Le centrali idroelettriche sul Tirso sono della Regione

Dopo il recente accordo con l’ENEL

I vantaggi economici della produzione idroelettrica a favore di Enas decorreranno già dal 1° gennaio 2018 con riduzione dei costi

Un passo verso una maggiore autosufficienza energetica dell’Isola: è questo il principale risultato che scaturisce dalla firma, presso l’assessorato dei Lavori Pubblici, dell’accordo transattivo tra Regione Sardegna, Enel, Ente acque della Sardegna (Enas) e Consorzio di Bonifica dell’Oristanese con il quale si definiscono le modalità del passaggio alla Regione Sardegna delle Centrali idroelettriche Tirso 1 e Tirso 2.

La transazione rappresenta un passo concreto verso la gestione diretta delle centrali da parte di Enas, che avverrà con un successivo accordo con Enel. I vantaggi economici della produzione idroelettrica a favore di Enas decorrono invece già dal 1° gennaio 2018, con un notevole impatto sulla riduzione dei costi per la produzione di energia elettrica e ricadute positive anche per i Consorzi, che vedranno diminuire i costi dei loro fabbisogni energetici. Inoltre saranno restituiti al territorio regionale i vantaggi economici e ambientali derivanti dalla produzione di energia, pulita e rinnovabile, nei due impianti.

“È stato un lungo percorso, con punti di vista diversi e talvolta conflittuali” – ha spiegato il presidente Pigliaru -, “ma alla fine siamo contenti di poter dire di aver trovato un accordo che ci soddisfa, perché riconosce alla Sardegna un diritto chiaro e preciso: le dighe sono un’area che ci appartiene territorialmente, quindi è giusto che tutto ciò che lì si fa, compresa la produzione di energia, produca vantaggio per i cittadini sardi”. Sulla vicenda rendiamo nota la soddisfazione della Coldiretti di Oristano che parla di una struttura e di un servizio basilare per la gestione del consorzio di Bonifica dell’Oristanese.

Le centrali infatti, concesse in passato dalla Regione Sardegna al Consorzio di Bonifica Oristanese, vennero cedute dallo stesso all’ENEL per la produzione e gestione dell’energia. In cambio l’ente consortile avrebbe dovuto ricevere, annualmente, una cospicua somma di danaro. Una soluzione strategica per abbattere i costi dell’acqua e drenare risorse. Soluzione invece verificatasi con somme irrisorie. Ci aspettiamo che la decisione porti a una concreta ricaduta economica anche per il nostro territorio – affermano il presidente Coldiretti Oristano Giovanni Murru e il vice direttore Emanuele Spanò – a partire dall’abbattimento o contenimento dei costi dell’acqua e della situazione debitoria del Consorzio Oristanese.

Coldiretti Oristano rimarca però la forte preoccupazione riguardo al piano di risanamento del Consorzio di bonifica oristanese, ancora fermo al palo. Il grande lavoro di analisi e programmazione – affermano i dirigenti Coldiretti – abbinato ad uno straordinario impegno riguardo al contenimento dei costi e all’avvio di rilevanti investimenti, deve portare il Consorzio oristanese a risolvere il forte indebitamento.

Questa la strada delineata dal commissario dell’ente e condivisa dai consorziati e dalle associazioni agricole. Tuttavia, ancora oggi, non si hanno notizie della approvazione del Piano da parte della Regione Sardegna. Un impedimento “tecnico” che limita anche l’operato del consorzio e rischia di minare il buon lavoro finora svolto. “Ci appelliamo alla Regione – concludono Murru e Spano – affinché si trovi una soluzione in tempi celeri”.

Italo Cuccu