Pellegrinaggio diocesano in Terra Santa

Dall’11 al 18 settembre con la guida dell’Arcivescovo Roberto Carboni alle sorgenti della fede e della storia cristiana

Dall’11 al 18 settembre si svolgerà il Pellegrinaggio diocesano in Terra santa. Il Vescovo P. Roberto Carboni ha portato a compimento il suo desiderio, da tempo espresso. di condividere con i suoi sacerdoti e un gruppo di laici questa forte esperienza spirituale. Il viaggio in Terra Santa, come si sa, non è semplicemente un percorso di natura turistica, per quanto abbia anche attrattive di grande suggestione, per il fascino dei luoghi visitati: il lago di Tiberiade, il deserto, Gerico, la città di Gerusalemme… Luoghi custodi di una grande storia, che ancora offrono segni di quel passato.

Ma è soprattutto un pellegrinaggio dello spirito, sulle tracce dei grandi personaggi che hanno abitato la nostra storia della salvezza: Davide, Elia, Giovanni Battista. Soprattutto ci si pone sulle tracce di Gesù. I luoghi da lui percorsi ancora offrono memoria viva del suo passaggio, delle sue parole, dei suoi gesti. Soprattutto i due poli del nostro universo spirituale: il mistero dell’Incarnazione e il mistero Pasquale, con il Calvario e il Santo sepolcro. Si vuol dare corpo all’invito di Gesù per ogni discepolo, di mettersi al suo seguito, di andare dietro a Lui.

Così il viaggio prende avvio a Nazaret, dove l’eternità è entrata nel tempo, e lo ha fecondato di vita divina. Sono i luoghi dell’infanzia e la giovinezza di Gesù, la casa di Giuseppe, le località vicine, come Cana di Galilea, dove Gesù ha operato il primo “segno”. E quindi Cafarnao, la città di adozione di Gesù, la casa di Simon Pietro, la sinagoga dove Gesù ha pronunciato il grande discorso eucaristico, le rive del lago di Tiberiade, intorno al quale si rinnovano memorie importanti: il discorso della Montagna, la moltiplicazione dei pani, l’incontro dei sette discepoli col Risorto e il mandato a Pietro. Poi si attraversa il lago, in barca.

La vista di quel panorama, del profilo di quei monti così come sono apparsi anche agli occhi di Gesù, il ricordo della tempesta, quando Gesù dormiva e, bruscamente destato, richiama i suoi: “perché avete paura? non avete ancora fede?”. Poi ci recheremo al luogo del Battesimo di Gesù, nella profondità del deserto, lungo il Giordano che si appressa a sfociare nel Mar Morto; la visita a Gerico, luogo dell’incontro con Zaccheo e dei ciechi che riacquistano la vista. Si sale dunque a Gerusalemme, sulla strada che ha visto il gesto di misericordia del Samaritano. Al culmine della salita, ci si affaccia alla Città Santa, dalla parte del Monte degli Ulivi. Il fascino della città si presenta allo sguardo del pellegrino.

Meta ultima, culminante, sarà la basilica chiamata del Santo Sepolcro, in realtà luogo della Risurrezione, come la chiamano gli orientali. Il Monte Sion, il Cenacolo, la casa del Sommo Sacerdote e il luogo di quella notte di processo e di prigionia di Gesù e del triplice rinnegamento di Pietro. Percorrendo in discesa il Monte degli Ulivi, dalla Chiesa dell’Ascensione (oggi diventata piccola moschea) al Getsemani. Dentro la “Chiesa delle Nazioni” quella roccia nuda che ricorda la prostrazione e l’agonia di Gesù. Qualche ulivo, gelosamente conservato dai Padri Francescani, conserva memoria millenaria. Ancora a scendere, si entra nella Chiesa ipogea della tomba di Maria, dalla quale, secondo la tradizione, Ella è stata assunta alla gloria.

Naturalmente si prevede una visita a Betlemme, passando attraverso la bruttura vergognosa di quel muro che separa il territorio palestinese da quello israeliano. L’antica Basilica della Natività, tenuta dai monaci della Chiesa greco-ortodossa, custodisce la grotta e il luogo che ha accolto la nascita del Salvatore. Queste le tappe principali del pellegrinaggio. Non mancherà la visita al muro occidentale del Tempio (il “muro del pianto” e alla spianata del Tempio (per gli arabi la spianata delle moschee), luoghi che ricordano il drammatico incontro e confronto di Gesù con la religione giudaica.

Viaggio dello spirito, dunque, con i piedi che camminano su quei luoghi e richiamano lo spirito alla sequela amorosa del nostro Maestro e Salvatore. Il Vescovo Padre Roberto Carboni ci accompagnerà, da Pastore, alla riscoperta del “bel Pastore”.