Non è una maledizione biblica

Il fenomeno che ogni anno sistematicamente colpisce ampie zone della Sardegna e numerose regioni d’Italia può essere combattuto e vinto

Incendi dolosi, prevenire e punire i piromani

Anche in questa estate la contabilità dei danni procurati dagli incendi e le migliaia di ettari attraversati dal fuoco prende il posto della politica, dell’economia, delle direttive comunitarie. Come sardi ci siamo abituati, ma non possiamo considerarla una piaga contro la quale nulla è possibile. Si può intervenire per prevenire: allo stesso modo si può evitare che la scarsezza di piogge, decisa da madre natura, si trasformi in una siccità biblica. Sono queste le due emergenze nazionali con ricadute particolarmente gravi nella nostra isola.
È vero: i Sardi a queste due emergenze “naturali” sono abituati. Addirittura sono riusciti, in un passato non molto lontano, a trovare giustificazioni “culturali” all’opera devastatrice dei piromani; qualche volta anche ragioni occupazionali per assicurare il lavoro ai cantieri forestali. Di fronte a centinaia di persone che, in un pomeriggio d’estate che dovrebbe essere normale, se non addirittura di vacanza, non è possibile consolarsi pensando all’inevitabilità estiva degli incendi. Bisogna intervenire. Bollare gli incendiari come nemici della società, allontanarli dall’umano consesso, avviare una campagna informativa e di discussione da far impallidire quella sull’obbligatorietà dei vaccini. Far ricadere le colpe sui Comuni è ingiusto.
Ormai gli enti locali con poche risorse e a ranghi ridotti, spesso costretti ad affidare al volontariato rilevanti servizi comunitari, devono attendere il salvataggio dal cielo, non in senso religioso e spirituale, ma concretamente affidarsi all’intervento di Canadair ed elicotteri. In Sardegna, continuiamo a crederlo e sperarlo, non c’è la mafia degli incendi. C’è il problema della prevenzione che non decolla sempre e tempestivamente. Prevenzione non solo post incendio, ma soprattutto prima.
Non si conoscono ancora i dati aggiornati della situazione sarda, ma a livello nazionale la Coldiretti ha calcolato che 12 miliardi di alberi dei boschi italiani, a causa dell’incuria e dell’abbandono, sono diventati vere giungle ingovernabili in presa ai piromani. Il mix caldo-siccità si unisce all’inarrestabile avanzata della foresta senza controllo che si è impossessata dei terreni incolti e domina ormai più di un terzo della superficie nazionale. Sono dati drammatici quelli della Coldiretti, che calcola in circa 10,9 milioni di ettari le superfici boschive alla mercè dei piromani. Una situazione devastata che si unisce alla siccità. In Sardegna non piove da febbraio.
I principali invasi dell’Isola sono tutti notevolmente al di sotto della loro capienza massima, e al di sotto dei livelli autorizzati: nel basso Sulcis l’invaso di Monti Pranu è inferiore del 42% a quello previsto, e il sistema Tirso Flumendosa che riguarda il nostro territorio è al 74% della sua potenzialità. Risparmiare, evitare sprechi è doveroso. Come chiedere ad Abbanoa di riparare le condutture colabrodo che riportano al mare il 30 per cento dell’acqua immessa in rete. Questo messaggio ci sentiamo di rivolgere per questa estate.