Medio Campidano, la più povera d’Italia

Dati Eurostat. Provincia ignorata da Governo e Regione

I dati danno la reale situazione socio – economica e richiedono un atteggiamento diverso da parte delle Istituzioni

Anche l’Eurostat, l’Agenzia europea di statistica, conferma quanto, a suo tempo, aveva rilevato l’ISTAT: il Medio Campidano è la provincia più povera d’Italia. Non solo, l’Eurostat rivela che il tenore di vita del Medio Campidano è simile a quello della Romania e della Bulgaria. I numeri di Eurostat, sul prodotto interno lordo dei Paesi dell’Unione Europea, offrono uno spaccato dettagliato della distribuzione della ricchezza tra i 28 Paesi, dove si va dal più ricco, quello dell’Inghilterra, con oltre 36 mila euro pro capite a quello della Bulgaria, dove il reddito pro capite è di poco superiore ai 6.500 euro.

Il Medio Campidano, insieme ad Agrigento, con un reddito medio di 14.600 euro per abitante risulta la provincia più povera d’Italia. Questi dati, che danno la reale situazione socio economica delle nostre comunità, richiedono un atteggiamento diverso da parte della Regione e del Governo che, in modo assurdo e cinico, continuano a disinteressarsi di questa parte del territorio regionale. Viene da chiedersi come sia possibile che un territorio così disastrato non riesca ad avere il riconoscimento di area di crisi.

Anche da questo lato il Medio Campidano risulta penalizzato, sia dal punto di vista economico che da quello occupazionale. Si sa benissimo che buona parte dei problemi che ha il territorio, potrebbero trovare soluzioni praticabili per un rilancio economico e produttivo. Purtroppo, questa consapevolezza non è condivisa a livello governativo. Nonostante l’intervento del Consigliere regionale onorevole Rossella Pinna e il sostegno delle Organizzazioni Sindacali territoriali che, attraverso una serie di iniziative, cercano di creare l’aggregazione delle forze politiche e sociali del territorio, non si riesce a far breccia nei confronti della Regione e del Governo.

Intanto, arrivano notizie negative sul fronte Keller. Nonostante l’interesse manifestato da alcuni gruppi cinesi e italiani sulla fabbrica di Villacidro, il bando di vendita, promosso dal Consorzio Industriale del Medio Campidano, è andato deserto. Le Organizzazioni Sindacali di categoria hanno sollecitato un incontro urgente con la Regione, per discutere le ragioni della mancata partecipazione al bando di vendita, da parte dei gruppi che precedentemente avevano manifestato interesse di riavviare l’attività dell’ex Keller.

La situazione sta diventando drammatica, sia per il futuro della fabbrica che per quei lavoratori, oltre duecento, che dal primo gennaio 2018 sono privi di alcun sostegno al reddito. Oltre che sulla vertenza Keller e sul riconoscimento dell’area di crisi complessa, il Sindacato territoriale è impegnato nel confronto con le Amministrazioni Comunali sul piano LavoRas, per cercare di cogliere in pieno l’opportunità di creare nuovo lavoro. Si richiede un impegno puntuale da parte di tutti i Comuni, perché i primi cantieri partiranno entro la prossima estate e saranno disponibili 45 milioni di euro, che daranno lavoro a circa 3.500 disoccupati. Secondo le Organizzazioni Sindacali occorre mettersi nelle condizioni di sfruttare al meglio questo piano per il lavoro: per questo è fondamentale che tutti facciano il massimo, affinché i cantieri possano essere aperti al più presto.

Sergio Concas