La vertenza sul prezzo del latte

A un segnale convenuto hanno aperto le taniche di metallo e con la morte nel cuore hanno sversato per strada centinaia di ettolitri di latte, frutto di lavoro e fatica. Lunedì 11 febbraio, rotatoria dei Due Mari, strada per Alghero: sono da poco trascorse le 11 quando i pastori mettono in atto una nuova azione di protesta. In pochi minuti l’asfalto attorno alla rotatoria si tinge di bianco mentre un coro di voci si leva alto nella fredda mattinata di febbraio. Una vertenza dura e senza precedenti prosegue a oltranza per rivendicare un diritto sacrosanto, quello di poter vendere al prezzo giusto un prodotto da cui dipende la loro sopravvivenza e la loro antica dignità. Affiancato da don Mario Tanca, assistente ecclesiastico di Coldiretti, ha voluto manifestare solidarietà anche l’arcivescovo Gian Franco Saba, che, arrivato al presidio poco prima, ha parlato con i pastori invitandoli a riflettere e a concentrarsi sulla trattativa in corso.

«Capisco la vostra rabbia – ha detto il Presule turritano – quando si arriva a compiere questi gesti vuol dire che la pazienza non c’è più. Sono qua per dirvi la mia vicinanza perchè non posso fare finta di niente, penso a voi e alle vostre famiglie, ai vostri figli, ma voglio darvi anche un suggerimento: non fate una guerra tra poveri, non create frizioni nelle relazioni, il prodotto che versate è un dono di Dio, evitate di sprecarlo». «Eccellenza – risponde subito un pastore – già domani siamo pronti a dare in beneficenza almeno lo stesso quantitativo di latte che verseremo, ma oggi, a malincuore, lo dobbiamo fare perché crediamo che questo gesto dia un senso alla nostra protesta». Fra loro c’è anche il presidente regionale di Coldiretti, Battista Cualbu, che non è voluto mancare alla nuova dimostrazione promossa dai pastori del Sassarese per rivendicare a gran voce quello che ritengono un diritto negato.

«La situazione è veramente drammatica – dice Cualbu senza usare mezzi termini – per anni ci hanno trascinato per le lunghe in questi tavoli che non hanno portato a nulla. Dobbiamo stare uniti perchè il latte sia bianco una volta per tutte, non dobbiamo farci strumentalizzare da nessuno, se stiamo uniti, il nostro futuro è salvo e forse riusciremo a spuntarla, oggi, qui, siamo tutti pastori». Prima di andare al presidio, mons. Gian Franco Saba ha ricevuto, in arcivescovado, una delegazione di Coldiretti composta da Luca Saba direttore regionale, Ermanno Mazzetti direttore territoriale, Battista Cualbu e don Mario Tanca.

«L’attuale prezzo è considerato poco più che un’elemosina che non copre neanche i costi di allevamento – spiegano da Coldiretti – e spinge alla chiusura i circa 12 mila allevamenti in Sardegna in cui si trova il 40 per cento delle pecore allevate in Italia».

Questa è una delle tante manifestazioni di protesta dei pastori sardi, all’inizio di una battaglia che la Sardegna non può perdere.

Il sostegno dell’Azione Cattolica regionale

L’Azione Cattolica associazione popolare, radicata che nelle comunità locali della Sardegna da più di cento anni, «STA CON I PASTORI».

Con forza esprimiamo la nostra solidarietà e siamo vicini ai nostri fratelli, genitori, amici pastori che vedono negata la possibilità di vivere serenamente la propria vita e di pensare al futuro con dignità.

Purtroppo, ancora oggi, le indicazioni contenute nell’Enciclica Laborem Exsercens del 1981 non trovano applicazione. «L’uomo, mediante il lavoro, deve procurarsi il pane quotidiano […]. Con la parola lavoro viene indicata ogni opera compiuta dall’uomo […] e questo segno determina la qualifica interiore e costituisce, in un certo senso, la stessa sua natura».

Nella nostra Sardegna questo diritto, in tanti contesti lavorativi, è calpestato.

Oggi i pastori con azioni forti e dissacranti, esprimono il loro dolore e la loro rabbia.

Ma mettono in campo anche tante azioni di solidarietà distribuiscono il latte e i derivati alle associazioni che assistono persone disagiate, alle Caritas ma anche agli scolari e agli studenti perché conoscano il valore del lavoro nelle campagne. Ci preoccupano gli effetti concreti delle azioni messe in campo, il latte versato sulle strade è per noi un colpo al cuore ma siamo certi lo è ancora di più per i pastori che pur di essere ascoltati sono arrivati a queste scelte estreme. Ma ancor di più ci preoccupa il silenzio delle istituzioni che per tanti anni hanno lasciato senza risposte le domande vitali dei pastori.

Ribadiamo siamo solidali con i pastori e le loro famiglie, sono le nostre famiglie nessuno deve essere lasciato solo nelle difficoltà.

Giovanna Fancello
Delegato Regionale dellAzione Cattolica