Proposte per un itinerario diocesano

Masullas. I laici si confrontano con don Andrea Lonardo su Catechesi ed Evangelizzazione

Giovedi 30 novembre, festa dell’Apostolo sant’Andrea, a Masullas presso l’Istituto le Suore del Cenacolo si è conclusa la giornata di formazione dedicata a “La Catechesi per l’Iniziazione Cristiana”: prospettive, in vista di un progetto catechistico diocesano. Mons. Andrea Lonardo ha tenuto un’appassionata e interessante relazione, partendo dalla premessa che l’Iniziazione Cristiana è il luogo dell’Annuncio in cui s’incontrano anzitutto gli adulti. La sua esposizione si è soffermata sull’idea per cui la catechesi non può essere un’imposizione, ma un bisogno specifico a cui bambini, genitori e ragazzi possono e devono attingere per essere Chiesa e comunità di comunione. L’interesse degli intervenuti sia andato crescendo quando il relatore ha affermato che “la catechesi è carità”: quella che viene da Dio Carità, che ci spinge con forza a evangelizzare con la gioia che proviene dal cuore.
L’Evangelii Gaudium è stata citata più volte, perché anche la nostra chiesa diocesana è chiamata a uscire verso le periferie per annunciare il Vangelo. Don Andrea ha voluto sottolineare la mancanza esperienziale nella catechesi, dove in questi ultimi decenni tutto si è trasformato in attività. La bellezza della catechesi mistagogica va riscoperta in un cammino lungo, attraverso il quale la comunità accompagna il catecumeno che matura lentamente la sua scelta di fede in una conversione quotidiana.

Dopo una breve pausa – piacevole e accogliente di dolci e bibite offerte dalla comunità e dalle catechiste di Masullas – l’incontro è continuato con domande e riflessioni stimolate da don Nicola che, accogliendo l’invito di don Lonardo, ha reso l’incontro ancora più interessante. Le grandi domande dei bambini: Chi ha creato Dio? Chi è il padre di Dio? Domande che a volte ci fanno sorridere, ma spesso ci portano a riflettere su come la Catechesi oggi ha un problema d’infantilismo con il quale ci si deve confrontare.
Dai vari interventi si evince il desiderio e la volontà di trovare e di sperimentare soluzioni o itinerari comuni, che possano essere utili e proficui per tutti. Anche il nostro Vescovo, dopo aver rivolto una domanda per stimolare il dialogo, ha espresso la sua posizione sul perchè e sul che cosa deve avere maggiore importanza nella Catechesi. Un itinerario diocesano comune aiuterebbe a incentivare il valore primario dell’Evangelizzazione e agevolerebbe il lavoro e il sacrificio che tante catechiste e catechisti fanno per i bambini e i ragazzi. Il metodo e il “come” sono lasciati alla libertà, alla creatività personale, per contestualizzare meglio il percorso da realizzare in ogni singola comunità parrocchiale o unità pastorale. Il lavoro da fare è tanto, ma se tutti collaboriamo con un piccolo chicco di grano, come tante formiche alla fine avremo un grande mucchio che tutti vedranno da lontano.

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 20, pag. 2. 

Andrea Lampis