Violenza sulle donne

Fenomeno in aumento o diminuzione? In Sardegna la prima legge che fornisce aiuto alle vittime

I casi di cronaca ormai non si contano più, una donna ogni 72 ore circa subisce una forma di violenza che in molti casi si conclude anche con l’omicidio: oggi più comunemente noto come femminicidio. I più recenti dati Istat dicono che in Italia 7 milioni di donne di età compresa fra i 16 e i 70 anni hanno subito almeno una volta nella vita una forma di violenza (20,2%violenza fisica, 21%violenza sessuale di cui nel 5,4% sono stati di violenze sessuali gravi, come stupro e tentato stupro) (Fonte ADNKronos, 2/08/2019). La violenza viene praticata per lo più dal partner (5,2%) o dall’ex partner (18,9%). Oggi più del passato però le donne trovano la forza di lasciare i loro “aguzzini”, il 41,7%ha trovato il coraggio di farlo.

Sappiamo che la violenza è un fenomeno molto complesso e infatti gli studi su questo argomento ci dicono che si può parlare di violenza fisica, violenza sessuale, violenza psicologica, violenza economica, e infine violenza morale e spirituale. Una nuova tipologia di violenza viene definita come stalking (atti persecutori) che consiste in quelle forme di controllo oppressivo dell’uomo che non accetta di essere lasciato da una partner o che vuole imporre il proprio sentimento di amore attraverso forme di persecuzione diretta (appostamenti sotto casa, inseguire la vittima) e indiretta (inviare messaggi insistenti tramite lettere, sms, wapp, fb, e altri canali social). La violenza in molti casi raggiunge le forme più gravi e tragiche con l’uccisione della donna, i femminicidi che negli ultimi anni sono cresciuti sempre più in numero ed efferatezza.

Negli ultimi 6 anni abbiamo avuto questo trend nei femminicidi: 2013 (138 vittime), 2014 (117), 2015 (120), 2016 (115), 2017 (123), 2018 (120) e la Sardegna con circa 7 casi (nel 2017) non è esente dal problema. Anche le donne straniere residenti in Italia vengono colpite dallo stesso fenomeno e anche in misura più elevata (20,4% di donne straniere contro il 12,9% delle donne italiane). La violenza è un fattore trasversale che non guarda il portafoglio, l’intelligenza o il colore della pelle.

Ci si chiede: è possibile difendersi dalla violenza? Negli ultimi anni grazie alle migliaia di campagne di sensibilizzazione sociale ed educativa questo tema è stato affrontato da svariati punti di vista ed è diventato il cavallo di battaglia di diversi partiti ed esponenti politici. Dobbiamo riconoscere che sono stati fatti molti passi in avanti nella lotta al contrasto della violenza di genere, grazie alle molte associazioni e ai gruppi di interesse da cui sono sorti i progetti dei centri antiviolenza, gli sportelli di ascolto, i numeri dedicati (quali il Telefono Rosa antiviolenza e antistalking, 1522).

In Italia e anche in Sardegna sono diverse le associazioni che nel territorio lavorano per contrastare questi fenomeni e per offrire alla donna supporto psicologico, legale e materiale o anche luoghi di rifugio (le case di accoglienza) per chi è costretta anche ad allontanarsi fisicamente dall’uomo violento, magari insieme ai figli. In Sardegna si contano centri antiviolenza e sportelli per l’ascolto disseminati un po’ in tutte le province. I più conosciuti nella città di Cagliari sono Associazione Donne al traguardo e Progetto Donna Ceteris; a Sassari Associazione Aurora progetto antiviolenza per donne e bambini; a Nuoro Onda Rosa onlus; ad Oristano Centro antiviolenza Donna Eleonora; ad Olbia Associazione prospettiva donna. A questi si aggiungono i diversi sportelli attivati dalla Regione Sardegna e gestiti dai Plus di Sanluri e Carbonia che coprono il Medio-Campidano e il Sulcis Iglesiente.

Dal punto di vista legislativo negli ultimi anni, in Italia, c’è stato un inasprimento delle Leggi e delle pene, ma soprattutto il passo più importante è stato quello di trasformare la violenza contro la donna in un reato contro la persona (Legge 1996) e non più come nel passato in un reato contro il costume e la morale; altre leggi sono seguite nel 2001, 2009, 2013 e fino all’ultima di Luglio 2019 (Codice Rosso) che ha introdotto il reato di revenge porn, sfregi, e nozze forzate e che ha inasprito ulteriormente anche le pene per violenze sessuali, stalking, e maltrattamenti subiti in famiglia.

In Sardegna la Legge Regionale 33 del 2018 è la prima in Italia che fornisce un contributo concreto ed economico alle donne che hanno subito delle violenze. Si chiama Reddito di Libertà e viene corrisposto a quelle donne che denunciano i loro persecutori per un periodo di 12-36 mesi; queste donne entrano in una graduatoria (basata sul reddito) e possono usufruire di diverse agevolazioni economiche (comprese borse di lavoro, contributi per il canone di affitto, programmi personalizzati per il reinserimento lavorativo etc.). La Sardegna è la prima regione a varare una simile legge che nelle province di Oristano e Nuoro vedrà il RdL ha visto un finanziamento di 300 mila Euro nel 2018 per questo genere di bisogni (Fonte FoxLife 3/07/2019).

Rimangono ancora tante forme di discriminazione nei confronti delle donne che spesso alimentano anche la violenza di genere e nonostante in Italia il numero delle donne sia maggiore rispetto a quello degli uomini, la parità di genere risulta ancora lontana. Rispetto all’Europa siamo ancora quelli che hanno il maggior ritardo nella partecipazione delle donne al mercato del lavoro e nelle opportunità di carriera. Con un tasso di attività femminile intorno al 56,2%, l’Italia è all’ultimo posto della graduatoria UE. Il tasso di disoccupazione femminile e all’11, 8%, peggio di noi solo Spagna e Grecia; gli impegni prevalenti delle donne sono ancora quelli casalinghi, perché in Italia ben l’81% delle donne cucina e svolge lavori domestici quotidianamente e il 97% si prende cura dei figli. È evidente quindi che fra uomini e donne ci sono ancora distanze che nemmeno il progresso culturale e sociale ha completamente spazzato via (Fonte Il Fatto Quotidiano 3/05/2019).

Manuela Deidda,
psicoterapeuta Associazione di psicologi e psicoterapeuti Nostra Signora di Guadalupe