I sacerdoti e la Parola

Dalla sera della domenica 24 al pomeriggio di martedì 26 settembre i presbiteri della diocesi di Ales-Terralba si sono ritrovati per condividere due giorni di incontro, riflessione, condivisione fraterna. Relatore-animatore del convegno Fratel Luciano Manicardi (nella foto), priore del monastero di Bose. Il fatto che i preti si ritrovino per un tempo piuttosto prolungato è già un evento importante nella vita della diocesi. Lo ha sottolineato il vescovo Padre Roberto concludendo i lavori.
Gli incontri consueti del presbiterio si riducono per lo più alle poche ore di ritiro mensile, e risultano abbastanza fugaci, in quelle ore contate e faticosamente sottratte agli impegni dei giorni feriali delle Parrocchie. L’impostazione piuttosto distesa della due giorni ha consentito, oltre all’ascolto attento delle ricche relazioni, momenti di conversazione libera e informale, scambi di idee, possibilità di raccontarsi e di scambiarsi impressioni, informazioni, valutazioni e propositi. Per come è impostata la vita dei preti, facilmente confinata nella individualità dispersa degli impegni pastorali – ogni prete nella sua parrocchia – il ritrovarsi insieme rappresenta un’ottima occasione. Sempre tenendo presente il principio fondamentale che ogni prete è tale perché appartiene all’unico presbiterio, intorno al Vescovo. Il tema proposto non era direttamente di carattere “pastorale”. Almeno se si intende questa parola come rivolta all’attività organizzata nelle attività ecclesiali.
Si è voluto tornare al fondamento e al centro che unifica, dà senso e prospettiva a tutte le attività che il prete è chiamato a compiere. Lo ha sottolineato già nella prima relazione Fratel Luciano il ministero non è un ruolo, e il prete non si identifica con il suo ruolo.
Egli è ministro della Parola, e la Parola di Dio lo costituisce nella sua identità. Ha ricordato le parole di Papa Francesco ai presbiteri nel giorno della loro ordinazione: “Dispensate a tutti quella Parola di Dio, che voi stessi avete ricevuto con gioia… Leggete e meditate assiduamente la Parola del Signore per credere ciò che avete letto, insegnare ciò che avete appreso nella fede, vivere ciò che avete insegnato. Ricordate anche che la Parola di Dio non è proprietà vostra: è Parola di Dio. E la Chiesa è la custode della Parola di Dio”.
Il ministero della Parola è dunque non semplicemente proposta dottrinale. Certo si nutre dello studio e della conoscenza, ma nell’ascolto e nella meditazione assidua essa si incarna nella vita del presbitero. Così egli diventa annuncio-testimonianza della Parola che egli stesso vive, perché costituisce suo nutrimento.

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 16, pag. 2.

don Nico Massa