vescovo attraverso le 57 comunità cristiane della diocesi

La comunità parrocchiale della B.V. Maria Regina ha vissuto con intensità gli ultimi tre anni, in sintonia con il cammino pastorale proposto dalla Diocesi. Notevole, infatti, la partecipazione, soprattutto di catechisti e animatori, agli incontri di formazione e alle altre iniziative proposte dai vari Uffici diocesani e parrocchiali.

Catechesi. Circa 130 iscritti, 100 delle elementari e 30 delle medie. Nei gruppi frequentati dai bambini della scuola primaria viene proposto il metodo dei “quattro tempi”, che registra una partecipazione attiva ed entusiastica dei fanciulli e un maggiore coinvolgimento dei genitori. Con i bambini e con i ragazzi delle medie si è cercato, comunque, all’interno della catechesi, di proporre attività legate anche all’oratorio. Tutto questo anche per far capire che la catechesi non è una cosa a sé, ma deve essere in perfetta simbiosi con la vita oratoriana. D’altronde non si tratta di indottrinare, ma favorire una bella esperienza di vita cristiana nella comunità. Per meglio significare questo binomio si è deciso di fare catechismo negli ambienti dell’oratorio, anziché nelle aule e nei banchi, per non dare un aspetto scolastico alla formazione.

Oratorio. Buona partecipazione di bambini e ragazzi e di collaboratori di diverse fasce di età. La presenza e la disponibilità degli animatori consente l’apertura quotidiana e domenicale, sia la mattina che il pomeriggio, con varie attività.

Liturgia. La parrocchia ha un numero sufficiente di ministranti – sei-diciotto anni d’età – che frequentano assiduamente. Una decina di collaboratrici si occupano del decoro della chiesa. Un gruppo di volontari si prestano per l’allestimento del presepe, aiutano durante la festa patronale e le celebrazioni più importanti. Diversi lettori di differenti fasce di età – alcuni partecipano ai corsi di formazione diocesani – assicurano la presenza costante e organizzata alle liturgie eucaristiche. Sono quattro i Ministri straordinari della distribuzione della Comunione che ogni primo venerdì del mese portano l’Eucarestia ad ammalati e anziani e aiutano il sacerdote in alcune funzioni religiose. Qualche difficoltà per il coro che, nonostante la partecipazione di diversi componenti, tutti adulti, deve fare i conti con la poca disponibilità di tempo dei responsabili.

Interparrocchialità. Diverse le attività con la parrocchia di San Sebastiano Martire: incontri di formazione su varie tematiche; il Natale, varie attività ludiche e ricreative: tombolate durante le vacanze natalizie, spettacoli musicali, caccia al tesoro per bambini e ragazzi e la cena sociale per il Capodanno. Ancora: carnevale con le due feste e la realizzazione del carro allegorico; il falò di San Sebastiano; il Grest. La comunità arburese si sente unita. La parrocchia B.V. Maria Regina è ormai indirizzata con entusiasmo verso la realtà dell’unità pastorale, incoraggiata dal parroco e dai suoi collaboratori. Ma nel paese sono ancora molte le resistenze di operatori pastorali verso questa nuova dimensione ecclesiale.

Associazioni ecclesiali. Anspi associazione ecclesiale e civile di promozione sociale che agisce in sinergia con l’Associazione Anspi “San Giovanni Bosco”. Arbus vanta una presenza ormai centenaria dell’oratorio. Inizialmente in seno all’ Azione cattolica, in seguito al Centro Sportivo Italiano, fin dagli anni ‘60 in affiliazione Anspi. L’Azione Cattolica con circa 55 iscritti in età adulta si occupa di fare visita agli ammalati e anziani e di portare sostegno e conforto durante le funzioni funebri. La Caritas è in fase di rinnovamento per renderla organizzativamente adeguata all’unità pastorale. La Parrocchia, che è guidata unicamente dal parroco, ha circa 2.700 abitanti con un vasto territorio che si estende fino alla frazione di Ingurtosu e alle località marine di Scivu, Piscinas e Is Arenas.

Is Arenas. Un’altra importante e speciale realtà pastorale, seguita personalmente dal parroco che ne è il cappellano, è la Casa di Reclusione di Is Arenas. Una porzione speciale della nostra parrocchia dove, durante la celebrazione festiva, vengono portati una buona parola di speranza, un po’ di assistenza per i più bisognosi. La pastorale carceraria è estesa a tutti: ai detenuti cattolici, ai cristiani di altre confessioni e a non cristiani, e anche al personale che ne fa richiesta.

Adele Frau, Don G. Luca Carrogu

Popolazione sempre in calo

Per un centro abitato che all’interno dei suoi confini annovera tra le più belle spiagge dell’isola scoprire che in 17 anni – tra il 2001 e il 2017 – ha perso 730 abitanti è un colpo allo stomaco che potrebbe tramortire e mettere in depressione la popolazione. Nel 2001 ad Arbus risiedevano 7012 persone, il 31 dicembre 2017 esattamente 6.282 (3119 maschi e 3163 femmine). Ogni anno meno residenti: 6980 nel 2002, 6897 nel 2003. Ogni anno una percentuale in meno. Sempre in diminuzione il numero delle famiglie: 2.718 nel 2003 con una media di 2,54 componenti per famiglia, nel 2017 sembrano aumentare i nuclei familiari, ma la media dei componenti è pari a 2,18 persone per casa. La densità abitativa è di 26,32 abitanti per ciascuno dei 269,12 chilometri quadrati del territorio appartenente ad Arbus. Sempre in crescita l’età media: pari a 41,8 anni nel 2002, in costante aumento fino al 2008 che tocca 48,4 anni. L’indice di natalità che ha conosciuto momenti di fluttuazione e controcorrente – nel 2008 ha registrato 8,2 nascite per 1000 abitanti, nel 2017 ha toccato il fondo della parabola: 3,8 bambini per mille abitanti. Costantemente in crescita l’indice di vecchiaia che nel 2018 registra 289 anziani per ogni 100 ragazzi tra 0 e 14 anni.

Collaborare è una necessità

Percorsi paralleli e non contrastanti

La collaborazione interparrocchiale, ad Arbus, si misura non soltanto dalla capacità di armonizzare i grandi impegni indicati dal calendario liturgico – Avvento e Quaresima, Natale e Pasqua innanzi tutto – ma anche quelli feriali e meno solenni. “Non siamo ancora un’unità pastorale – dice don Tarcisio Ortu, parroco di san Sebastiano – ma con la parrocchia B.V. Maria Regina, dal 2015 guidata da don Gian Luca Carrogu, collaboriamo sistematicamente”. La collaborazione interparrocchiale è quasi una necessità – forse addirittura un dovere per i sacerdoti – in un centro abitato da 6387 persone (3175 maschi e 3212 femmine).

Lo scarso numero di preti e l’economia pastorale diocesana costringono ormai a centellinare le presenze sacerdotali. Non si tagliano le parrocchie, ma nello stesso comune si favoriscono le sinergie. “Ogni parroco realizza la propria normale attività, evitando al massimo sovrapposizioni con l’altra parrocchia”, aggiunge don Ortu. Un esempio? La settimana santa, che obbliga tutte le parrocchie a una maratona liturgica, la più importante dell’anno, ad Arbus ha registrato percorsi paralleli mai contrastanti. Altro appuntamento interparrocchiale la catechesi per adulti. Anche questa un’esigenza pastorale comune in un centro abitato dove quasi il 64% della popolazione è concentrato nella fascia d’età compresa tra 40 e 100 anni. Soprattutto non può mancare una catechesi specifica per quasi il 15% degli arburesi tra 40 e 50 anni potenziali motori parrocchiali.

“La catechesi per gli adulti – aggiunge don Tarcisio – si effettua soprattutto nei periodi-forti dell’anno liturgico, Avvento e Quaresima”. Altro appuntamento comune i corsi per fidanzati. “Un ciclo formativo ogni anno”, precisa il parroco di San Sebastiano. In tempi di fuga dal matrimonio basta e avanza. Ai sacramenti dell’iniziazione cristiana – Battesimo escluso – si arriva dopo sei anni di catechesi. Nel 2017/18 nei locali parrocchiali si sono alternati 12 classi affidate a una ventina di catechiste. Anche a “san Sebastiano”, come in tutte le parrocchie della diocesi, la fuga postcresima. “Neppure i chierichetti si salvano da questa voglia di lasciare la parrocchia”, dice don Tarcisio che sul fenomeno ha una sua teoria: “Mi pare che lo spirito d’emulazione funzioni, in questo caso negativamente, tra gli amici che si condizionano a vicenda. Ma non tutti – aggiunge don Ortu – escono dall’ambiente parrocchiale, molti li ritrovo all’Oratorio”.

M.G.