Don Ciotti: “Nessuna regione italiana può considerarsi immune dalla mafia”

Abbiamo incontrato don Luigi Ciotti prima della Marcia della pace e con lui abbiamo parlato anche di mafie in Sardegna. Il fondatore dell’associazione “Libera”, contro ogni forma di mafie, ha lanciato un appello importante: “Mai abbassare la guardia sulle nuove mafie neanche nella vostra isola”.

Oggi, quali tipi di mafie deve combattere la Sardegna?
Devono essere i sardi a dirlo, il problema coinvolge tutta l’Italia. In Sardegna ci sono alcune manifestazioni, ma non possono essere paragonate ad altre molto più forti, più incisive.

Oggi la mafia in Italia, com’è?
Le mafie nella nostra nazione sono tornate più forti di prima. Hanno cambiato pelle e strategie. Si spara di meno. Restano due luoghi di fuoco: Napoli città e la provincia di Foggia, salvo altre eccezioni. Ma oggi dobbiamo riflettere sull’area grigia.

Ovvero?
La commistione fra l’area legale e quella illegale. Un intreccio fra la mafia politica, la mafia economica e le organizzazioni criminali. La lettura delle mafie in Italia non si può fermare a 26 anni fa, a Falcone e Borsellino. In questi 26 anni loro sono profondamente cambiati. Sono diventati reticolari e soprattutto molto flessibili.

Un allarme che non risparmia la Sardegna?
Non c’è regione d’Italia in cui, pur con tinte diverse, che possa considerarsi immune.

Che cosa pensa della fabbrica delle bombe di Domusnovas?
Condivido e sottoscrivo la presa di posizione dei Vescovi sardi. Non basta che in Italia tutti a parole si dichiarino per la pace e poi si costruiscano strumenti di morte e di guerra. Si devono convertire queste fabbriche e fare in modo che non venga meno il lavoro. Bisogna trovare la forza di fare scelte più radicali per dare coerenza fra affermazioni di principio e la realtà. È necessario, oggi più che mai, alzare la voce quando molti scelgono un prudente silenzio.

Anche una Marcia della pace, come quella di oggi, combatte ogni forma di mafia?
Sono importanti, ma non bastano. Ci vuole maggiore coraggio, osare di più.

La Marcia della pace è stata preceduta in mattinata da una piccola marcia dei bambini e dei ragazzi di Villacidro. Loro sono gli uomini del domani…
Loro devono essere la nostra attenzione di oggi. Non possiamo sempre proiettare sul domani. Noi dobbiamo creare le condizioni di un’attenzione oggi.

Come?
Se penso che la spesa per l’infanzia in Europa è circa l’otto o il nove per cento e in Italia è esattamente la metà. Anche qui dobbiamo chiedere alla politica di fare delle scelte per sostenere le famiglie, per sostenere le politiche al servizio dell’infanzia.

Antonio Pintori