Il cristianesimo porta a porta nella borgata dei pescatori

S. Antonio di Santadi. Conclusa nella parrocchia di don Eliseo Lilliu la prima parte della Visita Pastorale

Nella III domenica di Avvento dedicata alla gioia, la piccola comunità di Sant’Antonio di Santadi è stata allietata dalla Visita Pastorale del vescovo Roberto, il quale per prima cosa, accompagnato dal parroco, don Eliseo Lilliu, si è recato a far visita ai malati, portando loro e ai loro familiari conforto e vicinanza. Durante i saluti di benvenuto don Eliseo ha evidenziato le peculiarità della comunità parrocchiale, soprattutto la generosità e la solidarietà, ringraziando il Vescovo per essere fratello e guida del nostro popolo. A nome della comunità, Gianni Lampis ha voluto esprimere il ringraziamento al Vescovo, al sindaco, Antonello Vacca, e al parroco, guida spirituale di questa comunità da oltre vent’anni.

“La nostra, evidenzia Gianni, è una frazione lontana dal proprio Comune, dai servizi essenziali: questa parrocchia rappresenta un punto d’incontro sempre aperto, sempre pulito, grazie alla dedizione delle parrocchiane. Ci caratterizzano l’importantissima festa di Sant’Antonio da Padova, sentita in tutto il territorio, che porta sicuramente in quei giorni una grande presenza di fedeli e la festa di San Pio da Pietrelcina, fortemente voluta dal nostro parroco e scrupolosamente custodita dai parrocchiani. Tolti questi momenti forti e periodo estivo, durante il resto dell’anno siamo pochi, ma cerchiamo di essere belli. La nostra chiesa ha più di 50 anni, da quando venne restaurata”. Augurando al nostro vescovo i più affettuosi auguri per le festività, Gianni conclude i saluti a nome della Comunità.

Padre Roberto, all’omelia esordisce con le parole “dulcis in fundo”: le cose dolci vengono alla fine. Infatti con questo incontro si conclude la prima parte della Visita Pastorale. Bisogna guardarsi dalla tentazione dei numeri: non sono importanti le grandi masse ma la qualità della presenza. Ricorda così i suoi trascorsi a Cuba, dove i numeri erano minimi, 6 persone a Messa, esortandoci a non focalizzarci su questo aspetto, e a passare dalla quantità alla qualità. Il Vescovo invita la comunità a lavorare su due fronti: approfondire la qualità di quelli che ci sono e partecipano attivamente e in seconda battuta tentare di coinvolgere gli altri. La storia ci insegna che non dobbiamo scoraggiarci: la società è cambiata, ma non dobbiamo demordere.

Padre Roberto spiega anche che, pur essendo già stato nella nostra Comunità per le celebrazioni della festa di Sant’Antonio da Padova, vuole però incontrarci nel cammino quotidiano, vuole incontrare le persone, i pastori. Quello che è importante sono le relazioni. Ci incoraggia ad essere sempre più comunità cristiana, non esclusivamente partecipando alla liturgia, ma anche soprattutto nelle nostre case: è lì che si vive la fede, nella quotidianità, esorta così ad una vera qualità del cristianesimo. Padre Roberto è felice di incontrarci, di stringerci la mano, di parlare delle fatiche della vita, dei problemi, del lavoro. Cosa si può fare, in merito a queste tematiche? Ognuno ha la sua responsabilità e la sua competenza, ciascuno di noi deve fare la sua parte.

Il Vescovo ribadisce anche che la comunità parrocchiale non è proprietà del parroco, è di tutti, mentre il parroco la custodisce. Concludendo, manifesta i sentimenti di vicinanza alla nostra comunità, da parte sua e di tutta la diocesi. Alla fine della celebrazione la comunità si stringe attorno al suo Pastore Padre Roberto e lo ringrazia per la grande gioia della sua visita.

Maria Antonina Sebis