Il futuro delle imprese passa dal digitale

Nostra intervista all’assessora dell’Industria Maria Grazia Piras sul settore. Il rilancio della Keller è possibile perché l’azienda ha indubbie potenzialità produttive

Può dire, anche sinteticamente, ai Sardi le cause reali che hanno portato l’industria sarda al tracollo?
Le cause, ovviamente, sono tante. Alcune strutturali e altre legate alla nostra insularità e ad alcuni mancati interventi soprattutto in tema di energia e di trasporti. Il settore della chimica ha seguito l’andamento di tutta la chimica di base in Europa e le altre grandi imprese energivore hanno avuto grandi difficolta a sostenere i costi dell’energia, più alti rispetto al resto d’Italia e d’Europa. È entrato in crisi un modello di struttura industriale basato sulle grandi imprese della chimica e della metallurgia che ha trascinato la parte prevalente del comparto manifatturiero. Ciò che è rimasto è caratterizzato da piccole e medie imprese che stentano a crescere.
Ci dobbiamo rassegnare alla morte delle grandi industrie di base?
Assolutamente no. Lo sforzo che la Presidenza della Giunta, il nostro Assessorato e il Commissario del Piano Sulcis hanno fatto in questi anni per rilanciare le aziende dei poli industriali di Portovesme e di Porto Torres lo dimostrano. La recente firma dell’Accordo di Programma per la vendita della società Alcoa, chiusa da alcuni anni, con il passaggio alla società Sider Alloys, che dovrebbe portare entro un paio di mesi alla ripresa della produzione industriale e che prevede un investimento di circa 140 milioni di euro, ci spinge a essere positivi sul futuro del settore industriale. Ci sono naturalmente molte altre partite aperte, come Eurallumina, che è in attesa delle autorizzazioni ambientali per ripartire con gli investimenti, o come la Keller di Villacidro. Per quest’ultima, nonostante l’interessamento di diversi imprenditori, finora non si è riusciti a chiudere le trattative per la cessione. Il rilancio dell’azienda è possibile perché la Keller ha indubbie potenzialità produttive.
Che cosa si deve e si può fare per difendere quel poco che resta della grande industria?
Si deve fare ciò che questa Giunta sta facendo. Rimettere al centro tutto il sistema industriale sardo che è importante anche per il sistema nazionale. Siamo convinti che non si possa puntare soltanto su turismo agricoltura, nonostante in questi ultimi anni ci sia stata una generale crescita. Occorre quindi mantenere le attività industriali esistenti sostenendole dal punto di vista dei costi energetici. E il recentissimo provvedimento di Terna per il servizio di interrompibilità istantanea per tre anni alle aziende energivore è un segnale molto importante.
In Sardegna si è pronti per far partire l’industria 4.0. Il “Digital innovation hub” funziona realmente o è un’etichetta senza contenuti?
La Sardegna è stata una delle prime Regioni a partire per dare attuazione al piano Industria 4.0. Non solo c’è il pieno sostegno della Giunta ma c’è anche un primo finanziamento di 200 mila euro per il Digital Innovation Hub Sardegna. Il futuro dello sviluppo e dell’occupazione passa dalle imprese e il futuro delle imprese passa dal digitale, dall’innovazione e dall’alta tecnologia. Industria 4.0 significa portare il digitale in tutti i settori economici e produttivi. Questa è la nuova rivoluzione industriale, che non riguarda soltanto le imprese ad alta tecnologia ma anche quelle dei settori tradizionali, quali l’agricoltura, il turismo e l’artigianato. Il Digital Innovation Hub Sardegna, inoltre, sarà aperto a tutti i soggetti, pubblici e privati, interessati a collaborare come soci o partner tecnici.
Negli ultimi dieci anni il comparto delle costruzioni ha registrato un calo delle imprese e degli occupati pari quasi al 50%, con una perdita complessiva di quasi 30 mila addetti. È possibile far ripartire questo settore tradizionalmente considerato il volano dell’economia?
La crisi dell’edilizia sarda è in buona misura una crisi di tipo strutturale: la stessa tendenza nel declino degli addetti si è registrata nel resto del Paese e, soprattutto, nel Mezzogiorno. Le cause della crisi sono profonde e vanno al di là della fase di recessione economica che ha interessato tutto il sistema economico regionale negli anni recenti. Il calo demografico, per esempio, è un elemento che ha contribuito a ridimensionare il peso di questo comparto. Un rilancio del settore, a mio avviso, deve necessariamente passare attraverso un innalzamento qualitativo degli interventi. Sotto questo profilo, l’Assessorato dell’Industria ha compiuto uno sforzo notevole destinando oltre 40 milioni di euro per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici. Questo garantirà nei prossimi mesi l’apertura di nuovi cantieri senza tuttavia generare un ulteriore consumo del suolo e, soprattutto, garantendo un notevole risparmio energetico.

Motivi di speranza per l’industria nel territorio Guspinese-Villacidrese

Il nostro primo obiettivo è chiudere positivamente la vicenda che riguarda la Keller. Non abbiamo mai smesso di credere in una ripresa produttiva dello stabilimento. Abbiamo lavorato perché venisse scongiurata la vendita separata dei diversi rami d’azienda e proseguiamo nell’azione di scouting. Attualmente stiamo interloquendo con due gruppi interessati allo stabilimento. Il rilancio della Keller avrebbe effetti positivi su buona parte dell’economia del Medio Campidano. Ma la Keller da sola non basta. Occorre stimolare la nascita di nuove imprese, soprattutto nel settore dell’agroindustria. Questa Giunta è intervenuta a più riprese con strumenti legislativi e interventi finanziari per sostenere le piccole e medie imprese. Sta anche ai singoli territori e agli imprenditori attivarsi perché nascano nuove opportunità.

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 3, pag. 11.

Mario Girau