Le buone opere

Nella prima domenica di Avvento la Chiesa ci fa pregare in questo modo: “O Dio, nostro Padre, suscita in noi la volontà di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene, perché egli ci chiami accanto a sé nella gloria a possedere il regno dei cieli”. È una preghiera bellissima perché in essa si trovano due movimenti: il mio e quello di Gesù. È lui che viene, ma io chiedo di avere la volontà di andargli incontro. E il modo di questo andargli incontro sono le buone opere, il bene fatto, non solo pensato o proposto. Sì, attraverso il bene Gesù mi si è fatto incontro: egli passò facendo del bene e guarendo tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo (At 10,38). Fare il bene dunque diventa la strada in cui Dio mi incontra. È per questo motivo che come ogni anno la terza domenica di Avvento, 15 dicembre, in tutte le parrocchie si svolge la colletta per la Caritas. È un momento di sensibilizzazione per le nostre comunità cristiane, non soltanto a raccogliere dei soldi, ma a riflettere sul senso della Carità, della gratuità e della solidarietà.

La Caritas Diocesana si impegna nella testimonianza della carità attraverso il supporto e il coordinamento delle tante belle realtà parrocchiali, e interparrocchiali, che popolano la nostra Diocesi, con uno sguardo sempre attento anche su tutto il mondo. Occorre sviluppare sempre più nelle nostre comunità parrocchiali l’impegno e l’attenzione verso i poveri e gli ultimi, per comprendere che la Caritas non è un gruppo di “brave persone” della parrocchia che fanno un po’ di volontariato, ma l’espressione stessa della Chiesa che manifesta il Cristo che viene incontro al malcapitato. Dunque anche questa colletta può rappresentare il segno del ruolo comunitario nel vivere la carità, nel fare il bene. Sarà il nostro modo per andargli incontro, non semplicemente tirando fuori dei soldi, ma accorgendoci dell’altro, incontrandolo, scoprendo la sua ricchezza e lasciandoci evangelizzare.

Don Marco Statzu,
Direttore della Caritas Diocesana