Alla ricerca di un progetto unitario

Ad un mese dall’incontro ecclesiale su giovani e fede

Tempus fugit, “Il tempo vola” dicevano i latini. Espressione valida anche per noi, soprattutto dinanzi ai tanti incontri e propositi che spesso facciamo. È trascorso un mese dall’Incontro Ecclesiale dei Giovani, tenutosi a San Gavino lo scorso 11 novembre, sul tema “Ascoltare, Condividere ed Educare”.
Ci siamo confrontati con entusiasmo su tante tematiche riferite ai giovani, soprattutto come parlare di fede nel mondo digitale, della fuga post-cresima, dei giovani che si allontanano e di come costruire una Progettazione Pastorale. Tanti gli interrogativi: ha senso una catechesi nozionistica che non tiene conto dei desideri e necessità dei ragazzi? Sarebbe meglio un percorso che si basi sulla cura dei ragazzi, dove gli insegnamenti del Vangelo vengano semplicemente proposti? Tante le problematiche dinanzi ad una questione molto importante, che vedono il futuro del cammino delle nostre comunità sempre più orfane dei nostri giovani e delle loro famiglie.
Si è parlato tanto anche dell’Oratorio, sottolineando l’importanza di questo “spazio” per costruire una Chiesa Lab-Oratorio. Una realtà ormai in tanti paesi, soprattutto in Marmilla, come anche in alcune realtà del Campidano, disattesa da anni, per tanti e svariati motivi: dai preti sempre più oberati di lavoro, dal numero dei ragazzi, e dalla difficoltà di reperire animatori e genitori disponibili a svolgere questo servizio di animazione. Nasce forse la necessità di un coordinamento tra gli oratori, di accompagnarsi nel cammino di ri-costruzione unendo le forze, soprattutto nei piccoli centri? In questi anni si è costruito tanto, soprattutto grazie al lavoro del Servizio della Pastorale Giovanile Diocesana, ma tanto ancora abbiamo da lavorare. Non possiamo lasciare che queste vitali e importanti questioni rimangano solo delle belle sintesi per il nostro giornale diocesano.
È necessario come comunità diocesana, portare avanti questo cammino per costruire nuove vie di entusiasmo e di lavoro, non utili ad elaborare scritti e programmi, anche quelli necessari e utili, ma soprattutto per avviare processi capaci di proporre giovani come ricchezza e dono che interpellano, in attesa di risposte, le nostre comunità. Attendiamo un prossimo incontro, forse più ristretto tra preti e laici, soprattutto giovani, sulla Pastorale Giovanile, dove siano presenti questa volta, anche le tante e diverse realtà diocesane, in particolare la Gifra, lo Scoutismo e i movimenti come il Rinnovamento dello Spirito e il Cammino Neocatecumenale, che hanno una buona presenza giovanile. I carismi e i doni sono molteplici, a noi il compito di saperli mettere in armonia, affinché ognuno possa illuminare l’altro con la sua vita e la sua spiritualità. Il Sinodo dei Vescovi, del prossimo ottobre 2018, ci richiama a continuare su questa strada, a noi la responsabilità di “perdere” tempo per un bene davvero grande: i giovani.

Don Emmanuele Deidda