Due anni con padre Roberto

Una scuola francescana

Il 17 aprile la comunità diocesana si unisce nella preghiera al nostro vescovo mons. Roberto Carboni ricordandone, nella lode al Signore, il secondo anniversario della consacrazione episcopale.

L’annunciata Visita Pastorale alle comunità cristiane della Diocesi ci fa apparire quella data già lontana nel tempo. Ma non ci fa dimenticare un intenso e impegnativo programma di lavoro, svolto in punta di piedi, francescanamente, per conoscere e amare sempre di più la Chiesa affidatagli da Papa Francesco. Quello che ha annunciato ufficialmente con l’indizione della sua prima Visita Pastorale alla diocesi, cioè il desiderio di affiancarsi al cammino quotidiano di ciascuno di noi e delle nostre comunità, il Vescovo lo ha fatto fin dal 18 aprile di due anni fa.

Non c’ è parrocchia che non l’abbia incontrato anche più di una volta. Non c’è piccolo o grande appuntamento comunitario che non abbia visto padre Roberto partecipe, coinvolto, “uno di noi”. Da questo suo viaggio in mezzo alla gente è nata, lo scorso settembre, la lettera pastorale sulla Parola di Dio “Viva Efficace Tagliente”, una stella polare, bussola di riferimento, per sacerdoti e laici.

La Visita Pastorale annunciata non è un andare nelle parrocchie per verificarne il funzionamento, aprire i registri, un’ispezione per misurare il grado di simpatia e l’efficacia dell’opera svolta dal parroco. Padre Roberto nelle 57 nostre comunità si fermerà il tempo necessario per dimostrare che è possibile, opportuno e anche urgente convertirsi a una visione di Chiesa non solo geografica, ma dinamica, dove un popolo cammina portandosi appresso una storia, le tradizioni, le devozioni, arricchendole con ciò che nuove culture e necessità chiedono ogni giorno a una religiosità imposta dai tempi nuovi e dalla lezione di papa Francesco.

Perché non si può vivere di rendita, “non ci si può sentire sicuri sul fatto che la nostra gente è tradizionalmente cristiana o che la nostra opera sia solo di conservazione”. Padre Roberto scende in mezzo ai fedeli per dare inizio a comunità cristiane “alternative”, che, in una società “connotata da relazioni fragili, conflittuali e di tipo consumistico, esprimano “la possibilità di relazioni gratuite, forti e durature, manifestando la forza dello Spirito santo”.

In questi due anni ha preparato il terreno col dialogo cercato, voluto e atteso con i sacerdoti, persuaso che non c’è un clero ideale, ma un presbiterio da costruire ogni giorno. Con gli incontri con i laici, che vuole corresponsabili nelle parrocchie, non spettatori, ma padroni del proprio sacerdozio comune acquisito con il Battesimo, protagonisti nella vita sociale, luogo dove i laici realizzano la loro santità.

Nell’attenzione ai giovani, sulla frontiera della pastorale per gli under 30 padre Roberto è pronto a una sfida: “Dobbiamo lasciarci rimettere in questione come Chiesa e chiederci se le nostre strutture, il nostro stile di vita, il modo di comunicare il Vangelo non siano un annuncio senza sale, che non dà sapore, non suscita interesse, non attrae verso Gesù”. “Il Signore ci vuole incontrare tutti, ha scritto Padre Roberto annunciando la Visita il Giovedì Santo in Cattedrale. Il suo amore è più grande e forte di tutto”. “Come Gesù, aggiunge Padre Roberto, voglio spiegare la Parola di Dio che ci aiuta a discernere e dare significato a quello che viviamo quotidianamente e ci si spalanca la prospettiva della vita che il Signore ci ha promesso”.

La Redazione