Su camminu de Leonora

I Comuni del Medio Campidano e dell’Oristanese per riportare in vita la memoria del passato

Sardara, San Gavino Monreale, Uras, Terralba, Pabillonis e Santa Giusta uniti nel nome di Eleonora d’Arborea

Eleonora d’Arborea è uno dei personaggi più significativi della storia sarda ed ora la sua storia rivive ai giorni nostri grazie ad un progetto “Su camminu de Leonora”, un patto siglato di recente fa tra i comuni di Sardara, San Gavino, Uras, Terralba, Pabillonis e Santa Giusta, che all’epoca del giudicato erano un’unica terra, nella quale Eleonora d’Arborea viveva e attraversava. I sindaci dei diversi paesi si impegnano da adesso in poi ad avviare una serie di azioni – mostre, convegni, fiere ed eventi – volte a far conoscere Eleonora, la sua epoca, i luoghi in cui ha vissuto. “In questo modo evidenzia Ottavio Merella, presidente dell’associazione culturale Rinascimentu santuengesu che ha ideato il progetto – vogliamo che la terra del Giudicato d’Arborea rinasca, con tutto il suo splendore, per non dimenticare ciò che siamo stati e ciò che è stata per la nostra Isola Eleonora d’Arborea”.

E proprio a San Gavino di recente si è svolto un convegno “A 30 anni dalla scoperta, fatta dal professor Francesco Cesare Casula, del pantheon degli Arborea a San Gavino Monreale” che vuole essere la prima tappa di un ambizioso progetto di ricerca e di valorizzazione delle proprie radici. I Comuni del Medio Campidano e dell’Oristanese vogliono riportare in vita la memoria del passato, i costumi e le usanze nel segno di una delle figure più autorevoli della storia sarda partendo dai luoghi nei quali la regina d’Arborea trascorreva le proprie giornate. E proprio nel paese dello zafferano si trova l’antica chiesa del Trecento in stile gotico che custodisce l’unico ritratto della donna più amata dal popolo sardo, scoperta che è stata fatta 30 anni fa dallo studioso locale Giovanni Battista Mallica e dallo storico Francesco Cesare Casula che ha anche evidenziato come nell’edificio di culto siano presenti i ritratti degli ultimi regnanti di Arborea.

Così il turista potrà ripercorrere la vita del tempo visitando l’antica chiesa, meta di tanti pellegrinaggi nel medioevo sardo in quanto dedicata al martire guerriero San Gavino, ed ancora potrà recarsi a visitare il castello di Monreale (si trova oggi nel Comune di Sardara), residenza estiva di Eleonora. “La regina del regno d’Arborea – rimarca Ottavio Merella – potrebbe essere stata sepolta nella chiesetta di San Gavino Martire, ma in pochi lo sanno. La sua effigie si trova alla destra dell’arco trionfale dell’abside nel 1376. A distanza di 30 anni dalla scoperta della sua effigie nulla si è fatto per approfondire le indagini. Ecco perché abbiamo organizzato come associazione un convegno nel quale saranno impegnati i massimi esperti su Eleonora d’Arborea.

Attorno a Eleonora sono state costruite storie e leggende, ma non si può trascurare questa chiesa che oltre ad essere per Eleonora un rifugio spirituale era forse anche il pantheon di famiglia e potrebbe dunque racchiudere delle sorprese”. E sul turismo culturale vogliono puntare tutti i comuni a partire da quello di San Gavino Monreale come ricorda l’assessore alla cultura Nicola Ennas: “Eleonora d’Arborea per i sangavinesi è un simbolo che si è radicato anche nelle nuove generazioni e l’istituto comprensivo delle scuole di San Gavino, Sardara e Collinas, è stato di recente intitolato ad Eleonora d’Arborea. Inoltre a lei è dedicato il grande murale sulla parete della vecchia stazione dell’artista Giorgio Casu.

I sangavinesi stanno iniziando a scoprire un personaggio legato profondamente alla storia della Sardegna. Questo patto tra Comuni è stato siglato proprio a San Gavino ed è l’inizio di un percorso culturale e grazie a quest’associazione vogliamo riscoprire anche le strade in cui passava la regina e la vita di quei tempi. La via Eleonora d’Arborea è oggi un museo a cielo aperto con i murales dell’artista Sergio Putzu ed era la via che conduceva ad Oristano. Speriamo che la coesione tra diversi centri ci possa portare ad attingere risorse da bandi regionali. Inoltre, oltre al turismo culturale, vogliamo promuovere anche quello enogastronomico legato ai prodotti d’eccellenza come lo zafferano”.

Sulla stessa linea il sindaco di San Gavino Monreale Carlo Tomasi: “Ripartire da Eleonora d’Arborea significa restituire la giusta importanza a un personaggio cardinale non solo nel contesto storico isolano, ma bensì nel panorama di tutta l’epoca medievale. L’operato della Giudicessa possiede caratteri d’innovazione e modernità insoliti rispetto alle legislazioni giuridiche ed amministrative del tempo. La famosa “Carta de Logu” fu aggiornata e sistematizzata da Eleonora d’Arborea in lingua sarda, elemento eccezionale in quanto indice della volontà di porre in essere uno “Stato di diritto”, cioè basato sul rispetto di norme giuridiche pienamente conoscibili e comprensibili da parte della cittadinanza”.

Gian Luigi Pittau