Una brava artista nata con il pennello in mano

Collinas. Gisella Mura pittrice, muralista e decoratrice

Gisella Mura, pittrice di Collinas particolarmente apprezzata, dopo il liceo scientifico consegue la laurea in belle arti all’Università di Sassari. Dopo il diploma, era sua intenzione iscriversi in ingegneria edile, ma per puro caso si iscrisse all’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari. Nel 2004 si laurea in pittura con la tesi “L’urlo, tra angoscia, arte e disperazione”. Il suo corso artistico in qualche modo era già tracciato perché, come raccontano Alessandro e Antonia, i genitori, cominciava a scarabocchiare con penna o matita fin dalla più tenera età. Anche all’asilo, suore ed insegnanti si resero subito conto di questa sua spiccata predisposizione. Gisella era nata con il pennello in mano.

A nove anni Alessandro, il papà, le regala le prime tele, colori a olio, tempere e tavolozza ed insieme il primo cavalletto professionale, cavalletto che l’artista custodisce gelosamente e che utilizza ancora. Gradualmente Gisella si impone con le sue opere all’attenzione di critica e di estimatori, attraverso personali e mostre in Sardegna, e successivamente in ambito nazionale e all’estero. Conosciuta ed apprezzata, conquista numerosi premi e un corale apprezzamento da parte della critica per il caratteristico e particolare linguaggio espressivo che realizza utilizzando materiali diversi come plexiglass, terracotta, legno, stoffa, tela. Il suo è un linguaggio riccamente cromatico. Viene indicata soprattutto come la pittrice della donna per i numerosissimi quadri a soggetto femminile realizzati. La donna è un soggetto che dipinge accostandolo alla dea madre mediterranea.

La figura femminile rappresentata sprigiona una notevole carica di energia vitale e di sensualità all’interno di una cornice e di un’atmosfera ricca di pathos. Sono “donne in mondi visionari, in cui come idoli dorati si stagliano su paesaggi esoterici ed evocativi”, come ha detto uno dei critici. La donna, protagonista assoluta delle opere, esprime il suo sentire interiore, dato dalla sensibilità umana ed artistica della pittrice. È un modello femminile che si impone prepotentemente in una società prevalentemente maschilista. I colori intensi, spesso surreali, richiamano atmosfere ancestrali. La luce e l’ombreggio avvolgono i soggetti, dipinti su gesso, stucco, acrilico, smalto. Luci e ombre sono ben amalgamati. Richiamano il vissuto dell’artista, il campo di esperienze o le suggestioni del paesaggio nostrano.

L’arte per Gisella è la vita e, dopo il figlio, il suo primo pensiero di ogni mattino è “prendere un pennello in mano”. Prendere un pennello per realizzare un progetto che nasce da un’idea immediata o da una elaborazione più complessa. Così prendono forma le su opere. Tra le ultime mostre dell’artista vi è quella realizzata recentemente a Fonni, e già prima nel dicembre 2017 quella di Collinas, evento curato dallo storico dell’arte Daniela Madau. Esperienze particolarmente significative sono state l’esposizione a Malcesine in provincia di Verona e l’esposizione a Sofia in Bulgaria. Recentemente è stata premiata insieme ad altri 7 artisti sardi alla XII Mostra internazionale biennale di Roma 2018. Sono le esperienze, i contatti ed il confronto con altre culture e con altre persone che danno motivo di arricchimento e di crescita anche sul piano artistico.

Il futuro? “Continuare ad operare con lo stesso entusiasmo, ci dice Gisella, tenendo come punti di riferimento, soprattutto per le tecniche espressive, artisti significativi come Munch, Bosh, Matisse, Caravaggio e la corrente pre-raffaellita”. L’arte è una lingua universale che la pittrice Gisella Mura utilizza sapientemente per comunicare sentimenti, stati d’animo e sogni.

Antonio Corona