Siddi. Giornata Europea della depressione

Questo evento nasce in Europa nel 2004 per volontà di un gruppo di psichiatri e operatori della salute mentale con lo scopo di fornire corrette informazioni sulla natura delle malattie depressive.

Sabato 19 ottobre 2019, in una piazza gremita all’inverosimile, si è svolta a Siddi la XIV giornata europea della depressione. Questo evento nasce in Europa nel 2004 per volontà di un gruppo di psichiatri e operatori della salute mentale con lo scopo di fornire corrette informazioni sulla natura delle malattie depressive. Oltre l’Italia, il Depression Day si svolge contemporaneamente in Belgio, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Svizzera e Ungheria. La manifestazione di Siddi è stata organizzata dall’Azienda Tutela Salute Sardegna ASSL Sanluri, col patrocinio del Comune di Siddi e in la collaborazione del CSV Sardegna Solidale. L’evento odierno ha potuto aver luogo anche grazie alla fattiva collaborazione dei Barracelli di Siddi, del Gruppo AVIS, della Pro Loco e delle Associazioni del Medio Campidano.

Il convegno si è aperto alle 9,30 con i saluti di accoglienza del vicesindaco Daniela Pilloni e del parroco don Roberto Lai, presenti i carabinieri della stazione di Lunamatrona e della Capitaneria di Sanluri, ai quali si è associato il dott. Alessandro Montisci, direttore Area Socio Sanitaria ASSL Sanluri. Protagonisti in assoluto sono stati i medici, gli infermieri e i volontari che con sei gruppi di pazienti sono stati il cuore di tutta l’intensa giornata, animandola e partecipando con entusiasmo ai vari laboratori di danza, arte e cucina. I sei gruppi avevano infatti anche il compito di preparare il pranzo comunitario e i dolci per la colazione, supportati dagli studenti della Scuola Alberghiera di Oristano. Per questo, divisi in squadre coordinate dai volontari di Siddi, alle 9,50 si sono cimentati in una gara di cucina e collaborazione, sapendo che i loro piatti sarebbero stati “giudicati” da una giuria competente.

A seguire il “Buongiorno in musica” cantato dal coro del CSM ASSL Sanluri diretto dai maestri Ottavio Farci e Veronica Maccioni, che hanno proposto anche un laboratorio di musicoterapia. Il seminario vero e proprio è iniziato con la relazione sul primo approccio terapeutico, presentata dall’infermiera Paola Atzori, che ha sottolineato l’importanza fondamentale della prima accoglienza per i pazienti che si presentano la prima volta in una struttura sanitaria. Ma il cuore e l’anima di tutta la manifestazione è stata la dott.ssa Jeanne Thérèse Sanna, psichiatra presso il CSM Sanluri, che insieme alla referente Mariclara Melis ha preparato l’evento di oggi. Nella sua relazione, la dott.ssa Sanna ha evidenziato come la depressione e il disturbo dell’umore in genere siano patologie in continua crescita e di cui ci si ammala sempre di più. Nel 2020, secondo l’OMS, sarà la seconda malattia più diffusa al mondo dopo quelle cardiovascolari.

Si tratta di una patologia che coinvolge tutte le età e che esordisce frequentemente in età giovanile. Nella sua evoluzione, la depressione si manifesta in maniera subdola, precisa la psichiatra, perché i suoi sintomi si mascherano con stati d’animo di apparente normalità: tristezza, svogliatezza, insonnia, ansia, sensazione di preoccupazione continua, difficoltà di concentrazione. Se non trattata, la depressione risulta perciò una malattia fortemente invalidante, che può compromettere la funzionalità della persona sia nell’ambiente di lavoro come nelle relazioni interpersonali e sociali e nelle pratiche quotidiane. La giornata odierna, continua la dott.ssa Sanna, ha lo scopo di abbattere le barriere del pregiudizio sulla malattia mentale, perché è solo attraverso la conoscenza sana, diretta e personale che riusciamo a combatterla. Perché ci siano dei risultati positivi è necessaria però la vicinanza e la collaborazione tra gli esperti della sofferenza psichica e la comunità che vive accanto a chi soffre di questi disturbi.

Con tanta empatia la dott.ssa Jeanne Térèse Sanna, nata in Canada da genitori emigrati da Sorradile e Neoneli e rientrata in Sardegna all’età di tredici anni, coinvolge il pubblico sulla necessità di stringersi tutti attorno a chi soffre di questi disturbi per accelerarne il recupero e aiutarli a ritrovare il senso dell’autostima e dell’appartenenza alla nostra comunità. E di gente impegnata e sensibile, capace di donare parte del proprio tempo per stare vicino a chi soffre e a chi è più sfortunato, in questo giorno a Siddi ce n’era tanta, disponibile e sensibile, capace di far propri i sentimenti di accoglienza della sofferenza altrui suscitati dalla dott.ssa Sanna e dalla sua équipe.

Nella piazza affollata erano presenti il laboratorio artistico Associazione Gama di Guspini, il laboratorio di danza Zumba Loca con gli infermieri Luisa Mereu e Bruno Artizzu, l’Associazione Famiglia insieme di Sanluri con i loro bricolage, il laboratorio del pane Associazione Arte Bianca di Sardara, il Centro Cinofilo Mi fido di te con il responsabile Milko Congia, specializzato nell’addestramento di cani capaci di riconoscere i problemi diabetici del proprio padrone. Nel pomeriggio sono state presentate dal dott. Montisci le attività di salute mentale nella ASSL di Sanluri, che oltre al supporto sanitario promuove laboratori di musica e canto, ceramica, danza e trekking. Memorabile rimane l’esperienza fatta nel 1999 in Nepal da un gruppo di pazienti accompagnati dall’infermiere Antonello Lisci, che sono arrivati al primo campo base dell’Everest, ad una quota di 5364 metri d’altitudine.

Nei saluti finali, tutta l’équipe medica ha rivolto un particolare ringraziamento a tutto il paese di Siddi per l’accoglienza speciale riservata alla manifestazione.