È rimasto solo il Parco dei rimpianti

Parco Geominerario. Dopo la prevedibile bocciatura dell’UNESCO
vengono passati in rassegna problemi e situazioni lasciati irrisolti per lungo tempo

Il Parco Geominerario della Sardegna è fuori dalla rete internazionale dei parchi, il “Global geopark network” dell’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura. L’Executive board, la commissione dell’Unesco, lo ha bocciato durante la riunione del 24 settembre 2019. Una riunione tenuta a Siviglia, dopo la visita, del mese di luglio scorso, delle due commissarie che avevano ispezionato il territorio del Parco. Il loro rapporto non ha soddisfatto le norme e le regole poste dall’Unesco, in particolar modo quelle che riguardano la continuità del territorio. La decisione della commissione dell’Unesco, anche se attesa, è stato un duro colpo per i responsabili del Parco e per le comunità interessate che, nel suo riconoscimento, hanno puntato all’idea di uno sviluppo futuro, dal punto di vista economico.

Dopo la notizia della bocciatura il Presidente del Parco, Tarcisio Agus, e il Direttore Ciro Pignatelli hanno espresso l’amarezza ed il disappunto per la decisione della commissione. Secondo il Presidente Agus, al di là del cartellino rosso e dell’uscita dai geositi, si dovrà riprendere il cammino dalla sua origine, per la tutela e la valorizzazione delle aree minerarie, con tutto il suo patrimonio storico culturale, antropologico ed architettonico. “L’affermazione giornalistica dell’espulsione dall’Unesco, ha dichiarato il Presidente del Parco Geominerario, è fuorviante, perché il Parco può ancora fregiarsi del simbolo Unesco, in quanto è parte integrante dell’area Mab di rio Posada, Terpilora e monte Albo, così pure possiamo ancora fregiarci di un altro tempietto Unesco, perché abbiamo costituito con la Fondazione Giuseppe Dessì, il secondo Parco Letterario della Sardegna, parte integrante dei parchi letterari nazionali dentro l’egida Unesco”.

Giuseppe De Fanti. Sindaco di Guspini
“Il problema del mancato riconoscimento dell’Unesco al Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna è legato alla sua estensione, è difficile adempiere agli obblighi previsti in un così ampio territorio, era un’impresa pensare che un sito così esteso, con 81 comuni, potesse esistere. Secondo me si trattava di una cosa troppo avventurosa riuscire a garantire gli indirizzi proposti dall’Unesco, in una simile situazione. La bocciatura dell’Unesco provocherà un grave danno di immagine. Per il resto il Parco era già paralizzato per proprio conto. Da quando siamo usciti dalla gestione commissariale, ai nostri comuni non è mai stato erogato un euro, i finanziamenti sono arrivati ai comuni di Carbonia e Iglesias, sulla base di vecchie convenzioni. Per quanto riguarda i dodici milioni di avanzo di amministrazione inutilizzati va attribuita la responsabilità alla Regione Sarda che, da quando c’è la nuova Giunta Solinas, non ha ancora nominato i revisori dei conti, per cui il Parco non ha ancora potuto utilizzare l’avanzo di amministrazione, per questo le responsabilità non possono essere attribuite al Presidente del Parco ed al Direttore. Adesso, noi abbiamo l’interesse che il Parco continui la sua attività e si vada avanti con l’approvazione dei bilanci per poter usare le risorse disponibili. Inoltre, si potrebbe pensare di ridimensionare la proposta che è stata fatta per il riassetto dei geoparchi per limitare l’estensione e renderli più governabili”.

Fausto Orrù. Sindaco di Gonnosfanadiga
“Personalmente non attribuisco alcuna responsabilità all’attuale Presidente Agus. Sono infatti convinto che di più non potesse fare. Le colpe sono da ricercare a monte. È utile creare un parco se poi non dai le gambe e le risorse per metterlo in condizione di operare? Il Parco sarebbe potuto diventare un sistema di assoluto valore, invece in Sardegna, come spesso capita, si fanno le cose senza pensare come mandarle avanti, e questo è quanto accaduto. Spero che si possa ripartire, sono convinto che qualcosa si farà. Come Sindaco e facente parte dell’UDC ho avuto modo di sentire i nostri consiglieri regionali che hanno garantito tutto il loro impegno per fare in modo che questo patrimonio diventi una risorsa per la nostra regione. Risorsa di tutti i sardi e di tutti i turisti che vorranno visitare i siti minerari”.

Mauro Usai. Sindaco di Iglesias
“Il mancato riconoscimento dell’Unesco è una notizia, come ho dichiarato più volte, che ci rattrista e, soprattutto, ci preoccupa. È chiaro che serve uno scatto di reni, innanzitutto da parte del Parco, per le Comunità che rappresenta. Bisogna fare in modo che questo riconoscimento, nella veste dei geoparchi, venga immediatamente richiesto nuovamente e ottenuto, ottemperando alle prescrizioni, che lo stesso Unesco aveva richiesto. La situazione del Parco Geominerario è una situazione molto grave di cui discuteremo all’Assemblea dei Sindaci. È assolutamente necessario interrompere questa deriva e rafforzare il rapporto con le Comunità Locali, per la valorizzazione dei siti minerari che, al momento, rappresentano l’unica cosa che sta funzionando. Tutto ciò, non tanto per merito del Parco ma dei Comuni che autonomamente hanno fatto tanti sforzi in questo senso”.