La Chiesa e la nostra diocesi pronte a mettersi in ascolto dei giovani?

Questo tempo di riflessione sui giovani e con i giovani deve servirci a comprendere cosa passa nel loro cuore

Tra meno di un anno ci appresteremo a vivere l’atteso Sinodo dei Vescovi sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale», motivo che ha spinto anche la nostra diocesi a prepararsi al meglio a questo evento, proponendo per il prossimo novembre un Convegno Ecclesiale sui Giovani. Dove sono i nostri giovani? È un interrogativo che spesso come preti e comunità ecclesiali dovremo porci. Dove sono andati, perché se ne sono andati dalla parrocchia? Questo tempo di riflessione sui giovani e con i giovani deve servirci a comprendere cosa passa nel loro cuore, nella loro mente per essere capaci di ripartire non da grandi eventi, ma dalla loro storia: è lì che il Signore vuole incontrarli.
Siamo chiamati a mettere al centro dell’attenzione i giovani, proprio come dice Papa Francesco: “vi porto nel cuore”. Portare nel cuore i nostri giovani, a partire dal tempo della Catechesi, che sta vedendo un “tempo di ripresa” soprattutto nella formazione degli stessi catechisti, sino all’esperienza “indispensabile” dell’Oratorio parrocchiale e interparrocchiale, anche nelle piccole realtà. Il Papa nella sua Lettera di indizione del Sinodo dei Vescovi utilizza l’immagine di Abramo: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò» (Gen 12,1).
Con queste parole, dice Papa Francesco, oggi Dio si rivolge ai giovani: “sono parole di un Padre che vi invita a “uscire” per lanciarvi verso un futuro non conosciuto ma portatore di sicure realizzazioni, incontro al quale Egli stesso vi accompagna. Vi invito ad ascoltare la voce di Dio che risuona nei vostri cuori attraverso il soffio dello Spirito Santo”. Un richiamo che non significa fuggire dal mondo, dalla propria storia, anzi è un forte invito, una chiamata verso una terra nuova. Questa chiamata è l’incontro con Dio, che rivolge il suo sguardo tramite il suo Figlio: “Carissimi giovani, avete incontrato questo sguardo? Avete udito questa voce? Avete sentito quest’impulso a mettervi in cammino? Sono sicuro che, sebbene il frastuono e lo stordimento sembrino regnare nel mondo, questa chiamata continua a risuonare nel vostro animo per aprirlo alla gioia piena”. L’incontro non con una teoria, ma con una persona, quella di Gesù Cristo. Questo incontro è possibile attraverso “l’accompagnamento di guide esperte”, come sottolinea il Papa. Uomini e donne di fede, capaci di far ri-scoprire il progetto di Dio sulla loro vita.
Dobbiamo fare nostra questa provocazione del Papa, affinché ogni comunità sia capace di generare i nuovi ragazzi alla fede, una fede capace di renderci felici, capaci di una vita piena. Tramite le nuove generazioni, che si costruisce un mondo migliore, con la voglia e la forza dei nostri giovani, un entusiasmo che spesso “i grandi” affievoliscono in breve tempo. I giovani invece vanno incoraggiati, sostenuti e resi liberi di poter realizzare una nuova società, che evidentemente non può sorreggersi con gli strumenti e le forme di un tempo che ormai non esiste più. Giovani oggi per questo tempo, uomini e donne del futuro, che possano sperimentare la gioia dell’incontro con il Signore nella testimonianza coerente di chi oggi è già uomo e donna.
Come Chiesa siamo chiamati a metterci in ascolto della loro voce: “della vostra sensibilità, della vostra fede; perfino dei vostri dubbi e delle vostre critiche. Fate sentire il vostro grido, lasciatelo risuonare nelle comunità e fatelo giungere ai pastori. San Benedetto raccomandava agli abati di consultare anche i giovani prima di ogni scelta importante, perché «spesso è proprio al più giovane che il Signore rivela la soluzione migliore» (Regola di San Benedetto III, 3)”, afferma il Santo Padre.

 

I giovani chiedono di essere coinvolti negli organismi della Santa Sede in vista del Sinodo dei Vescovi

Ragazzi protagonisti del futuro della Chiesa

Il Sinodo dei giovani può rappresentare un tassello di quel rinnovamento missionario della Chiesa, che per l’esortazione apostolica ‘Evangelii gaudium’, costituisce la sfida di questo tempo. Ai giovani dobbiamo rivolgerci non solo perché ci aiutino a comprendere come annunciare il Vangelo ma anche per capire meglio cosa Gesù chiede alla sua Chiesa, cosa si aspetta da essa, cosa tagliare e cosa cucire di nuovo per questa missione”.
Lo ha detto il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi, chiudendo a Roma, presso la Curia generalizia dei gesuiti, il Seminario internazionale sulla situazione giovanile in preparazione alla XV Assemblea generale ordinaria prevista nell’ottobre del 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Un cammino, quello del Sinodo, cominciato lo scorso gennaio con la pubblicazione del documento preparatorio, che conteneva un questionario per aiutare gli Organismi aventi diritto a esprimere la loro comprensione del mondo giovanile e proseguito con la creazione di un sito web (youth.synod2018.va) con un questionario questa volta rivolto direttamente ai ragazzi dai 16 ai 29 anni. “I giovani che hanno finora risposto sul sito – ha affermato il cardinale – sono circa 130mila, circa 250mila i contatti. Un numero davvero importante. Per inviare le risposte c’è tempo fino alla fine di novembre”. “Da un primo esame delle risposte – ha aggiunto il segretario generale del Sinodo – emerge che la famiglia è uno dei temi più a cuore ai giovani, permane in molti la percezione della Chiesa come un luogo di proibizione”.
Durante il seminario internazionale sono stati trattati diversi temi, “identità, progettualità, alterità, tecnologia e trascendenza, cercando di conservare uno sguardo realistico sul mondo giovanile. Non abbiamo sottaciuto il disorientamento che oggi connota le nuove generazioni e che spesso è il risultato di altre crisi, quella della famiglia e della società civile. Ma il realismo – ha sottolineato il card. Baldisseri – non è mai sfociato in pessimismo. Malgrado le tante contraddizioni di questo tempo, i giovani di oggi sono più intraprendenti di quelli del passato, ricchi di stimoli e proposte”.
Nel tracciare il bilancio dei lavori il porporato ha elencato alcune di queste proposte, “di cui terremo conto”, arrivate dai giovani presenti, 21 su 82 partecipanti: innanzitutto “avere una equipe dei giovani che affianchi il lavoro della Segreteria generale del Sinodo per preparare momenti di confronto e di dialogo durante i lavori sinodali tra Vescovi e giovani. Si tratta – ha dichiarato il cardinale – di una cosa nuova ed è una bella proposta. I giovani, va detto, saranno all’interno del Sinodo come uditori e potranno così dare il loro contributo diretto. Cercheremo di ampliare quanto più possibile questa presenza”. Tra le altre richieste avanzate dai giovani durante il seminario anche quella di “coinvolgere stabilmente alcuni giovani negli organismi della Santa Sede”. Per Baldisseri si tratta di “una istanza da raccogliere che esula dalle nostre competenze, ma che possiamo affidare ai padri sinodali”.

Don Emmanuele Deidda