Nel segno di Maria

Domenica prossima in tutta la Sardegna l’Anno Giubilare Speciale

Il tempo estivo, che ormai volge al termine, ha visto le nostre comunità onorare la figura dei Santi sia mediante il culto liturgico, sia nelle manifestazioni di carattere civile e sociale. Un posto del tutto particolare, tuttavia, viene riservato alla Madonna, celebrata con numerosi titoli, alcuni dei quali appartenenti alle differenti tradizioni locali.

Anche la nostra diocesi si prepara alla festa patronale di Santa Maria Aquas, con la celebrazione solenne del Vescovo, che segna, per così dire, l’inizio del Nuovo Anno Pastorale. Un altro importante Evento Ecclesiale coinvolgerà a breve l’intero popolo sardo. Infatti il prossimo 29 settembre verrà indetto uno “Speciale Anno Giubilare” per commemorare i 650 anni (1370 – 2020) dall’arrivo, presso il lido di Cagliari, della cassa contenente il simulacro della Madonna di Bonaria, Patrona Massima della Sardegna.

Intraprendere il cammino delle attività pastorali delle nostre parrocchie nel “Segno” di Maria, ci aiuta a riscoprire il suo ruolo fondamentale nella Storia della Salvezza e, guardando Lei, siamo stimolati ad imitarla. Lo ha indicato chiaramente Papa Paolo VI nell’Esortazione Apostolica Marialis Cultus: “Modello di tutta la Chiesa nell’esercizio del culto divino, Maria è anche evidentemente maestra di vita spirituale per i singoli cristiani. Ben presto i fedeli cominciarono a guardare a Maria per fare, come lei, della propria vita un culto a Dio e del loro culto un impegno di vita” (n° 21).

La cristianità attribuisce alla Madre di Dio una molteplicità di titoli, alcuni dei quali molto antichi e intrisi di profonda spiritualità. Avviando il nuovo Anno Pastorale, ci può aiutare l’appellativo di Maria “Mistica Aurora della Redenzione”. Tale titolo la acclama come Colei che manifesta l’avvento della nuova era della salvezza. Infatti, come l’aurora precede e annuncia il sorgere del sole e l’inizio del nuovo giorno, così il “Sì” della Vergine introduce Cristo Gesù, vero sole che sorge dall’alto, nella storia dell’umanità. Per questo il Concilio Vaticano II spiega che Dio “volle che l’accettazione della predestinata madre precedesse l’incarnazione” (LG 56).

La Madonna insegna ai credenti come pronunciare quotidianamente il proprio “Eccomi” nelle diverse situazioni dell’esistere. Ciò è possibile soltanto se si apprende alla “Scuola di Maria” ad essere discepoli del Signore, nostro unico Maestro. Pensare alla Santa Vergine come “Aurora” significa, in un certo qual modo, tornare all’origine del culto a Lei riservato e, allo stesso tempo, al principio della nostra Salvezza. Questo attributo, carico di teologia, va continuamente approfondito perché si traduca in scelte e gesti concreti. Ecco perché l’avvio del nuovo Anno Pastorale si carica ulteriormente di significato e importanza. Con lo sguardo rivolto alla Celeste Madre, si riscopre lo slancio dell’evangelizzazione e si impara nuovamente la strada che Lei ha saputo tracciare mediante la disponibilità alla Volontà di Dio.

Maria, infatti, è il “Termine fisso d’Eterno Consiglio”, come l’ha definita Dante nella Divina Commedia, ma è anche la “Donna” che il Signore Gesù, morente sulla Croce, ci ha donata come Madre. Si comprendono così le parole pronunciate nel 2017 a Fatima dal Santo Padre Francesco: “Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani”, facendo eco a quelle di san Paolo VI nella Basilica di Bonaria durante la sua visita in Sardegna. L’orientamento dei Pastori d’Anime, e di ogni evangelizzatore, dunque, deve essere Cristo del quale la Madonna è discepola privilegiata.

Che la Vergine Maria ci doni l’acqua pura e zampillante che è lo stesso Signore Gesù e, iniziando il Cammino Pastorale ci aiuti a portarlo a compimento. Chiediamo questa grazia al Signore con le parole suggerite da Sant’Agostino: “Ispira le nostre azioni, Signore, e accompagnale con il tuo aiuto, perché ogni nostra attività abbia sempre da te il suo inizio e in te il suo compimento”.