Un Centro comunitario a sostegno della famiglia

Ales. Progetto della Caritas diocesana

Luogo di incontro e di confronto offrirà un’opportunità per ritrovare il calore della famiglia

Riaprirà le porte ad Ales l’officina meccanica dell’ex-Enaip per accogliere il Centro Comunitario per la Famiglia San Giuseppe. La storica struttura che ha formato tanti giovani in passato, a breve, dopo una piccola ristrutturazione e un allestimento, offrirà un servizio importante alle famiglie, a persone in difficoltà sul piano economico- finanziario ma anche sociale: Un centro per padri separati rimasti soli, famiglie in crisi, giovani che vivono in piccoli paesi e cercano luoghi di incontro e confronto. A loro e a tanti altri il Centro Comunitario per la Famiglia “San Giuseppe” offrirà un’opportunità per ritrovare il calore della famiglia. Un luogo per tutti, di impronta laica, ma frutto della volontà della Chiesa diocesana e della Caritas. Lo ha sottolineato anche il vescovo mons. Roberto Carboni: “La Diocesi è proprietaria di diversi stabili in disuso, commenta il vescovo, dobbiamo cercare di renderli accoglienti e utili alla società, non solo alla Chiesa. Questo progetto nato dalla Caritas diocesana viene incontro ad una mia preoccupazione e si presenta davvero utile per tutto il territorio per affrontare situazioni di disagio poiché risponde ai bisogni delle famiglie e di chi si sente solo”.
Si tratta di un progetto, realizzato con i fondi della Caritas Italiana con i fondi dell’8 x mille, che comprende varie forme di supporto: “Non si tratta di semplice assistenza – precisa il direttore della Caritas Diocesana don Angelo Pittau: l’obiettivo è quello di dare alla famiglia una possibilità concreta per superare la situazione di “crisi”, garantendo però una reale autonomia”. Oltre ad esperti di determinati settori, saranno le famiglie stesse a sostenere i nuclei familiari in difficoltà, con supporto nella gestione delle dinamiche relazionali, delle problematiche legate alla crescita e all’educazione dei propri figli, nei rapporti di coppia, nelle relazioni genitori-figli ed in altri contesti relazionali. Tra le attività che saranno poi studiate in base anche alle richieste dei partecipanti, sono previsti laboratori, cineforum, sostegno alla nascita, sostegno al quotidiano familiare, gruppo di auto mutuo aiuto, sostegno psicologico e sostegno informativo. Servizi utili per creare aggregazione in una zona soggetta allo spopolamento e all’emigrazione dei giovani più intraprendenti. I dati demografici in calo si registrano, purtroppo, sia nella diocesi che nei piccoli centri della Marmilla. “Ales e tutta la Marmilla assieme formano una grande comunità con tante potenzialità che può interagire e mettere a frutto esperienze e risorse”, aggiunge don Angelo. Il centro infatti sarà un valore aggiunto per le attività già poste in essere dalle singole parrocchie, dalla Diocesi, le Caritas parrocchiali, i Centri d’Ascolto, i vari uffici pastorali, le congregazioni, le associazioni di volontariato e del terzo settore presenti nel territorio, l’Asl e gli enti che già lavorano nel settore. All’incontro nel cinema parrocchiale, guidato dal parroco della Cattedrale e direttore di “Nuovo Cammino” don Petronio Floris, hanno partecipato amministratori, rappresentanti di gruppi e associazioni e semplici cittadini. Presto inizieranno i lavori di ristrutturazione della sala macchina benedetta a suo tempo dal compianto mons. Antonio Tedde.

Stefania Pusceddu