“Quanti pani avete?”

Presentazione della Lettera Pastorale

Con lo sguardo rivolto all’icona evangelica della distribuzione dei pani (Mc 6,38), il Vescovo Roberto, nella sua Lettera Pastorale “Quanti pani avete?”, quasi a quattro anni di distanza dalla celebrazione del Sinodo, tenta una “lettura equilibrata” del cammino della Chiesa di Ales – Terralba, “sulla base di un sano realismo, senza pessimismi o ottimismi ingiustificati”.

L’obiettivo principale che il Vescovo si propone è quello di voler coinvolgere anche l’intera Diocesi, nella varietà dei carismi e dei ministeri in essa presenti, perché, recuperando un autentico spirito sinodale, con uno stile di collaborazione e di corresponsabilità, si interroghi in modo particolare sul tema delle Unità Pastorali, che appariva centrale, anche se non unico, durante i lavori dell’assemblea sinodale (cfr. Libro del Sinodo, nn. 9-25).

Ed in questa prospettiva, con un riferimento seppure implicito alla sua imminente Visita Pastorale, il Vescovo Roberto sembra già voler offrire una traccia per la riflessione, il dialogo, il confronto sincero, che animato da un’autentica “parresìa” evangelica ci guidi a saper fare “la verità nella carità” (Ef 4,15).

“Quanto cammino abbiamo fatto? Quali sono state le luci e gli ostacoli nella realizzazione di quelle indicazioni? Quali sono gli aspetti da correggere e modificare? sono alcuni degli interrogativi di fondo che sembrano poi riemergere, seppure sotto altra forma, in tutte le pagine della Lettera.

Le nostre fragilità e la scarsità dei mezzi non possono né devono mai spegnere la speranza. Anche a noi, alla nostra Chiesa, viene chiesto il coraggio di quel ragazzo, che secondo il racconto dell’evangelista Giovanni (6,9), è disposto a mettere nelle mani di Gesù quei cinque pani e quei due pesci contenuti nel suo zainetto: offre anche delle indicazioni concrete perché innanzitutto venga riscoperto lo spirito sinodale che sempre deve animare la nostra Chiesa, ma anche perché concretamente si tenda, secondo le modalità che appaiono di volta in volta più opportune nelle diverse realtà, verso la costituzione delle Unità Pastorali.

In questa luce, il Vescovo riprende altri temi che già emergevano sia nel Libro del Sinodo che nella sua prima Lettera Pastorale “Viva, efficace tagliente”: incoraggia la possibile costituzione di “comunità presbiterali”, chiede che ci si renda tutti maggiormente consapevoli della vocazione e della missione dei laici nella vita delle singole comunità, richiama tutti circa la valorizzazione dei diversi organismi di partecipazione, invita a scoprire tutti quegli strumenti che possano concretamente favorire ogni forma di collaborazione e di corresponsabilità ecclesiale. E tutto ciò nella riscoperta della centralità dell’Eucaristia domenicale, che “rappresenta il cuore della vita cristiana” (pag. 19).

La Lettera si conclude con la proposta di “alcuni orientamenti pratici per favorire il cammino delle Unità Pastorali”. Non hanno né la forma né il tenore di “decreti”, ma sono ugualmente indicazioni autorevoli, e in quanto tali attendono accoglienza e disponibilità per una concreta attuazione.

Mons. Pier Angelo Zedda
Vicario Generale

La Lettera Pastorale a questo indirizzo.