Keller, grande mobilitazione

I lavoratori della Keller Elettromeccanica di Villacidro alzano il tiro. Hanno detto basta alle promesse, alle attese di interventi provvidenziali, agli incontri defatiganti che non si chiudono mai con risultati concreti. Dal 10 di gennaio hanno preso in mano la situazione e avviato una nuova fase di lotta. Non da soli. Hanno cercato e trovato l’alleanza e la solidarietà dei comuni da cui provengono i 300 lavoratori che dal primo gennaio 2018 sono privi di ammortizzatori sociali. “Due sono gli obiettivi immediati della nostra mobilitazione – dicono i sindacati – riavere una copertura economica che ci consenta per qualche mese di non restare senza reddito e completare lo scouting per un acquirente che prenda in mano l’azienda e la rimetta in produzione”.
L’occupazione dei municipi ha richiamato l’attenzione del territorio su una crisi che si protrae ormai da molti anni e che costringe i lavoratori a un alternarsi di speranze e delusioni, che stanno fiaccando i lavoratori e le loro famiglie. Mercoledì 17 gennaio la protesta è stata portata davanti al palazzo della Giunta regionale. “Continueremo – dicono i sindacati – fino a quando non verrà sottoscritto un documento che sancisca la positiva conclusione della vertenza”.
Non è mancata la solidarietà della Chiesa di Ales-Terralba che in questi anni ha seguito con attenzione la vicenda. Padre Roberto Carboni ha visitato i lavoratori in presidio nel municipio di San Gavino: “Mi preoccupa più di tutto – ha detto il vescovo di Ales- Terralba accompagnato dal vicario generale don Pierangelo Zedda e da don Angelo Pittau – che 300 persone siano nel cammino della povertà. Capiamo il dramma umano e sociale delle famiglie. Speriamo che i nostri politici facciano la loro parte. E’ urgente assicurare gli ammortizzatori sociali ai lavoratori e riavviare lo stabilimento”. La vicenda Keller sarà oggetto di un incontro che si svolgerà il prossimo 22 gennaio al MISE, a Roma, al quale parteciperanno anche la Regione e i sindacati.

Nostra intervista a Gianluigi Marchionni
Segretario Generale Cgil Medio Campidano

Lo stabilimento di Villacidro, dopo tanti anni di inattività, è idoneo ad affrontare una nuova attività che magari avrà bisogno di introdurre nuove tecnologie?
Lo stabilimento di Villacidro, nonostante il lungo periodo di inattività, ha ancora le prerogative di una moderna e ottima fabbrica. Con pochi interventi di ammodernamento è ancora in grado di rispondere alle nuove esigenze poste dal settore. I capannoni ed i macchinari si sono conservati bene, anche perché sono stati custoditi e preservati da atti vandalici, così come è successo in altre parti del Paese. Dobbiamo rendere merito al rispetto della popolazione nei confronti della fabbrica, perché la ritiene una risorsa di tutto il territorio, capace ancora di creare lavoro e sviluppo.
Anche gli operai che presidiano il Municipio di Villacidro sono consapevoli che questa mobilitazione possa contribuire a sbloccare la difficile situazione. Secondo il loro parere unanime, questo momento è importante e potrebbe portare qualche risultato buono. “Le aspettative, hanno tenuto a precisare, sono legate soprattutto al lavoro, perché anche se otterremo la proroga degli ammortizzatori sociali, questa poi ci porterebbe nuovamente alla scadenza se non ci sarà un segnale per una ripresa del lavoro”.

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 1-2018, pagg. 1-11.

Sergio Concas