Il difficile equilibrio tra giustizia e buon senso

Riflessione

Molti di noi sono rimasti sconcertati dalla vicenda di una giovane mamma di Baressa, uno dei piccoli paesi della Marmilla. In sostanza si tratta di questo: il giudice del tribunale di Viterbo, dinanzi al quale pende il giudizio per la separazione dei genitori della piccola, ha deciso di consegnare la bambina al padre, e ridurle addirittura evitarle, contatti con la madre. Questa vicenda ha aspetti tecnici e giuridici su cui in questo momento non ci possiamo pronunciare, aspettando che il giudice manifesti le motivazioni della decisione finale. Nonostante ciò, suscita in tanti di noi una reazione umana di vicinanza, in primo luogo alla bambina, che ha tutto il diritto di poter avere la sua mamma al proprio fianco con l’affetto e l’attenzione che le sono dovute e come sarebbe auspicabile, anche la presenza di un padre attento a creare un clima amichevole, seppur in un contesto di separazione. Esprimiamo la nostra vicinanza anche alla mamma della piccola, amareggiata per i modi in cui gli è stata tolta sua figlia. Seppure sia stata rispettata tecnicamente la legge, non possiamo dimenticare che il legislatore e la legge devono essere al servizio della persona. Ci sentiamo di fare un appello all’autorità competente perché cessi la sofferenza della bambina per l’allontanamento dalla mamma, e si proceda ad una nuova valutazione dei fatti.

N.C.