Il segno visibile dell’autorità del Vescovo

Oristano. Cronaca della Concelebrazione per l’imposizione del Pallio a p. Roberto Carboni

“Il Pallio episcopale, in uso fin dal IV secolo, è segno di unità e comunione col Vicario di Cristo e, allo stesso tempo, manifesta la carità pastorale del Vescovo chiamato, come Cristo, a portare sulle sue spalle ogni pecora del gregge che gli viene affidato”. Con queste espressioni il Nunzio d’Italia, mons. Emil Paul Tscherrig, ha introdotto la Solenne Celebrazione con la quale domenica 27 ottobre, nel Duomo di Oristano, è stato consegnato questo antico paramento liturgico a mons. Roberto Carboni.

La presenza del Nunzio in Sardegna, come delegato papale, rende manifesta quella dello stesso Pontefice che ha voluto modificare il tradizionale Rito di Consegna del Pallio agli Arcivescovi Metropoliti. Infatti questo veniva dato dal Papa nella Basilica Vaticana il 29 giugno, solennità dei santi Pietro e Paolo. È stato Papa Francesco a disporre che dopo la consegna da parte sua, il Pallio venisse imposto successivamente a ciascun Presule nella propria Chiesa Cattedrale, esprimendo così la vicinanza del Pastore col suo Presbiterio e con la porzione di Popolo di Dio affidati alle sue cure pastorali.

Viene disposto che il Pallio, striscia di lana bianca ornata di croci nere che simboleggia la pecora sulle spalle del Buon Pastore, venga, d’ora in avanti, consegnato dal Santo Padre ai nuovi Arcivescovi e non più imposto come avvenuto finora. Per tale ragione la celebrazione che si è svolta ad Oristano ha avuto il sapore visibile di autentica ecclesialità. Infatti, oltre al clero e al laicato oristanese, era presente una numerosa rappresentanza anche di presbiteri e laici della diocesi suffraganea di Ales. Numerose le autorità civili e militari.

L’imposizione del Pallio è stata preceduta dalla Professione di Fede che mons. Carboni, inginocchiato dinanzi all’altare, ha proferito ad alta voce. Tale rinnovo viene chiesto a tutti gli ecclesiastici che assumono un nuovo incarico pastorale. Non si tratta semplicemente di una formalità rituale, ma esprime la propria conformità alla fede bimillenaria della Chiesa. È in questa fede che l’arcivescovo Roberto dovrà guidare, istruire, santificare, illuminare e correggere il gregge affidatogli. Aiutato e sorretto dall’azione dello Spirito Santo, egli dovrà esercitare il difficile compito del discernimento della volontà del Signore, leggendo e interpretando i “Segni del tempo presente”. Potrà, in tal modo, indicare le strade antiche, ma sempre attuali, dell’evangelizzazione nel nostro territorio.

Il Duomo di Oristano, gremito come nelle occasioni più solenni, a stento è riuscito a contenere i numerosissimi fedeli convenuti da più parti. Per parecchi di essi questa è stata un’occasione unica, poiché hanno potuto assistere all’impegno pubblico assunto da un Presule. Infatti, i predecessori di padre Roberto, come già detto, hanno ricevuto il Pallio dalle mani dei precedenti Pontefici nella Basilica di San Pietro in Vaticano. Dopo l’imposizione del Pallio da parte del Nunzio, mons. Carboni si è recato alla “Cattedra”, luogo liturgico che simboleggia il compito, che gli deriva come Pastore, della guida dei fedeli. Rivestito del Pallio, che finora non poteva indossare, egli ha proseguito la celebrazione.

È stato proclamato il brano evangelico del Buon Pastore che l’Arcivescovo ha commentato nella sua Omelia richiamando la gravosa responsabilità che gli viene affidata, quella cioè di portare amorevolmente come Gesù, unico Pastore e Capo, ogni singola pecora. Come “segno liturgico” il Pallio rappresenta visibilmente l’autorità dell’Arcivescovo Metropolita sulla sua Regione Ecclesiastica. Esso non può essere indossato al di fuori dei confini diocesani che sono sotto la sua responsabilità e deve essere portato con grande dignità e sobrietà, proprio per il significato simbolico che la tradizione ecclesiale gli assegna. Nel caso specifico, mons. Carboni, come Arcivescovo di Oristano, detiene la giurisdizione e la responsabilità pastorale delle Chiese diocesane di Oristano e Ales-Terralba, come Amministratore Apostolico.

Questa disposizione, come ribadito in altre circostanze, impone un cambio di mentalità e di prospettive non solo nell’azione pastorale del vescovo Roberto, ma anche nel clero e nei laici delle rispettive realtà diocesane. Pian piano si sta cercando di organizzare e stabilire collaborazione e unità d’intenti tra le due, senza tralasciare tradizioni e storie ecclesiali che le differenziano. In obbedienza alle scelte proposte dal Pontefice siamo consapevoli che il cammino, seppur bello e stimolante, comporta delle inevitabili difficoltà e resistenze che “Nuovo Cammino” saprà interpretare al meglio. Che il Pallio sulle spalle di mons. Carboni, oltre ai suoi molteplici e tradizionali significati, possa rappresentare, se ci viene concessa una licenza interpretativa, un “soave giogo” che, mediante la sua persona e le sue direttive, leghi e rinsaldi, seppur faticosamente, le due realtà diocesane.

Servizio fotografico Santino Virdis

Il libro della Cattedrale di Ales in dono al Nunzio del Papa

Prima della Concelebrazione nella Cattedrale di Oristano il Nunzio mons. Tscherrig si è intrattenuto affabilmente con i sacerdoti presenti nella sacristia. Ha salutato anche il parroco della Cattedrale, don Petronio Floris, il quale gli ha regalato il libro “La Cattedrale di Ales, itinerario storico-artistico”, edito da PTM di Mogoro nello scorso mese di marzo. Con la dedica: “Con devozione e stima, perché possa apprezzare la dimensione evangelizzatrice e di promozione umana svolta nei secoli dalla diocesi di Ales-Terralba, a nome del clero”. Nel pacco contenente il libro sono state inserite tredici pagine di “Nuovo Cammino”, dedicate alla nomina e all’insediamento di mons. Carboni ad Arcivescovo Metropolita di Oristano e alle prime riflessioni e considerazioni sul futuro della nostra Chiesa diocesana. La speranza è che magari in aereo l’illustre ospite, sorvolando parte del vasto e articolato campo di missione affidato al carissimo Padre Roberto, sia disponibile a confrontare nel prossimo futuro la realtà ecclesiale diocesana e isolana con le pur nobili direttive ricevute da Papa Francesco.
P.F.