Serie di attentati contro il sindaco di Villacidro, Marta Cabriolu

Dopo lo sdegno, necessarie iniziative concrete

Ma che Paese è questa Italia dove un premio per il contrasto ai poteri occulti, anziché provocare orgoglio per tutta la comunità diventa un peccato di cui pentirsi amaramente? Lo sconcerto deve trasformarsi in indignazione. Che paese è quello che contesta il proprio sindaco perché vuole fare rispettare la legge? Si è allo stravolgimento di ogni valore. Una comunità siffatta non ha lunga strada davanti a sé, rischia di crollare come un castello di carte. Meraviglia e sorprende che questo malessere delinquenziale sia arrivato a Villacidro, una comunità che ha una lunga tradizione di impegno politico, culturale, amministrativo in cui la dialettica e il pacato confronto tra posizioni anche antitetiche hanno prevalso.

Uno stile di democrazia che ha consentito a questo Comune di imporsi e di piazzare nei gangli dello Stato figure di cittadini illustri. Quella stagione deve tornare. Può tornare perché è nelle possibilità della stragrande maggioranza dei villacidresi ridurre al silenzio ed emarginare violenti e scellerati di ogni colore e provenienza che, culturalmente e democraticamente limitati, pensano che più rumoroso e violento è il dissenso, maggiore è la possibilità di convincimento. Violenti e cafoni a Villacidro fortunatamente sono pochi. Questo è il momento in cui tutti gli altri – le persone sensibili, aperte, veramente democratiche – soprattutto i cristiani devono manifestare tutto il loro sdegno e tradurlo in iniziative concrete. Fare questo non è un’operazione policopartitica, ma una manifestazione educativa. Che dovrebbe essere normale per Villacidro.