Coldiretti. Premi comunitari a singhiozzo, fondi del nuovo PSR non spesi e prezzi dei prodotti al minimo

La mappa del disagio

La siccità nel 2017 ha causato 300 milioni di euro di danni all’agricoltura sarda. Nessun settore agricolo è stato risparmiato dalla quasi assenza di precipitazioni che si è prolungata per tutto l’anno né da una delle estati più calde.
Perdite e maggiori costi arrivati anche dalle altre calamità naturali: le gelate di inizio anno e di aprile o la nevicata straordinaria di metà gennaio che sono andate a sommarsi alle altre problematiche di cui soffre il settore strategico della nostra economia.
Premi comunitari che arrivano a singhiozzo, prezzi dei prodotti ai minimi storici (latte, grano, riso) a causa di filiere distorte e opache, costo e quantità dell’acqua sempre incerto, fondi del nuovo Psr ancora non spesi (siamo fermi al 7%) con i giovani che attendono ancora di conoscere il proprio destino nonostante abbiamo dovuto sostenere dei costi importanti per avviare le aziende. Per non parlare della fauna selvatica, ormai fuori controllo che penalizza oltre che agricoltori e allevatori anche i pescatori. Sono queste le ragioni che stanno spingendo il mondo delle campagne a scendere in piazza.
La Coldiretti in 10 giorni è tornata sulle strade per ben tre volte. La prima manifestazione dell’anno si è tenuta a Cagliari davanti all’assessorato all’agricoltura da parte degli allevatori e agricoltori di Nuoro e Ogliastra; la seconda il 1° febbraio a Tula con Coldiretti Nord Sardegna e la terza clamorosa la scorsa settimana a Santa Giusta davanti agli uffici di Argea, con 100 trattori che hanno sfilato lungo le strade che collegano Arborea con la sede dell’ente simbolo della burocrazia.
E già in calendario c’è una nuova manifestazione. La prossima settimana sfileranno a Cagliari i giovani aspiranti agricoltori disillusi dalla politica regionale che più che sostenerli nell’avvio del proprio futuro – hanno detto sarcasticamente i dirigenti regionale della Coldiretti – li stanno avviando fuori dalla Sardegna.
Il bando del primo insediamento riservato ai giovani agricoltori under 41, infatti, non finisce di stupire in negativo. Prima con i tempi biblici per aprirlo (o meglio per poter finalmente presentare le domande, visto che il bando era stato aperto e chiuso più volte). E dopo aver finalmente presentato il marzo scorso le domande si attende ancora di conoscere l’elenco dei fortunati che potranno usufruirne, in barba ai 90 giorni di istruttoria scritti in bando e poi cancellato.
Che per quasi tre giovani su quattro degli oltre 3 mila che hanno presentato domanda sarà negativa. E per diversi di loro non ci sarà neppure una nuova opportunità perché se prima di aprire il nuovo bando avranno compiuto 41 anni o/e avranno aperto la partita iva da più di 18 mesi perderanno i requisiti.
“L’elenco della mappa del disagio è ancora tutto da risolvere – afferma il presidente di Coldiretti Oristano Giovanni Murru -. Nonostante i continui richiami di Coldiretti, le iniziative e le promesse da parte delle Istituzioni regionali, ben poco o nulla è stato fatto. La nostra è una battaglia per la vita delle campagne, in una fase estremamente delicata per tutte le aziende agricole, con i bilanci appesantiti da una annata straordinariamente negativa e le produzioni remunerate in modo insufficiente”.
“Le gravi criticità del mondo agrozootecnico – sottolinea il vicedirettore di Coldiretti Oristano Emanuele Spanò – sono aggravate dai ritardi ingiustificabili nella erogazione dei premi comunitari e regionali e da un Psr interamente bloccato, ai quali la classe politica e amministrativa regionale deve porre urgentemente rimedio”.

Michele Arbau